mercoledì 31 dicembre 2014

autostrade la farsa e l'imbroglio del project financing, dopo la Brebemi toccherà alla Roma Latina, se mai si farà l'appalto e l'inizio dei lavori devastanti e inutili

Il regalo di Natale alla Brebemi
NELLA LEGGE DI STABILITÀ 300 MILIONI DI EURO PER L’AUTOSTRADA NATA “SENZA SOLDI STATALI”
PAGA PANTALONE
Altro che “project
financing”a costo zero
per l’Erario: a ripianare
i conti fallimentari
arriva l’aiutino
di governo e Regione
di Camilla Conti
L’autostrada meno trafficata
d’Italia la dovevano pagare
i privati. E invece no. Perché
alla fine tra le pieghe della
legge di Stabilità 2015 approvata
nelle scorse settimane dal
governo spunta uno stanziamento
pubblico di 300 milioni
per la A35 meglio conosciuta
come Brebemi. Contributo che
la società concessionaria controllata
da Intesa Sanpaolo e
dal gruppo Gavio aveva chiesto
per riequilibrare il suo piano
economico e che va ad aggiungersi
agli altri 60 milioni assegnati
dalla Regione Lombardia
prima di Natale.
A sollevare il caso è stato ieri
l’Eco di Bergamo ricordando anche
che il finanziamento della
Regione aveva suscitato non
poche polemiche anche fra lo
stesso governatore Roberto
Maroni, favorevole alla concessione,
e il ministro ai Trasporti
e alle Infrastrutture
Maurizio Lupi il quale, solo pochi
giorni fa, era sembrato contrario.
Durante un conferenza
stampa a Palazzo Lombardia
aveva, infatti, evidenziato che i
vertici della Brebemi spa si erano
spesso vantati di essere riusciti
a costruire l’autostrada solo
con soldi privati: “Mentre
ora ci chiedono un contributo
pubblico” aveva detto. Non solo.
Durante la discussione per
l’approvazione della legge regionale
finanziaria 2015, il capogruppo
del Pd in Consiglio
regionale, Enrico Brambilla ha
duramente criticato la decisione
della Regione di partecipare
al riequilibrio del piano economico
della Brebemi-A35 attraverso
un contributo da 60 milioni
da versare in tre anni, dal
2015 al 2017. Ad aggravare la
questione, secondo Brambilla,
è che i 60 milioni sono stati
stanziati togliendoli dal fondo
destinato all’edilizia sanitaria.
DALLA MAGGIORANZA è stato
però fatto notare come anche
il governo Renzi, che ha come
principale partito all’inter -
no lo stesso Pd, abbia deciso di
sostenere Brebemi. Sono così
affiorati i fondi pubblici inseriti
attraverso un emendamento,
nella legge di stabilità 2015 con
un nome tecnico che passa
inosservato. Si chiama “Fondo
interconnessione tratte autostradali”
e ha una dotazione
complessiva di 300 milioni di
euro che verranno stanziati, 20
milioni di euro all’anno, dal
2017 al 2031. Alla ripartizione
delle risorse, da utilizzare
esclusivamente in erogazione
diretta, si provvede con delibera
Cipe (il comitato che coordina
gli investimenti statali) su
proposta del ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti.
Nata con la promessa di autofinanziarsi,
la Brebemi diventa
ora l’autostrada più sussidiata
del mondo”, ha commentato
Dario Balotta, responsabile trasporti
di Legambiente Lombardia.
A rendere i contributi pubblici
una farsa”, secondo Balotta,
ci sono poi gli sconti del
15 per cento (fino a maggio)
per i pendolari annunciati da
Brebemi. Dalla sua inaugurazione,
avvenuta a luglio, la “di -
rettissima” di 61 chilometri che
collega Milano, Bergamo e Brescia
viene utilizzata da meno di
17 mila veicoli al giorno contro
i 60 mila previsti. “Inoltre -
conclude l’esponente di Legambiente
- lo sconto di 1,60
centesimi non basterà a far
cambiare idea agli automobilisti,
perché il pedaggio costerà
comunque il 45 per cento in più
della parallela A4”.
Di certo è stato svelato il grande
inganno chiamato project financing
di cui aveva già scritto il Fatto
Quotidiano nell’agosto scorso.
Il miracoloso sistema che apparentemente
fa finanziare le
grandi opere dai privati perché
le casse pubbliche sono vuote.
Solo che alla fine paga comun-
que lo Stato.

14 MARTEDÌ 30 DICEMBRE 2014 il Fatto Quotidiano

rifiuti pesi e costi che non tornano per i comuni di Aprilia e Anzio, Rida Ambiente si difende, prima pagina de Il Messaggero di Latina dalla rassegna stampa di Lazio tv

video

ILVA Il governo: niente privati nella newco


L’Ilva entrerà in amministrazione straordinaria a
gennaio. Con l’arrivo dei commissari si aprirà la
procedura per la costituzione, entro un paio di mesi,
della new company a totale controllo pubblico che
avrà lo scopo di risanare l’azienda e rimetterla sul
mercato entro 36 mesi. Sono queste le linee guida del
testo presentato ai sindacati dal ministro dello Sviluppo
Economico Federica Guidi, che ricalca fedelmente
lo schema anticipato da Renzi prima di Natale.
Nessun privato, dunque, nella newco che dovrà effettuare
il risanamento ambientale, la manutenzione
e il rilancio dell’acciaieria. E nessuna bad company: la
procedura di amministrazione straordinaria, grazie
alle modifiche del decreto del 24 dicembre, dovrebbe
salvaguardare tutti i creditori, che vantano pagamenti
per un ammontare complessivo intorno ai 700 milioni.
Il primo compito dei commissari sarà rientrare
in possesso dei 1,2 miliardi sequestrati ai Riva. Denaro
vincolato da una sentenza di Tribunale di Milano
alla realizzazione del piano ambientale.

10 MARTEDÌ 30 DICEMBRE 2014 il Fatto Quotidiano

scandalo spese pazze tempesta nell pd Il presidente ieri in Consiglio: c’erano chiare responsabilità politiche Spese Pd, Zingaretti conferma: «Non li ho voluti ricandidare»

LE PAROLE
«MA I PROCESSI
SI FACCIANO
NELLE AULE
DI GIUSTIZIA
NON QUI
IN REGIONE LAZIO»
DI TONJ ORTOLEVA
Il caso delle spese «pazze
» del gruppo regionale
Pd è finito ieri al
centro del Consiglio regionale
del Lazio che stava
discutendo di Bilancio. Il
consigliere di opposizione
Pino Cangemi ha sollevato
la questione, ottenendo la
risposta del presidente Nicola
Zingaretti. Il quale ha
sostanzialmente confermato
il fatto di esser stato
lui in prima persona a non
aver voluto la conferma
dei consiglieri regionali
della legislatura Polverini
(quelli oggi al centro
dell’inchiesta della Procura
di Rieti per l’uso disinvolto
dei fondi assegnati al
gruppo regionale). Zingaretti
ha parlato di un «evidente
problema politico
emerso già allora».
In apertura di seduta, prima
ancora di affrontare i nodi
relativi al bilancio e alla fiè
nanziaria regionale, il Consiglio
ha affrontato lo scandalo
delle spese pazze del gruppo
Pd tra il 2010 e il 2012.
Citando gli articoli di giornale
fiè
stato Giuseppe Cangemi del
Nuovo centrodestra a porre la
questione. All’epoca consigliere
di maggioranza, Cangemi
ha ricordato come «noi
ci siamo dimessi per nulla,
con un solo consigliere di
quella maggioranza coinvolto
nello scandalo. Qui invece sta
venendo giù tutto. Ricordo il
fiume di sputi che lanciati per
aria, sono ricaduti tutti quanti
su quel Pd, Presidente Zingaretti,
che lei aveva detto che
non candidava qui. Quelli sono
stati tutti eletti al Senato,
protagonisti, le cronache dicono,
di fatti molto gravi e
spiacevoli. Noi su questo non
abbiamo mai detto nulla, per
cultura o per stile, ma io
ricordo quei mascalzoni che
venivano coi cartelli in Aula,
dicendo a noi “ladri, dimettet
ev i ”. Qualcuno, adesso, dovrebbe
vergognarsi». Netta la
replica del presidente Nicola
Zingaretti: «Rispetto all’in -
chiesta aperta, in queste ore,
ed alle notizie che escono sui
giornali, ribadisco che quando
due anni fa posi l’esigenza
di un rinnovamento dei Gruppi
consiliari, lo feci a viso
aperto e utilizzando anche
l’argomento, a mio parere, di
una necessità di rinnovamento,
per la presenza (lo dissi già
allora, due anni fa) comunque
di responsabilità politiche del
Gruppo. La cosa peraltro, che
è agli atti dei giornali, lo
stesso ex Capogruppo Montino
la ammise. Se ora, oltre a
quelle responsabilità politiche,
quindi non fu un rinnovamento
casuale, si aggiungono
anche delle responsabilità di
carattere giudiziario, è giusto
che la giustizia faccia il suo
corso e che i processi si facciano
nelle aule di giustizia,
anche perché credo che nessuno
voglia che si facciano
dentro le aule politiche. La
storia dirà se oltre alle responsabilità
politiche, che io per
primo segnalai rispetto alla
vita di quel Consiglio, ci sia
qualcos’altro. In uno Stato di
diritto è giusto che si vada
avanti con il diritto degli imputati
a difendersi e di coloro
che individuano dei reati a
fare di tutto per portare avanti
il processo».
IL QUOTIDIANO - Martedì 30 Dicembre 2014

4 Latina

Pontinia e Priverno La chiusura della strada «Forestola» impone ai residenti un percorso alternativo di oltre 20 Km Isolati tra i laghi dei Gricilli

Cittadini sul piede di guerra contro Provincia, Ferrovie e Comune di Priverno
DI MINA PICONE
Sono oltre sei mesi da che la
contrada Gricilli è isolata per
la chiusura della strada provinciale
«Forestola». Esattamente
nei pressi della sorgente di Fontana
di Muro la via è stata chiusa con un
cancello dalle ferrovie per procedere
alla messa in sicurezza, tra le due
gallerie, di un tratto della ferrovia
Roma - Napoli. Gli abitanti della
zona ritengono che la Provincia sia
stata troppo accondiscendente nei
confronti della Rete Ferroviaria concedendo
proroghe oltre il limite del
fine lavoro e aggravando le condizioni
di vivibilità. Sia i cittadini che
abitano di fronte ai Laghi del Vescovo
e lungo tutta la strada che segna
il confine tra il Comune di Pontinia
e Priverno, che gli automobilisti che
transitano sul posto per raggiungere
la zona della Cotarda o Sezze, trovando
la strada ormai chiusa da
mesi, sono costretti a compiere un
percorso alternativo di oltre 20 Km
per raggiungere le località prescelte.
La pazienza ha un limite. I residenti,
riuniti in assemblea spontanea, hanno
deciso di contestare le istituzioni
che sembrano ignorare totalmente le
esigenze e i diritti dei residenti. Bisogna
porre fine agli abusi delle
Ferrovie e dell’ammi nist razi one
provinciale. Così hanno deciso di
rivolgersi al Prefetto, affinché faccia
ristabilire il libero transito sulla strada
ai Gricilli. Infatti, considerato che
sono stati ultimati, da tempo, i lavori
dalle Ferrovie per coprire un tratto
della galleria, perché - ci si domanda
- in attesa di sistemazione della carreggiata
non si riapre subito la strada
al traffico, magari con un semaforo
per un senso alternato? Alle ferrovie,
alla Provincia ed al Comune di
Priverno non sta forse a cuore
l’enorme disagio dei cittadini e soprattutto
dei giovani studenti che
sono costretti ad alzarsi alle ore 6,30
per raggiungere con lo scuolabus
Priverno? Senza parlare del trasporto
urbano e di tutti gli altri servizi,
poste eccetera. «Ma quello che meraviglia
più di tutti - dicono i componenti
del comitato dei Gricilli - non
è solo il disinteresse della Provincia,
ma soprattutto è l’apatia del Comune
di Priverno che fin dall’inizio non
ritenne opportuno di avvisare i residenti
della prossima chiusura della
strada, avendone ricevuto la notizia
via fax e soprattutto non è mai intervenuto
per alleviare o eliminare i
disagi dei Cittadini». Pertanto l’as -
semblea ha deciso che se entro il 31
Dicembre la strada non verrà riaperta,
il Comitato spontaneo prenderà la
decisione di un proprio intervento
diretto ed autonomo.
IL QUOTIDIANO - Martedì 30 Dicembre 2014

Priverno Sezze Bassiano 19

LA NAVE DEI MISTERI Cosa si nasconde nelle stive della Norman Atlantic?

 Il timore è che nel garage andato
in fiamme siano bruciati vivi dei passeggeri
clandestini. Intanto dal mare affiorano altri
cadaveri. Il relitto conteso tra l’armatore e la
giustizia italiana è bloccato davanti a Valona
» NON TI PAGO » L’imprenditore della Cricca ora chiede i rimborsi
Anemone, ecco la lista
degli scrocconi vip
L’IMPRENDITORE FINITO NELL’INCHIESTA SULLA “C R I CCA” HA SCRITTO A EX MINISTRI,
FUNZIONARI E GIORNALISTI. “VI HO RISTRUTTURATO CASA, ORA PAGATEMI”
Il premier albanese, incontrando Renzi, dà consigli agli imprenditori italiani:
“Venite da noi, pagherete meno tasse”. Non ditelo a Sergio M a rc h i o n n e
RENZI, GOVERNO SORDO
AL PARLAMENTO
NON RISPONDE MAI
INTERROGAZIONI CADUTE NEL NULLA, MOZIONI E RISOLUZIONI
CHIUSE NEI CASSETTI DEI MINISTERI. DEGLI ATTI DI INDIRIZZO
DISCUSSI ALLE CAMERE VEDE LA LUCE SOLO IL 4,5 PER CENTO
NON SOLO FIDUCIE
Lo sfogo: “I quesiti
dei parlamentari
restano inevasi,
con conseguente alto
senso di frustrazione
e inutilità”

Se evadi con giudizio
Renzi ti perdona Il decreto della vigilia di Natale prevede che solo chi supera
i 150 mila euro di tasse e tributi non versati finirà in carcere.
E la norma avrà effetti retroattivi 
Il Re di Roma e il 41-bis nell’oscurità
MATTIELLO (PD) VISITA CARMINATI A PARMA: “PER UN PROBLEMA ELETTRICO CADE LA VIDEOSORVEGLIANZA”
ALTA SICUREZZA?
“Non mi serve nulla”,
queste le parole dell’ex
Nar al deputato. Ma
la criticità del sistema di
controllo riguarda anche
Massimo Carminati Ansa altri detenuti, come Riina
EMERGENZA FREDDO
Roma, clochard
muore al gelo
Era in Italia
per cercare lavoro
il fatto quotidiano 31 dicembre 2014

Latina ancora e sempre caos rifiuti Ecoambiente affonda, l'azienda licenza due terzi dei dipendenti, spedite ieri le raccomandate con il preavviso - tassa rifiuti, sgravi approvati, intanto Ipogeo per il cimitero chiede altri 14 milioni - scandalo in ufficio arrivano le sospensioni

http://www.ilquotidianodilatina.it/archivio/public/thumb/2014/12/31/pag01_homepage.jpg

Aprilia e i rifiuti schiaffo alla regione Lazio di Zingaretti, Civita, pd, sel e legambeinte - Latina metro e cimitero caccia ai colpevoli - confusione Tari proroghe e ritardi


martedì 30 dicembre 2014

Verdi, per l'Ambiente 2014 anno nero come il petrolio Bonelli-Zanella,da governo provvedimenti pericolosi e aggressivi

 ''L'anno 2014 che si sta chiudendo è stato un anno nero per l'ambiente, nero come il petrolio. Con la motivazione della crisi economica sono stati approvati provvedimenti pericolosi e aggressivi nei confronti dell'ambiente, dell'economia verde e della salute dei cittadini.'' È quanto dichiarano i co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli e Luana Zanella, che criticano il decreto Ambiente, lo 'spalma incentivi' e lo Sblocca Italia.

Nel decreto Ambiente n.91/2014 ''il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti demolisce in tre mosse il principio chi inquina paga'', dicono i due ecologisti, secondo cui sulle bonifiche si è fatto un ''regalo'' al ministero della Difesa, poiché il decreto ''rende meno restrittivi i valori di contaminazione del suolo per non fare le bonifiche o impegnare meno risorse per fare il risanamento ambientale''. Inoltre, rilevano, per certificare una bonifica l'Arpa competente ha tempo solo 45 giorni, dopo di che scatta il silenzio assenso.

Per Bonelli e Zanella la conferenza Ue sul clima ha portato a raggiungere ''un accordo al ribasso'', mentre il decreto 'spalma incentivi' ha messo in ginocchio, affossandolo, il settore industriale delle energie rinnovabili. Le critiche non mancano anche allo Sblocca Italia, che comporta ''più trivelle per tutti, più inceneritori per tutti e dà via libera al cemento''.

Oltre a questo, concludono i due esponenti dei Verdi, ''il governo ha approvato un decreto legislativo che depenalizza i reati ambientali: dall'abuso edilizio all'avvelenamento del suolo e del sottosuolo, dall'incendio di rifiuti agli scarichi industriali non autorizzati'', e non ha preso provvedimenti per la lotta allo smog, che ''secondo l'Agenzia europea per l'ambiente provoca danni alla nostra economia per 2,5 punti di Pil, pari a 43 miliardi di euro''.

Wwf, da governo buone intenzioni ma male nei fatti
Buone intenzioni sulla difesa dell'ambiente, ma ''nei fatti si difendono interessi speculativi'', con un governo ''incapace di concepire una nuova economia basata su innovazione, efficienza, sostenibilità ambientale e valorizzazione del capitale naturale''. È questo il bilancio che il Wwf traccia del 2014. ''Il governo a colpi di decreti legge, dal decreto Sviluppo 91/2012 allo Sblocca Italia, si attesta ancora sulla difesa delle rendite di posizione e degli interessi corporativi, spesso solo speculativi - dei petrolieri, dei big dell'industria energetica e dell'incenerimento, dei concessionari autostradali, degli speculatori edilizi - mentre indebolisce le tutele e le valutazioni ambientali derivanti dalla migliore legislazione comunitaria'', dice il Wwf. Per l'associazione ambientalista ''rimangono solo come intenzioni i passi verso la qualità delle scelte, contenuti nei programmi sul dissesto idrogeologico in disegni di legge sui reati ambientali, il consumo del suolo e il collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2014''. Una critica va alla legge di stabilità 2015, ''in cui non viene nemmeno presidiata la tradizionale governance ambientale, a cui è stato assegnato poco più di 253 milioni di euro contro un fabbisogno di 30,4 miliardi'', prosegue il Wwf, secondo cui il semestre europeo è stato ''un'occasione persa''.
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Onda radioattiva di Fukushima "inseguita" fino in Nord America: è innocua

È stata monitorata attraverso l'Oceano Pacifico fino alle coste statunitensi. Per la salute umana e l'ambiente i valori rilevati non sarebbero nocivi  È la prima volta che vengono "inseguiti" attraverso l'oceano Pacifico, fino al Nord America, i materiali radioattivi rilasciati nell'acqua dall'incidente avvenuto nel 2011 nella centrale nucleare giapponese di Fukushima,causato dal terremoto e dallo tsunami. L'"onda radioattiva" è stata monitorata fino alle coste nordamericane del Pacifico e i valori riscontrati nelle acque non costituiscono un pericolo per la salute umana né per l'ambiente. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) dal gruppo coordinato da John Norton Smith, dell'Istituto canadese Bedford per la ricerca in Oceanografia, pesca e oceani. 

In particolare sono stati monitorati il cesio radioattivo 134 e il cesio 137 analizzando campioni d'acqua prelevati fino a 1.000 metri di profondità nell'Oceano Pacifico del Nord tra il giugno 2011 e il febbraio 2014. I primi segnali dell'innalzamento dei livelli di radioattività sono stati individuati nel giugno 2012, a 1.500 chilometri al largo del Canada, ma livelli analoghi sono stati riscontrati lungo le coste solo nel giugno 2013. I modelli della circolazione oceanica suggeriscono che le concentrazioni di cesio 137 lungo la costa nordamericana del Pacifico potrebbero raggiungere il picco fra il 2015 e il 2016. Le quantità di questo materiale radioattivo, secondo gli autori, potrebbero diventare simili a quelle rilevate degli Anni 80 e non rappresenterebbero una minaccia per la salute umana o per l'ambiente. Il confronto con i precedenti livelli di radioattività nell'Oceano Pacifico sono possibili perché le concentrazioni di cesio sono state costantemente controllate a partire dai test nucleari condotti negli Anni 60.  http://www.repubblica.it/ambiente/2014/12/29/news/inseguita_fino_in_nord_america_l_onda_radioattiva_di_fuskushima_innocua-103945047/?ref=HRLV-15

APRILIA, MIASMI A CAMPOVERDE Nuovo sversamento di acque sporche nel canale che costeggia Capanna Murata

Sempre più frequenti le segnalazioni da parte dei cittadini della presenza di sostanze maleodoranti

Non c’è pace per i residenti di Campoverde. Terribili miasmi ieri sera intorno alle 18.30 hanno invaso la zona nei pressi del canale che attraversa la borgata e che costeggia l’Ostello della Gioventù di Capanna Murata. L'ipotesi dei residenti, tutta da verificare, è che possa trattarsi di un nuovo sversamento di sostanze maleodoranti, simile a quello del 13 dicembre scorso, che  aveva colorato di nero le acque limpide del torrente. L'episodio allora era stato segnalato all’Arpa e alla Asl, prontamente informate dello sversamento di una sostanza maleodorante di colore scuro che proprio a causa del cattivo odore, aveva richiamato l’attenzione dei residenti e l’emergenza sembrava essere rientrata poche ore dopo il sopralluogo. Ieri sera però, intorno alle 18.30, i residenti hanno avvertito nuovamente lo stesso odore pungente, miasmi che hanno messo subito in allerta gli abitanti della zona.
PERIFERIA SUD A RISCHIO INQUINAMENTO L’ipotesi, che gli enti preposti saranno ora chiamati a verificare, e che anche lo sversamento di ieri, di una sostanza ancora senza nome, che per via dell’odore pungente gli abitanti delle zone limitrofe hanno associato al percolato, possa provenire da una abitazioneprivata non molto lontano dal corso del canale, le cui acque già 15 giorni fa erano risultate intorpidite a causa del maxi sversamento di sostanze fangose. Gli enti preposti dovranno ora verificare chi o cosa stia mettendo in pericolo la salubrità delle acque dei canali di Campoverde. Quel che è certo è che nell’ultimo periodo sembrano essersi intensificate le segnalazioni dei cittadini della borgata, nel tentativo di difendere l’ambiente da comportamenti potenzialmente dannosi per l’ambiente. Dopo il caso degli sversamenti di fanghi neri nell’Astura, segnalati lo scorso anno dal comitato di quartiere di Campoverde, a dicembre anche il canale di Capanna Murata e il Rio Torto, che attraversa il quartiere Sacida, sembrano essere finiti nel mirino. Il rischio di inquinamento ambientale è uno spettro che attanaglia la periferia sud di Aprilia. http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-nord/13111/Nuovo-sversamento-nel-canale-che-costeggia.html

ILVA, “regalo” natalizio di Renzi ai tarantini

26 dicembre 2014

Durissimo il commento di PeaceLink al nuovo decreto ILVA del Governo Renzi. L’associazione eco-pacifista chiede nuove sanzioni contro l’Italia all’Europa

di Alessio Di Florio
LIlva-di-Taranto

Una strenna dell’ultim’ora sotto l’albero. Il 24 dicembre, mentre ormai già volgeva a termine la frenesia consumista degli acquisti natalizi dell’ultim’ora (per i, ogni anno di meno, pochi che ne sono partecipi), Renzi annunciava in conferenza stampa i provvedimenti del consiglio dei ministri “natalizio” appena concluso, tra cui un nuovo decreto ILVA. Durissimo il commento dell’Associazione PeaceLink, autrice di alcuni degli esposti da cui ha preso avvio l’attuale “stagione giudiziaria” sul colosso siderurgico e di altri in sede di Commissione Europea (dai quali stanno scaturendo provvedimenti nei confronti dell’Italia). Per l’associazione ambientalista il decreto (il settimo!) mette a disposizione “soldi pubblici” in “quantità irrisoria” che “non serviranno che a pagare un terzo del debito che ILVA ha con le banche” e che verranno sottratti “fondi europei FESR e di coesione sociale che dovrebbero essere invece investiti a favore dello sviluppo, della ricerca e dell’innovazione sostenibili”.
I cittadini di Taranto – ormai senza più tutele ambientali – rimandano al mittente il regalo di Natale di Renzi”, scrive PeaceLink.Il decreto, accusano gli esponenti dell’associazione Alessandro Marescotti, Luciano Manna e Antonia Battaglia, violerebbe le normative europee e l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) così non garantirebbe più la salute dei cittadini tarantini. “Lo Stato rinuncia definitivamente ad investire nelle migliori tecnologie” e “i tempi di completamento dell’autorizzazione ambientale AIAsi dilatano in maniera indefinita” che per PeaceLink rappresenta un “salvacondotto penale al Commissario che guiderà l’ILVA” (il decreto prevede 3 “manager pubblici”).
Durissima la presa di posizione degli ambientalisti taranti che invocano l’intervento della Commissione Europea alla quale chiedono di sanzionare “nuovamente il Governo Italiano” che, con quest’ultimo decreto, peggiorerebbe l’AIA (che già, accusano, non è mai stata rispettata nelle “sue parti più significative”) aggiungendo subito dopo “non è vero (come affermato da Renzi) che l’AIA Ilva sia troppo severa e non è vero che nel resto dell’Europa non sarebbero in vigore le norme impiantistiche prescritte per l’Ilva di Taranto. A tal fine, basta consultare il sito del Ministero dell’Ambiente per documentarsi: le nuove Best Available Techniques (BAT) sono  entrate in vigore in Italia in data 8 marzo 2012. E sono state approvate dall’Europa il 28 febbraio 2012 (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=OJ:L:2012:070:TOC), diventando quindi valevoli per tutti gli stati europei. Ma questo Renzi non lo dice, producendo un effetto distorsivo dell’informazione”. PeaceLink esprime quindi “sbigottimento per le parole del premier Renzi, che afferma di voler venire in soccorso dei bambini di Taranto prevedendo di non applicare le norme europee che prevedono tecnologie meno impattanti” arrivando quindi a rendere “meno stringenti i limiti emissivi per l’ILVA e andando quindi contro la legge”. “La produzione ed il funzionamento degliimpianti attuali dell’Ilva (che sono attualmente sotto sequestro penale) avevano alla base un obbligo non rispettato: lo stretto rispetto del cronoprogramma AIA. Questo obbligo era stato indicato dalla Corte Costituzionale già nel maggio 2013. Il primo decreto Salva-Ilva (dicembre 2012) è stato infatti dichiarato costituzionale a condizione che il cronoprogramma AIA venisse rispettato entro il 2014” evidenzia il comunicato di Alessandro Marescotti, Luciano Manna e Antonia Battaglia che sottolineano il “ruolo fondamentale assunto dalla Commissione Europea nel garantire il rispetto delle norme ambientali, in linea ed in perfetta continuità con l’azione della Magistratura tarantina” (PeaceLink per questo “invierà una lettera al Presidente della Commissione Europea per segnalare in maniera dettagliata la gravità delle violazioni di diverso tipo presenti nel decreto del governo italiano”) aggiungendo che s’impegneranno per “un piano B che salvi Taranto e i suoi lavoratori dalla catastrofe attraverso i fondi europei per le aree di crisi industriale”.


Fonte: http://popoffquotidiano.it/2014/12/26/ilva-regalo-natalizio-di-renzi-ai-tarantini/

Ilva, destinare all’acciaieria i buoni fruttiferi della Cdp? Una scelta ‘non etica’

di Alessandro Marescotti | 30 dicembre 2014 I buoni fruttiferi postali sono dei titoli emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Sono soldi dei risparmiatori. Spesso sono “regali a lungo termine” che i nonni fanno ai nipoti. Quei quattrini il governo li vuole usare per l’Ilva. Ma tutto questo non è consentito dallo Statuto della Cassa Depositi e Prestiti che prevede l’uso dei fondi della Cdp in aziende con “una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico”.
Ilva non ha tali requisiti, presenta anzi una situazione vicina al tracollo, ha una voragine di debitiEppure il governo ci prova con quella Cassa che per Statuto dovrebbe garantire i risparmi degli italiani, ma che da tempo è al centro di tante sollecitazioni politiche.
ilva1
L’operazione di Renzi sulla Cassa Depositi e Prestiti è sostenuta anche da Vendola, che ha dichiarato: “Ci sono anche degli elementi positivi del decreto del governo. Uno fra questi, per me fondamentale anche perché è stata la nostra richiesta sin dall’inizio è sicuramente l’intervento della mano pubblica, e cioè il ricorso a Cassa Depositi e Prestiti, il che significa che lo Stato prende in carico la questione Ilva e questa è sicuramente una buona notizia”.Per garantire la produzione dell’Ilva di Taranto, la comunità ha dovuto sopportare costi esterni in termini di danno alla salute che, secondo gli esperti che hanno redatto il rapportoAir quality in Europe 2014, oscillano fra 1416 milioni di euro a un massimo di 3617 milioni di euro nel quinquennio considerato: ossia fra i 20mila e i 50mila euro all’anno per ogni posto di lavoro in Ilva.
Il governo sta pertanto tentando di usare dei soldi alla Cassa Depositi e Prestiti (ossia ai risparmiatori della Posta) per non avere alcun profitto e per produrre ulteriori costi esterni, evidenziati dagli esperti europei.
E’ incredibile. Ma uno strano Robin Hood del terzo Millennio sta lavorando proprio così: prende ai risparmiatori per dare all’Ilva. E lo fa con il sostegno di Vendola, le cui dichiarazioni sono di eloquente consenso a questa “mano pubblica” (che poi sarebbero i nostri risparmi).
E’ un’operazione tutta in perdita, e a guardagnarci saranno solo le banche che hanno un cospicuo credito consolidato nei confronti dell’Ilva e che sperano, con questa operazione del governo sulla Cassa Depositi e Prestiti, di poter riavere indietro il denaro che hanno prestato in una delle scelte di politica economica più fallimentari degli ultimi anni. Una scelta che vede fraternamente abbracciati Sel, Pd e Nuovo Centrodestra sull’orlo del precipizio.
Nel frattempo i malumori fra i risparmiatori crescono per il rischio di vedere bruciati dei risparmi in un’operazione che ha già generato un crollo di due miliardi e mezzo del capitale netto dell’Ilva in soli due anni.
Sui social network il dibattito è divampato subito. Cresce anche l’idea che disinvestire i buoni fruttiferi postali (o decidere di non investire più) possa diventare una scelta etica se quei soldi dovessero andare davvero all’Ilva. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/30/ilva-destinare-allacciaieria-i-buoni-fruttiferi-della-cdp-una-scelta-non-etica/1304556/

Latina, rifiuti: i conti tra Anzio e Aprilia non tornano. Fascicolo in Procura

LATINA - Un peso risulta alla Rida di Aprilia e per quello il Comune di Anzio paga. Un altro, invece, è quello registrato al momento della partenza dei compattatori dalla stessa Anzio. E’ una differenza incomprensibile, per la quale i carabinieri a seguito di specifici accertamenti hanno inviato un fascicolo in Procura. I magistrati di Velletri, competenti per il territorio di Anzio, si stanno confrontando con i colleghi di Latina, territorio nel quale ricade invece Aprilia. Una questione procedurale ancora da chiarire, così come un paio di misteri. Il primo è legato all’aumento del peso nel percorso che i rifiuti fanno da Anzio ad Aprilia, il secondo al fatto che i dati si sarebbero “allineati” dopo l’avvio degli accertamenti da parte dei carabinieri. I conti che prima non tornavano adesso combiaciano. Un vero e proprio giallo.

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Lunedì 29 Dicembre 2014, 19:49 - Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 08:21
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rifiuti alla Rida Ambiente di Aprilia i conti non tornano informativa inviata alla Procura dalla rassegna stampa di Lazio tv l'articolo de Il Messaggero nella cronaca di Latina

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rifiuti il giallo dei pesi diversi, dalla rassegna stampa di Lazio tv prima pagina de Il Messaggero cronaca di Latina

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