mercoledì 28 febbraio 2018

audizione cittadini di Borgo Montello a proposito della discarica nella commissione contro le ecomafie 16 marzo 2016

http://www.camera.it/leg17/1058?idLegislatura=17&tipologia=audiz2&sottotipologia=audizione&anno=2016&mese=03&giorno=16&idCommissione=39&numero=0089&file=indice_stenografico
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ALESSANDRO BRATTI
  La seduta comincia alle 14.15.
Sulla pubblicità dei lavori.
  PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso.
  (Così rimane stabilito).
Audizione di Giorgio Libralato, consulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello.
  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione di Giorgio Libralato, consulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello, accompagnato dai rappresentanti dei Comitati riuniti dei borghi Montello e Bainsizza, che ringrazio per la loro presenza.
  Ricordo che la Commissione si occupa di illeciti ambientali relativi al ciclo dei rifiuti, ma anche dei reati contro la pubblica amministrazione, dei reati associativi connessi al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al ciclo di depurazione delle acque. In particolare, l'audizione odierna si inserisce nell'ambito dell'approfondimento che la Commissione sta volgendo sulla regione Lazio.
  Avverto i nostri ospiti che della presente audizione viene redatto un resoconto stenografico e che, facendone espressa e motivata richiesta, in particolare in presenza di fatti illeciti sui quali siano in corso indagini tuttora coperte da segreto, consentendo la Commissione, i lavori proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a rinviare questi interventi alla fine della seduta.
  Prima di cedere la parola signor Libralato, devo dire che la Commissione ha fatto una visita nella discarica, la famosa discarica di Borgo Montello, subito dopo la prima indagine giudiziaria che aveva portato a una serie di interventi da parte della magistratura di Latina. Oggi, vogliamo approfondire la situazione della discarica e ci pare particolarmente interessante e significativa la vostra testimonianza.
  È importante che ci delineiate un quadro di quelle che sono a vostro avviso le problematiche maggiori. Ovviamente, se avete del materiale da lasciarci, questo ha la stessa valenza dell'audizione. Sono atti ufficiali. Non è che, se dimenticate di dire delle cose, se qualcosa non viene approfondito in maniera adeguata nell'audizione, non ci sia la possibilità che la Commissione recepisca successivamente dei materiali e li tratti in modo identico all'audizione.
  Cedo dunque la parola al signor Libralato per lo svolgimento di una breve relazione introduttiva, al termine della quale molto probabilmente ci saranno delle domande da parte dei commissari. Può procedere alla descrizione di quelle che, appunto, ritiene siano state o continuino a essere le problematiche oggetto d'interesse della nostra Commissione.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Ringrazio il signor presidente e tutti i componenti di quest'importante Commissione parlamentare.
  Parlo a nome dei cittadini di Borgo Montello, comune di Latina, e per noi è una tappa molto importante, molto sentita.Pag. 4Finalmente, dopo oltre quarant'anni di un'attività che ha visto illeciti di ogni genere, è veramente importante essere qui. In un'intervista, Carmine Schiavone diceva che Latina è provincia di Casale. Oggi, lo Stato italiano ci dice che Borgo Montello torna a essere parte dello Stato italiano, con tutta la sua sovranità, che appunto appartiene ai cittadini.
  Questo per noi è molto importante, ma i fatti importanti non riguardano solo quella che può essere stata la malavita, anzi spesso a noi dispiace pure che si parli di questo. È la quotidianità, l'ordinarietà che è impressionante. Le famiglie sono costrette a chiudersi dentro casa, a non poter aprire le finestre, a non poter uscire, a non poter stare nei propri giardini. Sono espropriati della loro vita sociale, della loro casa. Per noi, è molto importante.
  Detto questo, ci sono quarant'anni di esposti, denunce, segnalazioni, ricorsi, comunicazioni. Abbiamo fatto una petizione al Parlamento europeo, presso il quale siamo stati nel novembre 2013. Anche la discarica di Borgo Montello è soggetta alla procedura di infrazione comunitaria. La procedura è tuttora aperta. La petizione è tuttora aperta. Siamo stati il 26 maggio 2015 alla Commissione rifiuti regione Lazio. Ovviamente, abbiamo detto cose molto importanti, che ripeteremo qui oggi, ma che purtroppo non hanno avuto seguito.
  La questione di Borgo Montello è divisa tra due grandi società, la Indeco e la Ecoambiente, che gestiscono la discarica separate da una recinzione. Il presidente faceva giustamente riferimento agli arresti e ai sequestri dall'8 gennaio 2014. In quell'epoca ci sono state quattro grosse inchieste, e tutte hanno riguardato per vari motivi le società operanti nella discarica di Borgo Montello, tanto che il signor Bruno Landi, amministratore, ha dovuto passare i suoi incarichi sia in Ecoambiente sia in Latina ambiente, che partecipa per il 51 per cento tramite anche il comune di Latina nella società Ecoambiente.
  A ottobre 2014, ci sono stati altri arresti, questa volta per la società Indeco. I vertici sono stati sostituiti proprio in seguito alle indagini della magistratura, ma una cosa fondamentale avviene il 29 gennaio 2014: con la solita inchiesta, anche in quel caso, gruppo De Pierro, Capitolina, Giulia e altre società, viene sequestrata dal GICO della Guardia di finanza una parte attiva della discarica di Borgo Montello, ovviamente con atti giudiziari e atti di conservatoria, ma non succede assolutamente nulla.
  La società che aveva questo titolo lo aveva conseguente un altro fallimento, la società Ecomont, che opera nella discarica. Bene, la curatela fallimentare Ecomont fa ricorso e ottiene di riavere la proprietà che è stata sequestrata, come dicevo, il 29 gennaio. La società Ecoambiente non è proprietaria della discarica né dell'invaso, ma questo non è bastato, perché la regione Lazio afferma nell'AIA del 2009 che la società Ecoambiente è proprietaria della discarica: falso.
  Allo stesso modo, è falso uno dei verbali di rinnovo dell'AIA, che appunto scadeva l'8 aprile 2012, dove si dichiara che quest'invaso non è stato sequestrato, ma invece, come porteremo poi anche negli atti, è stato sequestrato. Ovviamente, abbiamo fatto tutte le segnalazioni, ma queste non sono bastate, perché la regione Lazio non controlla assolutamente nulla.
  ALBERTO ZOLEZZI. Non ho capito a quale invaso si riferisca: S8 ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Al nuovo distinto invaso Ecoambiente. L'S8 è Indeco. Parlo delle particelle 299 e 300 del foglio 21 del catasto di Borgo Montello Latina, tanto per citare dei dati.
  PRESIDENTE. Abbiamo della documentazione con una cartina, dalla quale si riesce a capire. È abbastanza complicata, infatti, la faccenda della divisione delle proprietà.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Ci sono stati fatti molto importanti, rilevanti, come stavo dicendo. Nell'agosto 2012, iniziano anche i famosi scavi nell'invaso S0,Pag. 5che non è di nessuno, e quindi spetta alla comunità. La regione Lazio eroga un finanziamento di circa 700.000 euro per fare questi scavi, viene affidato un appalto di circa 400.000 euro, ma gli scavi vengono effettuati solo parzialmente. Non lo diciamo noi cittadini, che lo abbiamo documentato con foto e piantine, che lasciamo agli atti...
  PAOLA NUGNES. Chi ha erogato questi 700.000 euro ? La regione ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. La regione Lazio.
  PAOLA NUGNES. A quale finalità erano destinati questi scavi ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Carmine Schiavone dichiara che nella discarica di Borgo Montello sono stati conferiti dei fusti tossici. Uno studio dell'ENEA del 1995 certifica che nella S0, in una delle tante vasche, la prima, la più antica, c'erano queste masse metalliche che potevano far pensare alla presenza di fusti metallici. Questa massa metallica viene poi confermata dalle ricerche dell'INGV, che fa questo piano, e poi vengono effettuati gli cavi.
  Durante una conferenza pubblica, il 20 settembre 2012, uno dei direttori dei lavori, il direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dichiara che non vengono fatti tutti gli scavi perché per loro quello che avevano trovato era sufficiente per dire che quella massa metallica era o del ferro che si trovava nei copertoni o armature metalliche delle recinzioni dell'epoca.
  Ovviamente, noi temiamo che, anche se gli scavi non sono stati fatti completamente, siano stati pagati tutti quei 400.000 euro anche se secondo noi non era dovuto, ma non è questo il problema. Il problema è che durante gli scavi l'assessore provinciale all'ambiente dell'epoca, Gerardo Stefanelli, dichiara che non andavano cercati lì i fusti perché probabilmente erano in altri invasi. Lo stesso dichiarerà Carmine Schiavone in diverse interviste, dicendo di aver visto dove avevano scavato e che non era lì che dovevano cercare i fusti.
  Ripeto che questa, che fa parte di un'attività che probabilmente finisce intorno agli anni Novanta, quando Carmine Schiavone viene arrestato, è solo una parte di questo problema. Gli inquinamenti continuano, come le puzze e i cattivi odori, più volte segnalati, più volte denunciati. Nel 2005, iniziano a uscire le prime analisi importanti, e si dichiara che le falde erano inquinate. Queste analisi del 2005 poi vengono verificate da ARPA, ma soprattutto dai periti del tribunale di Latina, tre periti che confermano l'inquinamento importante della falda, che porta a un processo tuttora in corso con il rinvio a giudizio di tre esponenti dell'epoca di Ecoambiente, sempre Bruno Landi, Rondoni e Colucci, che a vario titolo avevano partecipato alla gestione della discarica.
  PRESIDENTE. Quale Colucci ? Conosce il nome di battesimo ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Franco. No, mi scusi, era Nicola.
  Dicevo che c’è un processo in corso con rinvio a giudizio di queste tre persone, che purtroppo non è mai iniziato, perché per due volte non è stato notificato proprio al signor Colucci di comparire in giudizio. Purtroppo, da quasi due anni si sta tentando di fare questo processo, che adesso è stato rinviato a ottobre 2016.
  In particolare, l'ultimo dei periti, il professor Tomaso Munari di Genova, vicepresidente dell'ordine nazionale dei chimici, certifica quest'inquinamento, ovviamente con analisi di laboratorio eseguite sul posto, e lo indica anche in termini molto più rilevanti rispetto a quelli che certificano per esempio ARPA Lazio o ISPRA. In particolare, il professor Munari indica anche che il famoso progetto che doveva essere fatto di protezione delle falde da parte di Ecoambiente in realtà non è stato fatto come doveva.
  Sempre il dottor Munari dice che nemmeno l'ARPA Lazio effettua le analisiPag. 6come l'ARPA Lazio scrive che dovevano essere fatte e come le norme di buona tecnica impongono che debbano essere eseguite. Praticamente, tradotto molto semplicisticamente, il dottor Munari dice che la falda ha una certa quota: se non la si analizza per l'interezza della quota, probabilmente si hanno dati non attendibili, perché un inquinante può essere più pesante dell'acqua, un altro meno pesante; se non si verifica per tutta l'altezza, questo problema non si evince.
  È da notare che l'ultima analisi dell'ARPA Lazio, che si riferisce a marzo 2013, è stata resa nota con molta difficoltà solo a novembre 2014, ovviamente perché cittadini e altri che sono vicini a questa situazione le hanno più volte segnalate, ma le pecche non finiscono qui. Le stesse emissioni odorigene sono state più volte segnalate da me, con PEC, dai cittadini, con telefonate, con lettere e in tanti altri modi. L'ARPA Lazio ha pensato bene di fare un monitoraggio ad hoc sulla discarica iniziato ad agosto 2015, quando dall'estate 2015 non avviene praticamente nessun conferimento, tranne qualche camion che sporadicamente continua ad arrivare in discarica.
  Qui veniamo alle altre note importanti. Come dicevo, entrambe le AIA scadono ad aprile 2012, ma entrambe le società, Indeco ed Ecoambiente, continuano a operare. Secondo noi, andava chiusa già all'epoca la discarica, proprio perché le AIA si erano esaurite e, secondo noi, probabilmente anche i volumi che erano stati autorizzati forse erano già stati esauriti.
  Sappiamo che poi nel 2014 dovevano concludersi tutti i procedimenti, tutti i rinnovi delle AIA, in base ai vari decreti, alle varie normative che si susseguono, entro il 24 giugno 2014. Il 25 giugno la regione Lazio emana un provvedimento di conclusione delle procedure AIA, ma che secondo noi non sono finite. Dice per Indeco che, per concludere la conferenza dei servizi, e quindi ottenere l'AIA, deve fare degli adempimenti, tanto che poi rilascerà l'AIA nel settembre 2014.
  Per Ecoambiente, stabilisce altri obblighi oltre a quelli meno importanti che per Indeco, tanto che il comune di Latina fa ricorso contro l'AIA Indeco, proprio perché dice che non è affatto conclusa la procedura AIA. Il 25 giugno 2014. Il TAR dà ragione, nel gennaio 2015, alla società Indeco e subito dopo la regione Lazio emana anche L'AIA per la società Ecoambiente, che è stata impugnata dai cittadini, oggi qui presenti, perché secondo noi ci sono tre importanti problemi.
  Il primo è quello sulla proprietà e sulla disponibilità. Sappiamo bene che, se c’è un sequestro della Guardia di finanza o della magistratura, non si può certo dichiarare che sta nella disponibilità della società. Il secondo è che la polizza fideiussoria è secondo un grosso problema per la società Ecoambiente. Il terzo problema è che – lo prevedeva la conclusione della procedura AIA del 25 giugno 2014 della regione Lazio – doveva esserci anche la variante urbanistica del comune di Latina, che si accorge nel 2012 che c'erano dei problemi urbanistici. Stiamo parlando, infatti, di un'area con indirizzo rurale, per cui la circostanza era incompatibile con la normativa urbanistica. Si fa una variante, si perimetra l'area, impegnandosi il 28 dicembre 2912 all'unanimità a risarcire i cittadini e a delocalizzarli, e anche a delimitare, ad esempio ponendo dei vincoli di inedificabilità per cento metri su confini su cui dovevano essere piantumate delle essenze, ovviamente per mitigare, come potete immaginare, l'impatto.
  Il comune di Latina pubblica la delibera, come succede normalmente, dopo una ventina di giorni, a gennaio 2013. Fanno due ricorsi al TAR Ecoambiente e Indeco, che nessuno chiede di discutere. Ripubblicano il 30 luglio 2013 la delibera per dare la possibilità alle società di mandare delle osservazioni, che ovviamente arrivano, e che ovviamente poi il comune di Latina recepisce nella delibera n. 81 del 23 dicembre 2013, che praticamente toglie il vincolo guarda caso proprio verso la strada Monfalcone e verso la proprietà delle famiglie che abitano davanti.
  Anche questa delibera è stata impugnata dai cittadini e anche questa non èPag. 7tuttora efficace. Nessuna delle due delibere, variante, ha concluso l’iter – come sappiamo ci sono le norme di salvaguardia – e questo significa che valgono le norme edilizie della zona rurale, tanto che il comune di Latina continua a mandare tutti i pareri urbanistici su tutti gli impianti contrari alla realizzazione degli impianti stessi.
  Veniamo oggi a quali sono le procedure in corso. Siccome entrambe le società, come dicevo, hanno esaurito i loro volumi, chiedono un sopralzo, quindi l'aumento del conferimento dei volumi, al di sopra della stessa area sulla quale già avevano conferito, S8 per Indeco, un nuovo e distinto invaso per Ecoambiente, quello sequestrato dalla Guardia di finanza. Si aprono nuovamente le procedure AIA e di valutazione d'impatto ambientale.
  L'AIA è in attesa della decisione della valutazione d'impatto ambientale. L'ultima conferenza dei servizi sulla valutazione d'impatto ambientale c’è stato il 29 ottobre 2015 presso la regione Lazio, a cui abbiamo partecipato mandando delle osservazioni. È tuttora in attesa di una serie di definizioni. In quella data, il 29 ottobre 2015, abbiamo portato un articolo di giornale di quel giorno che diceva che, secondo la procura, i volumi erano già esauriti, ed erano andati anche oltre.
  Come dicevo, nell'ottobre 2014 ci sono stati alcuni arresti, poi annullati dal tribunale del riesame, perché i vertici di Indeco erano stati accusati di aver portato all'estero circa 30 milioni di euro che facevano parte del cosiddetto ristoro ambientale. Nell'ottobre 2015, il CTU della procura di Latina certifica che i volumi dell'Indeco erano stati superati di oltre 100.000 metri cubi rispetto all'autorizzato.
  Dopo una serie di scambi di lettere, di pareri e così via, l'8 gennaio 2016 c’è il sequestro della procura di Latina, che conferma questo superamento dei volumi che sarebbe avvenuto e che, secondo noi, avrebbe portato a un guadagno di circa 10 milioni di euro da parte dalla società Indeco per il volume di affari corrispondente a quello che, secondo la procura, sarebbe stato superato come conferimento.
  Il 26 maggio 2015, nell'audizione in Commissione rifiuti alla regione Lazio avevamo già chiesto questo. La fideiussione per noi non è valida. Poi vi spiegherò perché. I volumi erano stati superati, e sembra che la procura la pensi esattamente come noi. Poi ci sono i problemi urbanistici. Ancora, regione Lazio, provincia di Latina e comune di Latina dicono in due conferenze, una a gennaio 2015 e una il 24 aprile 2015, delle cose molto importanti.
  Intanto, tutte le valutazioni d'impatto ambientale e le relative indagini sono datate, quindi non sono utilizzabili certo né per l'AIA né per la valutazione d'impatto ambientale. Poi proprio a maggio 2015, sia Indeco sia Ecoambiente presentano una nuova richiesta di valutazione d'impatto ambientale, quella di cui dicevo che è ferma al 29 ottobre 2015.
  La cosa importante è che, in seguito a questo inquinamento che anche Ecoambiente, che è sotto processo, ammette che esiste, hanno fatto un progetto per quella che loro definiscono bonifica, ma sappiamo bene come cambi secondo la normativa italiana. C’è una differenza tra bonifica e contenimento dell'inquinamento. Si gioca spesso anche sul significato delle parole.
  In ogni caso, la cosiddetta bonifica di Ecoambiente all'acqua ossigenata, come diciamo noi, secondo tutti i protocolli, procedure e accordi di programma, doveva iniziare a marzo 2014, ma inizierà invece un paio di mesi dopo, perché i cittadini, cioè noi, iniziamo a chiedere conto di quest'avvenuta bonifica, che ovviamente non era iniziata.
  Secondo la provincia di Latina e secondo il comune di Latina, questa bonifica non si sta facendo. La dottoressa Valle della provincia di Latina, responsabile del settore ambiente, dice che o la bonifica si fa con tutti gli adempimenti previsti negli accordi, quanto è nei documenti, o non è stata fatta. L'ARPA Lazio si era impegnata il 24 aprile 2015 a fare degli esami e a certificare, ma tuttora non abbiamo notizia di questa certificazione sulla bonifica, ma risponderà, sempre in seguito a nostraPag. 8sollecitazione, che le emissioni odorigene, anche che dell'Indeco questa volta, non sono conformi al progetto e alla documentazione fornita dall'Indeco.
  Abbiamo detto, scritto e dichiarato anche sui giornali che il 30 dicembre mi chiama il responsabile di allora dell'Indeco e mi dice che io non sono a conoscenza del fatto che hanno presentato una serie di giustificazioni a quanto ha scritto l'ARPA, che secondo loro si è sbagliata quando ha detto che sono sbagliati i punti di campionamento in base al progetto Indeco, che la direzione dei venti è sbagliata. Indeco dice, giustamente, che il vento non può fare come gli pare, ci sono delle convenzioni internazionali che dicono da quale parte deve tirare il vento, quindi il vento non si inventasse di sua iniziativa in quale direzione tirare. L'8 gennaio di quest'anno c’è questo sequestro.
  Ecoambiente da giugno 2015 riceve quattro camion a settimana, cioè non sta ricevendo niente, proprio perché di sua iniziativa dal gennaio 2015 mandano ripetuti segnali, allarmi, che stanno finendo gli invasi, che hanno finito i volumi, che Latina sarà sommersa dalla spazzatura. È passato un anno abbondante, ma tutte queste sciagure non si sono, ovviamente, avverate.
  Nel frattempo, c’è il grosso problema di Latina ambiente, che come dicevo prima è partecipata per il 51 per cento dal comune di Latina e partecipa per il 51 per cento alla società Ecoambiente: è in corso una ripetuta istanza di fallimento, anche qui con vari rinvii a livello...
  PRESIDENTE. Che cosa fa Latina ambiente, spazzamento e raccolta ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Sì, fa per conto del comune di Latina il servizio di raccolta dei rifiuti solidi. Quando viene arrestato, Bruno Landi era contemporaneamente amministratore delegato di Latina ambiente e di Ecoambiente.
  Tornando alle fideiussioni, è notizia del mese scorso dell'IVASS che di polizze fideiussorie dalla Gable ne girano parecchie false, e la Gable guarda caso è quella società che ha fatto la polizza fideiussoria per Ecoambiente, ma anche per un'altra società che opera più o meno nello stesso settore nel comune di Latina, la Agri Power, che gestisce una centrale a biogas. Questa polizza fideiussoria della Gable viene rifiutata dal comune di Latina, e quindi l'Agri Power è senza alcuna polizza fideiussoria perché la precedente è stata emessa da una società che secondo noi non aveva i titoli, ma che comunque è fallita subito dopo. Sono quattro anni che non ha questa polizza fideiussoria.
  La polizza fideiussoria dalla Gable, che per il comune di Latina non è valida – abbiamo visto quella per il comune di Latina, perché quella per la società Ecoambiente, nonostante le ripetute richieste, non ci è mai stata mostrata – non ha una firma autentica, non ci sono i poteri di chi firma di chiarire che può firmare, e ha un allegato guarda caso mandato due mesi dopo rispetto all'emissione della polizza. Poi la Gable, tanto per dire il motivo per cui al comune di Latina non piace, ha sede a Vaduz, in Lichtenstein, e per il comune di Latina non sarebbe una garanzia.
  Questo è un po’ il quadro. Sicuramente avrò dimenticato parecchi motivi che, purtroppo, derivano anche dai pareri che scopriamo con anni di ritardo magari dell'ASL, che dicono ai cittadini che lì non possono stare. Tra l'altro, nelle autorizzazioni la regione Lazio ha autorizzato questi insediamenti a una distanza inferiore a quella che prevedevano le norme dalla stessa regione Lazio. Anche l'ARPA Lazio, secondo noi, è molto carente, o comunque poco attenta, ma in realtà non secondo noi, perché lo dice espressamente il perito Munari, vicepresidente dell'ordine nazionale dei chimici italiani.
  Abbiamo molto timore dell'ordinario, come dicevo, senza voler scomodare la malavita. C’è una serie di inadempienze. Il comune di Latina nel settembre 2012 dice che non ci sono le condizioni di salubrità per gli abitanti, tanto che in un avviso pubblico invita i cittadini a partecipare presentando delle proposte alla variantePag. 9urbanistica, ma anche a chiedere come potrebbero essere risarciti. Ci sono stati diversi incontri, l'ultimo il 26 maggio 2015 alla regione, che richiamavo. Regione, provincia e comune si erano tutti impegnati a delocalizzare i cittadini, perché lì assolutamente non possono vivere.
  PRESIDENTE. Do ora la parola agli onorevoli colleghi che intendano intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.
  STEFANO VIGNAROLI. Vorrei un approfondimento sulle analisi dell'ARPA del 2013, su cosa dicevano e sulla ragione per cui non sono state rese pubbliche, se non un anno dopo, se ho capito bene.
  Sono interessato anche all'approfondimento sulle polizze fideiussione. Se ho capito bene, Ecoambiente non ha mai mostrato alcuna fideiussione, mentre la polizza della Gable è fatta per quale società ? Se l'avete, potete lasciarcene una copia ?
  Ancora, vorrei un approfondimento su eventuali intrecci tra proprietà dei terreni, alcuni casali presenti nei terreni limitrofi, famiglie di camorristi e società che gestiscono la discarica. Esiste un intreccio ? Può ricostruire per noi le vicende ?
  PAOLA NUGNES. Vorrei seguire meglio la faccenda dell'iter della nuova AIA. Sono sicuramente all'analisi della conferenza di servizi tutti i dati e anche i processi in corso: qual è l'ultimo risultato ? Mi è sfuggito. Lei lo ha detto, ma vorrei che mi ripetesse date e conclusioni, e se ci sono già relazioni su questo.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Per quanto riguarda le analisi, la cosiddetta motivazione ufficiale è che, siccome l'ARPA Lazio le trasmette all'ISPRA, poi doveva essere questa ad analizzarle e spiegare perché c'erano questi inquinanti e qual era il quadro.
  Ci sono varie sostanze con valori molto alti, per esempio alcuni dell'arsenico sono con i valori a circa 300, trenta volte quelli ammessi per legge. Ci sono ferro, manganese e anche altri inquinanti.
  Spesso ci viene molto da sorridere alle spiegazioni che ci dà l'ARPA Lazio, così come ci è venuto da sorridere quando, il 26 maggio, come dicevo, nella conferenza sui rifiuti alla regione Lazio, l'ARPA Lazio lì presente diceva che intanto le falde di Borgo Montello sono molto brave, non si muovono, sono praticamente ferme, quindi non portano l'inquinante nemmeno in basso dove c’è il fiume Astura, anzi il fiume Astura magari fa da argine ed è inquinato per altri motivi. Ci mancava solo che l'ARPA desse la colpa all'uomo di Neanderthal o ai dinosauri o a non sappiamo cos'altro.
  C’è stata molta pressione da parte nostra affinché venissero pubblicate queste analisi, che sono preoccupanti. A noi che l'ISPRA ci dica le sue motivazioni – scusate – non ci interessa molto. Abbiamo sempre chiesto se ci fosse rischio per la popolazione, per le persone che vivono lì; c’è un settore di agricoltura importante, si possono usare i pozzi, come devono innaffiare, possono viverci, possono lavarsi con quest'acqua, far da mangiare ? Nessuno ci ha mai risposto.
  L'ISPRA può fare tutte le sue analisi. Noi vogliamo sapere se le persone che sono qui presenti, che abitano dall'altra parte della strada, quindi a 30 metri, quali rischi corrono per la salute. Abbiamo una serie di casi, purtroppo importanti, di persone che non ci sono più, che sono gravemente malate, tutte con malattie compatibili con gli inquinanti della discarica.
  BARTOLOMEO PEPE. Chiedo scusa, ma come fanno a dire che sono compatibili con tutti quegli elementi ? È stato fatto uno screening tossicologico sulla popolazione, analisi del capello o del sangue ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. No, non è stata fatta alcuna analisi, ma abbiamo letto altri studi epidemiologici...
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  BARTOLOMEO PEPE. Se, però, non fate le analisi tossicologiche, non potete...
  PRESIDENTE. Che debba farlo un comitato di cittadini mi sembra un po’ eccessivo. Possono segnalare agli enti preposti, e presumo che venga fatto. Questo può essere un elemento da raccogliere. Mi sembra di capire che la risposta che vorrebbero dagli enti preposti è di capire se la loro vita è in pericolo e se le attività economiche che svolgono...
  IVAN EOTVOScomitato dei borghi Montello e Bainsizza. Se è per questo, l'ARPA Lazio non ha mai fatto uno studio tossicologico radioattivo nemmeno sulla centrale nucleare. Non esiste nessun rapporto che può collegare le due cose, figuriamoci – scusate – se lo facevano per la discarica.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Vorrei rispondere al senatore. Quest'indagine epidemiologica non è stata chiesta solo dai cittadini. Viene chiesto da ASL, ARPA e anche dalla regione Lazio, dal dottor Monaco, il 24 aprile 2015 che, prima di rilasciare qualsiasi autorizzazione, vale il principio di precauzione. Se non c’è quest'indagine, non possiamo procedere o autorizzare niente.
  Dicevo questo perché c’è una serie di malattie nelle famiglie. Se ci sono malati di Parkinson, Alzheimer, di cuore o di tumore nella zona, con percentuali elevate rispetto alla media, non ci vuole un'indagine epidemiologica per capire che forse qualche cosa lì sta succedendo.
  Riguardo alla polizia, purtroppo, e dico purtroppo, il comune di Latina è alle prese con una serie di problemi di polizze fideiussorie. Una serie di scandali ha portato anche alla sfiducia del sindaco, perché ci sono interventi urbanistici, di risanamento che non possono essere fatti, proprio perché le polizze non garantiscono nulla, tanto che c’è una fabbrica all'ingresso di Latina che da dieci anni non può essere bonificata proprio perché la società che ha emesso la polizza non adempie ai suoi obblighi. Questo è un problema che segnaliamo per tutti gli impianti, biogas, biomasse, turbogas, rifiuti. Si ripete sempre e non abbiamo mai avuto alcuna risposta. Io ho la polizza della società Agri Power, ma ripeto che non ho quella della società Ecoambiente, perché l'ho chiesta ma non mi è stata data.
  Riguardo alle proprietà, intorno agli anni Ottanta – lo racconta nelle varie deposizioni, anche in quelle desegretate, Carmine Schiavone, come nella varie interviste – da parte del clan dei Casalesi, tramite un parente di Carmine Schiavone, Michele Coppola, c’è l'acquisto di questi terreni, inizialmente sembra per coltivarci, ma poi Carmine Schiavone spiega l'evoluzione di come l'organizzazione dei casalesi scopre che il settore dei rifiuti è molto più importante e redditizio rispetto anche a quello della droga. Questo è quello che dice. Inoltre, alcune delle proprietà ex Michele Coppola vengono vendute a qualcuna delle società, in particolare anche all'Indeco, una delle due società.
  Sempre per rimanere nell'ambito della proprietà, avevo dimenticato di dire prima che la società Capitolina aveva stipulato un contratto d'affitto per il nuovo e distinto invaso, quello di Ecoambiente, nel 1998, che durava nove anni rinnovato per altri nove, che quindi scade il 4 agosto 2016. Secondo noi, però, siccome il ricorso della curatela fallimentare è del 1994, quindi antecedente al contratto d'affitto, siccome la curatela fallimentare ha vinto tutti i ricorsi contro queste società gruppo De Pierro, tanto per intenderci, siccome queste sentenze sono diventate definitive – lo scriva la curatela fallimentare Ecomont – perché non c’è stato alcun ricorso, siccome la titolarità della curatela fallimentare Ecomont è antecedente al contratto d'affitto, per noi quel contratto non vale nulla. Non vale nulla per altri due motivi. Nel contratto d'affitto è scritto che vale solo se non c’è inquinamento. Lo dice la procura di Latina, lo dice la stessa società Ecoambiente, che lì c’è inquinamento, quindi per noi quel documento non vale.Pag. 11
  Quanto alle motivazioni per cui abbiamo contestato le AIA, abbiamo chiesto come facessero a rilasciare l'AIA alla società Ecoambiente: intanto, non ha la disponibilità dell'area – lo dice il GICO della Guardia di finanza, con sequestri il 29 gennaio 2014 – ma in ogni caso, anche ammesso che ritenessero valido il contratto del 1998, questo scade il 4 agosto 2016, per cui qualsiasi AIA può essere rilasciata fino a quando se ne ha la disponibilità. Peraltro, da quanto ne so, la curatela fallimentare giustamente sta cercando di vendere l'immobile, probabilmente di svendere, e questo è un altro dei problemi che ci sono nella zona.
  Anche la società Ecoambiente ha cercato di costruire un impianto TMB. Siccome entrava nell'area di vincolo della famosa delibera n. 163 del 28 dicembre 2012, non poteva più essere costruito, e quindi ci sono i pareri contrari del comune di Latina, per cui si chiede di spostare il vincolo. Guarda caso, chiede di spostarlo sul vincolo di un confinante che non era neanche proprietario. Quando facciamo notare quest'incongruenza, presentano un compromesso, ma né registrato né trascritto. Io ho la trascrizione della conservatoria dei registri immobiliari di Latina, e non c’è nulla fino a ieri, tanto per essere sicuro di quello che avrei detto oggi.
  Riguardo a quello che chiedeva la senatrice Nugnes sull'AIA, quella rilasciata nel settembre 2014 a Indeco, secondo la procura di Latina ha superato di oltre 100.000 cubi, quindi di più di quelli concessi, la volumetria. Secondo noi, stiamo in...
  PAOLA NUGNES. Un'area è sequestrata e c’è la richiesta di una nuova autorizzazione. C’è qualche relazione delle conferenze di servizio che danno un parere già negativo o simili ? A che punto è il parere ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. In seguito alle nostre sollecitazioni, nell'agosto 2015 la provincia di Latina manda due diversi pareri negativi, segnalando una serie di criticità sulla zona, dando parere contrario a questo famoso sopralzo. Anche il comune di Latina esprime dei pareri contrari a questi sopralzi.
  Sappiamo che tutto si è affermato, come dicevo, al 29 dicembre 2015, perché in una conferenza presso il comune di Latina, a cui abbiamo chiesto di partecipare, ma ovviamente non ci hanno voluto, è riemerso il problema della cosiddetta bonifica. Siccome non si è raggiunto un accordo, la regione Lazio ha detto che ci avrebbe pensato lei, e devo dire che ci preoccupa molto che ci pensi la regione Lazio.
  Oltretutto, la regione Lazio, in seguito alla nostra petizione al Parlamento europeo, manda delle risposte al Parlamento europeo che abbiamo denunciato per false. Dà degli elementi che secondo noi non sono veritieri, ma poi lascerò copia di tutta questa documentazione.
  ALBERTO ZOLEZZI. Avete idea della provenienza dei rifiuti, del quantitativo aggiuntivo di queste 100.000 tonnellate ?
  A parte la discarica, sapete se la centrale dell'Agri Power aveva come matrice rifiuti ? Avete accennato al fatto che la regione Lazio aveva una scarsa operatività: vi riferite a qualche atto o a qualcosa in particolare ?
  Vi risulta che Cerroni sia proprietario di alcuni terreni dentro o limitrofi all'area della discarica per una compravendita eventuale con Coppola o con qualcun altro ?
  PRESIDENTE. Rispondete cercando di essere magari sintetici, poi ripeto che c’è il materiale, poi aggiungiamo altri interventi.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Per quanto riguarda la provenienza dei rifiuti, abbiamo fotografato i camion: vengono da fuori provincia, anche dalla provincia di Roma. Abbiamo anche delle foto del conferimento fino a una certa data del tal quale, contrariamente a quello che scrive la regione.Pag. 12
  Per quanto riguarda l'Agri Power, funziona con biomasse, che potrebbero anche essere dei rifiuti. L'Agri Power ha grossi problemi. Tra l'altro, sono stato querelato dall'Agri Power Plus di Borgo Bainsizza, che ha una serie di problemi urbanistici, autorizzativi. Hanno iniziato l'attività, come scrive l'ARPA Lazio, senza l'autorizzazione allo scarico delle acque reflue, senza il certificato di prevenzione incendi pur essendo un'attività compresa nell'allegato A della direttiva Seveso soggetta a rischio di incidente rilevante, senza l'agibilità, che non ha mai ottenuto tra l'altro, avendo costruito su un terreno già vincolato per altre costruzioni.
  Questi sono i motivi per cui, avendo diffuso queste notizie, l'Agri Power mi ha querelato e sta cercando di non farmi rilasciare alcun documento dal comune di Latina, cui ho chiesto notizia, proprio per difendermi in sede penale.
  Quanto alla scarsa operatività della regione, il 29 ottobre 2015 chiede perché si sia mossa la procura se sarebbe bastato che si andasse da loro, che avrebbero detto quanti rifiuti erano stati conferiti. La regione non lo dice, ma lo sapeva il 29 ottobre, ma probabilmente che sappiamo noi non ha mai scritto a nessuno. Tra l'altro, il signor Cardona, allora amministratore dell'Indeco, il 30 dicembre 2015 ci ha detto che era semmai la regione a dover dichiarare il post mortem e non la procura.
  Non so se Cerroni abbia proprietà nell'area, perlomeno non mi risulta, ma potrebbe esserci qualche società a lui collegata, che magari ha delle proprietà nella zona.
  MIRIAM COMINELLI. Lo ha detto prima, ma mi è sfuggito: riguardo alle eventuali analisi medico-epidemiologiche che andrebbero richieste all'ASL, le avete chieste ? Non le avete chieste ? Le avete chieste e non le hanno fatte ?
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Le abbiamo chieste e non sono state fatte, ma non le abbiamo chieste solo noi: le ha chieste l'ARPA Lazio, le ha chieste l'ASL, perché appunto ritengono nonostante tutto che non ci siano le condizioni per stare lì, e quindi hanno chiesto questi approfondimenti. L'ASL, il dottor Ruta ci ha detto in un incontro con i cittadini che non darà più alcun parere perché secondo lui non ci sono le condizioni. I cittadini non ci possono stare.
  PAOLO BORTOLETTOcomitato dei borghi Montello e Bainsizza. Io sono un coltivatore diretto. La questione che ci porta anche qui fondamentalmente è una. Abbiamo una difficoltà che dura da quarant'anni rispetto proprio alla questione delle analisi. Io ho lavorato in fabbrica alla Goodyear, e il meccanismo è praticamente identico. A oggi, credo che alla Goodyear siamo intorno alle 300 vittime.
  Io non sono un tecnico del ramo. So soltanto, relativamente all'area intorno alla discarica, intorno all'Agri Power – confino con la centrale nucleare, sono a un paio di chilometri dal poligono di tiro – che siamo dentro un epicentro. Aldilà del giudizio tecnico, e abbiamo concordato tutta l'illustrazione di Libralato, che condividiamo completamente, teniamo a mettere anche in evidenza alcuni particolari velocemente.
  Sapete che quell'area, quei posti, quei luoghi non nascono negli anni Trenta. Noi siamo parte della civiltà di Satricum. Siamo a due passi dalla casa del Martirio di Santa Maria Goretti. Siamo parte, dunque, di una civiltà antichissima, pre-romana. Se non teniamo conto delle bellezze... In questi quarant'anni non siamo mai andati a piagnucolare. Tutta la nostra azione è stata all'interno delle istituzioni. Non risulta da nessuna parte un gesto, una manifestazione che possa essere stata caratterizzata da una qualsiasi forma di violenza. Noi portiamo a quest'assemblea in dote quest'elemento. Io vi prego di tenerne conto.
  Io rispetto e non ho motivi di criticare Cerroni e Landi, che sono dentro un recinto istituzionale. Il problema che vogliamo porre è questo. Non abbiamo scelto di confrontarci con una serie di personaggi,Pag. 13in particolare Carmine Schiavone. Siamo andati a confrontarci con Carmine Schiavone in diretta televisiva. Purtroppo, siamo stati costretti a confrontarci per trent'anni con Michele Coppola e signora, che è una Schiavone. Noi non abbiamo scelto. A noi è stato imposto uno stile di vita col quale non siamo d'accordo.
  Vi prego di tenerne conto e di tenere conto di un ultimo elemento, la questione dell'impatto della salute e dell'impatto, che mettiamo alla fine, patrimoniale. Dovete sapere, dovete convincervi di certe cose, e io so che vi convincerete. Tra parentesi, ci ha colpito, ferito, lo studio d'impatto ambientale di una certa architetta Pera di parecchi anni fa. In un modo poetico, c'era un passaggio in questo studio che recitava: «Le colline movimenteranno piacevolmente il paesaggio». Per noi è un'offesa, perché in quel territorio, che avete visto, le colline ci sono, ma a noi non servivano le colline fatte di rifiuti.
  Siccome non abbiamo la certezza matematica, chiedo, chiediamo che venga fatta un'indagine, uno studio, che si scavi davvero, per esempio tra la S1 e la S3. Io penso che lì i fusti ci siano. Se questa Commissione lo chiede ai lavoratori dell'Indeco, dell'Ecoambiente, in forma solenne, con gli strumenti che avete, sono sicuro che due, tre, quattro, cinque persone ve lo diranno. A livello privato lo dicono anche a me, ma non ha nessuna valenza, me ne rendo conto.
  Concludo veramente, e vi ringrazio, dicendo che non possiamo, non posso, anche se lavoro col disciplinare biologico, certificare. Questo è un dramma, perché adesso ho un'età abbastanza adulta, ho dei nipoti, che stanno crescendo in un certo modo. Non vorremmo altro che avere i diritti e i doveri, i doveri e i diritti di un qualsiasi altro cittadino: vogliamo vivere in pace.
  Abbiamo fiducia nella magistratura, nelle istituzioni: chiediamo che comune, provincia, regione e lo Stato finalmente – da qualche anno, dobbiamo dare atto che lo Stato comincia a esserci – vadano fino in fondo. Sarebbe un bel risultato per tutti, anche per voi.
  PAOLA NUGNES. A che punto è la procedura d'infrazione europea ? Sono state presentate le controdeduzioni dalla regione, e l'Europa si è espressa al riguardo ? Ha chiuso la procedura ?
  Inoltre, non avevo compreso bene io, ma non sono stati usati tutti i 700.000 euro per tutti gli invasi, S0, S1, S2 ed S3, ma si sono fermati a parte dell'S0, dove non sono stati trovati i fusti, ma l'Istituto e l'ARPA avevano chiesto di visionare anche S1, S2 ed S3, giusto ? In pratica, resta inevasa una richiesta dell'Istituto nazionale di geofisica e dell'ARPA.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. La procedura d'infrazione è in attesa, come ha scritto alla regione Lazio, che vengano definite le procedure, in attesa di conoscere l'esito delle varie procedure penali delle cause in corso. Non è conclusa ed è tuttora sotto infrazione, anche se secondo la regione Lazio e secondo il ministro, non essendoci più conferimento di rifiuti non tal quale, ma solo di rifiuti trattati, questa procedura non ci sarebbe più. Noi abbiamo detto che le motivazioni dell'infrazione della procedura sono altre, perché non c’è stato il rispetto delle normative italiane sul conferimento.
  Per quanto per quanto riguarda la ricerca dei fusti tossici, sono stati finanziati, come dicevo, per un'analisi condotta dall'ENEA nel 1995, che aveva verificato solo l'area S0, e c'erano tre masse metalliche che facevano pensare alla presenza di materiale metallico, e quindi di fusti tossici. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con altre strumentazioni succedutesi poi nel tempo, molto più precise e sofisticate, certifica più o meno nella stessa conformazione che aveva fatto l'ENEA, quindi con altra strumentazione, la presenza di queste masse metalliche.
  Questi scavi, tanto per fare un esempio, dovevano essere a profondità di 6-7 metri o con dimensioni di 30x40 in pianta, ma quando gli scavi sono arrivati a 3 metri e hanno trovato del materiale metallico, hanno sospeso le ricerche. Come dicevo, il 20 settembre 2012, in corso gli scalini, c’èPag. 14stata questa conferenza pubblica con il dottor Marcucci dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che spiegava perché non avrebbero approfondito, che erano i motivi che dicevamo prima: erano in attesa della caratterizzazione dei rifiuti, se fosse stata conforme e se, una volta rinterrate le buche, si vedeva che la massa metallica era originata da questi eventi, per loro si sospendeva.
  Questi 700.000 euro erano solo per la vasca S0. In quell'occasione ho fatto la domanda al dottor Marcucci. Nel giugno dello stesso anno c'era stata l'audizione di Achille Cester, ingegnere ex dirigente della discarica di Borgo Montello, il quale diceva che prima che arrivasse lui, quindi fino al 1996, lì avveniva di tutto e i rifiuti venivano tritati, quindi secondo lui non si sarebbe trovato nulla.
  Ho chiesto questa cosa al dottor Marcucci, il quale dice che, se avesse dovuto nasconderli, se fosse stato uno – chiedo scusa – che voleva nasconderli, li avrebbe messi nell'S1 e nell'S2 e ci avrebbe messo altri rifiuti sopra, come effettivamente è successo. Ho chiesto al dottor Marcucci quanto sarebbe costato allo Stato italiano, quindi all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, fare la stessa operazione, e lui mi ha parlato di circa 10.000 euro per tutta la discarica, ma questa ricerca non è stata fatta. Poi il dottor Marcucci ci spiega che, essendo aumentato il livello, siccome è una risonanza magnetica, più va verso il basso, più l'area diventa estesa, e quindi diventa quasi impossibile risalire. Peraltro, se fosse vero quello che dice Cester, purtroppo i rifiuti sarebbero stati tritati, ripeto secondo Cester.
  PRESIDENTE. Quando chiedete i dati agli enti pubblici, adottate una procedura formale ?
  Inoltre, relativamente alla popolazione più strettamente interessata attorno a quell'area, quanta gente c’è, al di là di tutta Latina ? Mi riferisco a quelli più immediatamente interessati.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Per le procedure, ogni ente ha la sua. Al comune di Latina mando normalmente le PEC. In un certo periodo, entro i trenta giorni canonici, risponde e mette a disposizione la documentazione, non ha alcun problema. È lo stesso per la provincia di Latina, ma le accetta solo se fatte sulla sua modulistica. ARPA Lazio qualche volta le mette a disposizione, qualche volta ci mette più tempo. Dalla regione non abbiamo mai avuto nulla.
  La cosa interessante è che la regione fino a un mese fa pubblicava tutti i progetti sottoposti a valutazione d'impatto ambientale, compresi questi di Indeco ed Ecoambiente.
  PRESIDENTE. Dovrebbero essere obbligati.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Adesso li hanno segretati. Io ho fatto la ricerca sabato o domenica, adesso non ricordo: sono segretati. Si deve fare la richiesta di accesso agli atti. Io so che lì c’è quel progetto, ma non posso vederlo.
  PRESIDENTE. Se non è ancora concluso... Può darsi.
  GIORGIO LIBRALATOconsulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello. Ci siamo molto meravigliati. Fino a una settimana fa, c'erano, ma evidentemente queste cose danno un po’ fastidio.
  Riguardo alla popolazione, vanno distinti vari livelli. Quella famosa variante di delocalizzazione individuata e concordata con il comune di Latina riguardava essenzialmente il podere della famiglia Piovesan, quindi circa 16 ettari. Per sette famiglie, sono circa venti persone, che dovrebbero essere delocalizzate, ma perché sono a una distanza inferiore a quella che qualsiasi normativa di cautela prevede. Abitano proprio dall'altra parte della discarica, come avete visto.
  Chiaramente, però, l'impatto non c’è solo per loro. Sapere che un'attività è di Borgo Montello o di Borgo Bainsizza, da quanto mi dicono gli operatori, sia commerciali,Pag. 15come i ristoratori, sia gli agricoltori, dà molto fastidio. Spesso non dicono che le colture arrivano da lì. Mi dicono anche che i ristoratori che sono a 2 chilometri, quando si alza...
  PAOLO BORTOLETTOcomitato dei borghi Montello e Bainsizza. Più vicino.
  Noi abbiamo un noto ristorante, «Villa Patrizia», a 800 metri. E la scuola materna ? È a 800 metri. A 810 metri c’è la scuola elementare. Ci sono migliaia di persone.
  PRESIDENTE. Mi interessava capire l'ordine di idee.
  PAOLO BORTOLETTOcomitato dei borghi Montello e Bainsizza. Borgo Montello è a un chilometro e poco. La cantina sociale è a qualche centinaio di metri. Le persone che sono qui sono a dieci metri. Sappiamo che non si può misurare in questo modo. Quello che ci terrorizza è che qualcuno abbia concepito che fossero possibili certe cose con nei paraggi scuole, bambini, persone, una comunità rom di 350 persone attaccata alla discarica, che pure mi pare siano persone. Non conosco esattamente la distanza, di mille, duemila metri, ma ci sono 3-4.000 persone in un'area...
  PRESIDENTE. La risposta mi è stata data correttamente dal signor Libralato. Mi interessava capire relativamente alla variante urbanistica. Si può dire che a 5 o a 2 chilometri magari di persone se ne trovano di più. Bisogna vedere quelle che sono nei parametri normativi. A me interessava capire questo.
  Lavoreremo su questa situazione, come su altre. Ci avete fornito una serie di indicazioni. Ne avevamo verificate anche noi alcune, altre probabilmente sono nuove. Procederemo nella nostra iniziativa, ascoltando probabilmente anche altri soggetti anche sulle altre situazioni. Come sapete, noi facciamo parte di una Commissione d'inchiesta ma siamo anche legislatori e ci faremo parte in causa sia di segnalare una serie di criticità sia anche di attivarci nei confronti di quelle istituzioni che non stanno rispondendo o non hanno fatto quello che dovevano. Poi vedremo che cosa ci risponderanno.
  Tutto il nostro materiale è pubblico, lo troverete sul sito Internet preposto o, comunque, facendone richiesta esplicita, anche direttamente nei nostri archivi. È tutto materiale pubblico, a meno che non ci siano durante le future audizioni situazioni per cui ci viene chiesta la segretazione, che valuteremo se concedere o meno. Tutto il nostro materiale, però, è assolutamente pubblico, quindi potrete seguire i nostri lavori in diretta, tenendo presente che non ci occupiamo solo di questo problema, quindi ci vorrà un po’ di tempo, ma siamo abbastanza veloci.
  Vi ringraziamo di nuovo per tutte la segnalazioni e dichiaro conclusa l'audizione.
  La seduta termina alle 15.30.

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