sabato 30 aprile 2016

Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio 18 gennaio 2012, n. 14 così come modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio 2013, n. 8 – Approvazione "Determinazione del fabbisogno" 1.a parte

REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL
GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 5174 DEL 12/04/2016
STRUTTURA
PROPONENTE
ASSESSORATO
PROPONENTE
DI CONCERTO
Direzione Regionale: TERRITORIO, URBANISTICA E MOBILITA'
Area: CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
_____(_C_R_E_S_C_E_N_Z_I_ _R_O_B_E_R_T_O_)____ _____(_C_R_E_S_C_E_N_Z_I_ _R_O_B_E_R_T_O_)____ _________(_F_._ _T_O_S_I_N_I_)________ ________(_M_._ _M_A_N_E_T_T_I_)________ ___________________________
L' ESTENSORE IL RESP. PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE RESPONSABILE IL DIRETTORE REGIONALE
RAPPORTI CON IL CONSIGLIO, AMBIENTE, RIFIUTI
______(_B_u_s_c_h_i_n_i_ _M_a_u_r_o_)______
L'ASSESSORE
___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________
ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE: VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
Data dell' esame:
con osservazioni senza osservazioni
SEGRETERIA DELLA GIUNTA Data di ricezione: 21/04/2016 prot. 204
ISTRUTTORIA:
____________________________________ ____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________ ____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA IL PRESIDENTE
Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio 18 gennaio 2012, n. 14 così come modificato dalla Deliberazione di
Consiglio 24 luglio 2013, n. 8 – Approvazione "Determinazione del fabbisogno"
___________________________
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Pagina 1 / 4 Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI 199 22/04/2016
OGGETTO: Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio 18 gennaio 2012, n. 14
così come modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio 2013, n. 8 – Approvazione
“Determinazione del fabbisogno”
LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dell’Assessore ai Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e
del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” e successive
modificazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta Regionale del 6
settembre 2002, n. 1 e successive modificazioni;
VISTO il D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. “Norme in materia ambientale” e in particolare l’art. 196,
comma 1;
VISTA la L.R. 9 luglio 1998, n. 27 e s.m.i. “Disciplina regionale della gestione dei rifiuti”;
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale 18 gennaio 2012, n. 14 che approva il Piano regionale
gestione dei rifiuti;
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale del 24 luglio 2013, n. 8 con la quale si è proceduto
alla revoca dello Scenario di Controllo e del Relativo schema di flusso del Piano di gestione dei rifiuti
del Lazio di cui alla citata D.C.R. 14/2012;
VISTA la direttiva 2008/98/Ce contenente misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana
prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli
impatti complessivi dell’uso delle risorse e migliorandone l’efficacia;
ATTESO che ai sensi dell’art. 199 comma 1 del D.lgs. 152/2006, le regioni, sentite le province, i
comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità d'ambito di cui all'articolo 201, nel rispetto
dei principi e delle finalità di cui agli articoli 177, 178, 179, 180, 181, 182 e 182-bis ed in conformità ai
criteri generali stabiliti dall'articolo 195, comma 1, lettera m), ed a quelli previsti dal presente articolo,
predispongono e adottano piani regionali di gestione dei rifiuti;
ATTESO che ai sensi dell’art, 200 comma 1 del D.lgs. 152/2006 la gestione dei rifiuti urbani è
organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali, di seguito anche denominati ATO, delimitati dal
piano regionale di cui all'articolo 199, nel rispetto delle linee guida di cui all'articolo 195, comma 1,
lettere m), n) ed o), e secondo i seguenti criteri:
a) superamento della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di gestione integrata dei
rifiuti;
b) conseguimento di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri fisici,
demografici, tecnici e sulla base delle ripartizioni politico-amministrative;
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c) adeguata valutazione del sistema stradale e ferroviario di comunicazione al fine di ottimizzare i
trasporti all'interno dell'ATO;
d) valorizzazione di esigenze comuni e affinità nella produzione e gestione dei rifiuti;
e) ricognizione di impianti di gestione di rifiuti già realizzati e funzionanti;
f) considerazione delle precedenti delimitazioni affinché i nuovi ATO si discostino dai precedenti solo
sulla base di motivate esigenze di efficacia, efficienza ed economicità;
RICHIAMATO questa Regione ha assunto impegni inderogabili con la Commissione Europea per la
risoluzione delle diverse criticità nell’ambito della pianificazione in materia rifiuti che, come noto,
hanno visto l’Amministrazione coinvolta anche in procedimenti presso la Corte di Giustizia Europea.
In particolare, la scrivente Amministrazione si è impegnata a rimodulare lo “scenario di controllo” al
vigente piano regionale di gestione dei rifiuti, a seguito della revoca attuata con Deliberazione di
Consiglio Regionale n. 8 del 24 luglio 2013 allo scenario di controllo originariamente previsto al piano
rifiuti approvato con D.C.R. n. 14 del 18 gennaio 2012 determinando il nuovo “fabbisogno” entro il 31
marzo 2016;
RICHIAMATO inoltre che la successivamente alla stesura di tale “fabbisogno” si procederà all’
aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti, sulla base delle future localizzazioni e
attivando la procedura prevista alla Parte II del D.lgs. 152/2006 e s.m.i. relativa alla valutazione
ambientale strategica (VAS);
PRESO ATTO che con nota prot. 11204 del 12/01/2016, sono state convocate le riunioni con le
Province, la Città metropolitana di Roma Capitale e Roma Capitale per l’acquisizione di dati e
documenti utili per la redazione del documento sopra richiamato. Nel corso delle medesime si era
chiesto alle citate Amministrazioni ai sensi dell’art. 197 del D.lgs. 152/2006 di fornire dati aggiornati
relativi alla produzione dei rifiuti urbani nell’ambito provinciale, nonché quali siano le previsioni
relative alla gestione dei rifiuti a diversi orizzonti temporali nel breve (data odierna), medio (cinque
anni) e lungo periodo (dieci anni) con particolare riguardo agli obiettivi di raccolta differenziata e gli
intendimenti che le medesime Amministrazioni intendono porre in essere per valutare la necessità di
ulteriori infrastrutture impiantistiche per la gestione del ciclo dei rifiuti per tale ambito geografico;
PRESO ATTO che sono state acquisite le valutazioni della Città metropolitana di Roma Capitale con
nota prot. 34894/16 del 29/02/2016, della Provincia di Latina con nota prot. 14885 del 21/3/2016, della
Provincia di Rieti con nota prot. 11421 del 18/3/2016, di Roma Capitale con nota prot. 13982 del
15/3/2016. Le Province di Viterbo e Frosinone hanno inviato proprie valutazioni ma non dati aggiornati
per cui sono stati utilizzati i dati ISPRA;
PRESO ATTO che dalla elaborazione dei dati e delle valutazioni di merito di cui alle precedenti note è
stato redatto un apposito documento denominato “Determinazione del fabbisogno” allegato al presente
atto;
RITENUTO che i contenuti del citato documento rispondono a quanto previsto dalla D.C.R. 21 luglio
2013, n. 8 ed in particolare alla “rideterminazione del fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento
dei rifiuti urbani” in termini meramente quantitativi, sulla base delle indicazioni pervenute da parte
degli Enti competenti e da ISPRA ed elaborati dalla competente struttura regionale;
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VALUTATO che la DCR 8/2013 prevedeva al 2° punto di “Rideterminare per gli effetti di cui sopra, il
fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti urbani del Lazio mediante procedura di
VAS da avviarsi secondo modalità da definire con apposita deliberazione della Giunta Regionale
RITENUTO che il documento “Determinazione del Fabbisogno” sostituisca il paragrafo 10.7 e
seguenti del vigente Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio 18 gennaio 2012,
n. 14 così come modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio 2013, n. 8;
PRESO ATTO di quanto riportato nelle conclusioni del documento di “Determinazione del
Fabbisogno” ed in particolare che è necessario provvedere, nelle more della definizione della
localizzazione e della procedura di VAS per l’aggiornamento del Piano di Gestione dei rifiuti, al fine di
evitare emergenze e superare la procedura di infrazione, verificare, effettuando tutte le procedure
previste dalla legge, la possibilità di autorizzare ulteriori limitate volumetrie da utilizzare nel periodo
necessario alla definitiva approvazione di cui sopra, nei siti già esistenti ed in esercizio per le necessità
di circa 3 anni a far data dall’approvazione del presente atto, quali impianti di smaltimento dei residui
del trattamento dei rifiuti urbani;
RITENUTO necessario approvare il citato documento denominato “Determinazione del Fabbisogno”;
CONSIDERATO che il presente provvedimento non comporta impegno di spesa;
Per quanto sopra premesso che integralmente si richiama
DELIBERA
a) Prendere atto della relazione allegata ed approvare il documento denominato “Determinazione
del Fabbisogno” parte integrante del presente atto, dando atto che tale documento sostituisce il
paragrafo 10.7 del vigente Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio 18
gennaio 2012, n. 14 così come modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio 2013, n. 8;
b) Di stabilire in attuazione al secondo punto della Delibera di Consiglio Regionale n. 8 del
24/7/2013, di sottoporre il documento denominato “ Determinazione del fabbisogno” a
procedura di Verifica di Assoggettibilità a VAS di cui all’art. 12 del D.Lgs. 152/2006.
Il presente provvedimento sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio.
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Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che
risulta approvato all’unanimità.
Piano regionale gestione dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio Regionale
18 gennaio 2012 n. 14 così come modificata dalla Deliberazione di Consiglio
regionale 24 luglio 2013 n. 8
Determinazione del Fabbisogno”;
D I R E Z ION E T E R R I TOR IO, U R B A N I S T I C A , M OB I L I T A ’ E R I F I U T I
A r e a C i c l o I n t e g r a t o d e i R i f i u t i
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Relazione tecnica sullo stato della gestione dei rifiuti nel Lazio
A seguito di revoca con Deliberazione di Consiglio regionale 24 luglio 2013 n. 8 e
nell’ottica di disporre di utili strumenti nel caso di scostamenti della gestione dei rifiuti nella
regione da quanto programmato nel Piano, ai sensi del comma 1bis dell’art. 205 del D.lgs.
152/2006, si riformula la determinazione del fabbisogno in termini impiantistici per il trattamento,
recupero e smaltimento dei residui, basato sui dati statistici forniti da ISPRA nei Rapporti Rifiuti
del 2012, 2013, 2014 ad oggi a disposizione in aggiornamento di quanto riportato nel precedente
Piano di cui alla Deliberazione di Consiglio 18 gennaio 2012 n. 14.
La Regione Lazio vuole inoltre procedere all’aggiornamento del Piano di gestione dei rifiuti
che sia basato non solo su una gestione efficace ed efficiente, ma soprattutto su un approccio
complessivo e sostenibile finalizzato a preservare le risorse naturali ed energetiche ed a ridurre le
emissioni nell’ambiente. Tale approccio necessita di una revisione dell’intero processo a partire
dalla progettazione del prodotto, alla sua realizzazione, al suo utilizzo sostenibile da parte
dell’utente fino alla gestione del rifiuto prevedendo comportamenti e stili di vita che non mettano a
repentaglio l’ambiente circostante, la qualità della vita dell’uomo stesso, la tutela del territorio e la
salute dei cittadini.
La programmazione della Regione Lazio ha l’obiettivo di governare il processo di
promozione delle azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti nel territorio migliorando lo
scambio di informazioni, il coordinamento e la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti a
livello territoriale ed istituzionale.
Si ricorda che tuttora si è in attesa dei lavori che dovrà svolgere il Ministero dell’Ambiente
in materia di prevenzione dei rifiuti, per i quali è stata avviata la creazione di un gruppo di lavoro.
La Regione Lazio vuole costruire la consapevolezza nella cittadinanza della necessità di
operare scelte e comportamenti virtuosi in campo ambientale in tutti i momenti della vita civile
anche al fine di creare opportunità di lavoro che possa rispondere alle richieste del territorio
nell’ottica che vede il rifiuto come risorsa e non solo come onere.
Richiamato che il Piano vigente ha la finalità di garantire il raggiungimento dei seguenti
obiettivi:
a) Miglioramento delle attività di prevenzione e riduzione nella produzione dei rifiuti;
b) Miglioramento della raccolta differenziata;
c) Miglioramento delle capacità di trattamento dei rifiuti e delle attività di compostaggio e
valorizzazione delle frazioni organiche;
d) Autosufficienza per l’attività di trattamento dei rifiuti in termini di impiantistica;
e) Autosufficienza per le attività di termovalorizzazione e di conferimento in discarica delle
frazioni non riutilizzabili, non riciclabili e non valorizzabili;
f) Riduzione della mobilizzazione dei rifiuti all’interno ed all’esterno della regione.
a) Miglioramento delle attività di prevenzione e riduzione nella produzione dei rifiuti
Con Deliberazione di Giunta Regionale n. 720 del 24 ottobre 2014 sono state approvate le
linee guida per la redazione del Programma regionale di prevenzione dei rifiuti del Lazio. Nel
provvedimento sono state indicate le diverse iniziative volte alla riduzione nella produzione dei
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rifiuti avviando buone prassi di riuso dei beni inutilizzati e di consumo consapevole, nonché
rafforzando campagne di sensibilizzazione ai consumatori; supportando studi che operano sulla
progettazione di imballaggi, avviando, in un’ottica regionale, un dialogo con aziende e distributori
del territorio o particolarmente attivi sul territorio; attivando procedure di premialità per le ditte in
possesso di certificati verdi per la raccolta differenziata e per la produzione di imballaggi
ecocompatibili; nel rispetto delle direttive del piano di riduzione di rifiuti di cui al Decreto
Direttoriale del 7 ottobre 2013 con il quale il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e
del Mare ha adottato il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti nel rispetto della scadenza
comunitaria prevista dalla Direttiva 2008/98/CE per il 12 dicembre 2013. Il sostegno alla riduzione
alla produzione dei rifiuti è il primo punto che il Piano di gestione dei rifiuti del Lazio ha inserito
tra gli obiettivi e linee di intervento nel rispetto della gerarchia di azione dettata dalla normativa
comunitaria.
Le azioni previste dal Decreto sono:
a) la prevenzione nella produzione di rifiuti e la riduzione della pericolosità sull’ambiente e sulla
salute umana;
b) il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e di quelli assimilati adottando in
via preferenziale il sistema di raccolta porta a porta e dei rifiuti speciali;
c) la promozione e la sostenibilità delle attività di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani
e speciali, nonché di ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia prima secondaria;
d) lo sviluppo dell’applicazione di nuove tecnologie impiantistiche, a basso impatto ambientale, che
permettano un risparmio di risorse naturali;
e) la riduzione della movimentazione dei rifiuti attraverso lo smaltimento in impianti il più possibile
prossimi ai luoghi di produzione;
f) la riduzione dello smaltimento della frazione di rifiuto indifferenziato;
g) il miglioramento dell’informazione dei cittadini e della loro partecipazione ai processi
decisionali;
h) la promozione della progettazione nei centri di ricerca e presso le imprese, di prodotti ed
imballaggi tali da ridurre all’origine la formazione di rifiuti non riciclabili e non differenziabili.
Nel rispetto di tali direttive il piano regionale prevede diverse iniziative che prevedono la
definizione di misure di prevenzione e l’applicazione di strumenti di attuazione. Le misure sono sia
di carattere generale tali da contribuire al successo delle politiche di prevenzione prendendo in
considerazione più tipologie di rifiuto che specifiche che invece riguardano singole tipologie di
rifiuto.
Le misure generali sono rappresentate da:
1) Legislazione, pianificazione e programmazione e quindi misure relative agli
adeguamenti legislativi, pianificatori e programmatori in materia di prevenzione, oltre a
regolamenti ed altri atti amministrativi;
2) Produzione sostenibile: comprende misure che prevedono cambiamenti nei modelli di
produzione ed organizzazione delle attività erogatrici di beni e servizi.
3) Green Public Procurement: misure riguardanti l’introduzione, nelle procedure di
acquisto e nei bandi pubblici, di criteri di selezione e di valutazione di carattere
ambientale che, pur assicurando la libera concorrenza, garantiscono l’acquisto di
prodotti preferibili dal punto di vista ambientale.
4) Riutilizzo: misure che promuovono iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti;
5) Informazione, sensibilizzazione, educazione: misure di informazione, sensibilizzazione
ed educazione dirette ai cittadini ed alle strutture pubbliche e private in materia di
prevenzione;
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6) Promozione e ricerca: misure che promuovono la ricerca e lo sviluppo di attività per la
prevenzione della produzione dei rifiuti.
Le Misure Specifiche comprendono interventi particolari sui rifiuti da imballaggio, da
costruzione e demolizione; da plastica; da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ingombranti;
indifferenziati e biodegradabili.
Nel rispetto dei principi di sostenibilità economica ed ambientale della gestione dei rifiuti, il
Piano deve innanzitutto garantire la piena coerenza tra le necessità e la disponibilità impiantistica
che possa garantire il necessario trattamento e smaltimento all’interno dapprima degli ATO (ambiti
territoriali ottimali le cui Autorità d’ambito non sono mai state costituite) e quindi del territorio
regionale.
L’obiettivo della coerenza può essere raggiunto sia con la realizzazione di nuovi impianti,
cosa che sta accadendo con le ultime autorizzazioni rese nel corso del periodo 2014-2015 che con il

raggiungimento delle percentuali previste della raccolta differenziata.

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