domenica 25 maggio 2014

la distruzione arriva con l'autostrada: Campoverde, un coro di no contro Bretella (Cisterna Valmontone) e Corridoio tirrenico meridionale (Roma Latina)

"Verrà distrutta la vocazione agricola del territorio, l'unico comparto ancora in vita"

 “Se tutto va bene siamo rovinati”. Parole di disperazione e rassegnazione, quelle pronunciate dai residenti di Campoverde e raccolte in un’intervista rilasciata al quotidiano nazionale Repubblica, che svela i retroscena nella realizzazione del Corridoio tirrenico meridionale. Un’opera faraonica, che costerà 2 miliardi e 700 milioni di euro, con un contributo pubblico pari a 468 milioni di euro e ridisegnerà rete infrastrutturale e collegamento tra Roma e l’area sud pontina. L’autostrada prevede tre diramazioni, la Bretella A 12 Tor De Cenci, 16 km per collegare la Roma Civitavecchia alla Roma-Latina, detta anche Nuova Pontina, poichè estendendosi per 68 Km calcherà quasi per interno il percorso della 148. Infine la Cisterna- Valmontone, lunga 31 km, che attraverserà le campagne di Campoverde per collegare la Roma-Latina alla A1. Tra i vantaggi, la creazione di una via alternativa alla Pontina, strada insicura, in testa alle classifiche europee per via dell’elevato numero di incidenti mortali e in generale il miglioramento della viabilità. L’impatto sulle coltivazioni di Campoverde, area ad alta vocazione agricola, rappresenta l’altra faccia della medaglia.
IL DILEMMA DEGLI ESPROPRI Gli agricoltori hanno affidato alle pagine di Repubblica la propria disperazione. Il tracciato della bretella divorerà ettari di coltivazioni agricole, molte delle aziende produttrici del kiwi, rinomato in zona, presto non esisteranno più. Ma la paura più grande per i coltivatori resta quella degli espropri, che potrebbero non corrispondere al reale danno subito. Gli agricoltori parlano di cifre irrisorie a carico dei costruttori, che compreranno per poche migliaia di euro attività e colture tipiche del territorio. Chi voleva investire e acquistare nuovi terreni da destinare alle coltivazioni è stato costretto a fare un passo indietro, perché l’autostrada è un incognita e oltre alle terre che verranno espropriate per ospitare il tracciato dell’autostrada, quelle circostanti saranno soggette a vincolo. Quella che per la politica è un’infrastruttura di vitale importanza, rappresenterà la rovina per gli agricoltori di Campoverde ma anche per molti residenti. “Il progetto- spiegano i residenti- passa sopra aziende, case e capannoni. Ma chi l’ha fatto?”.
 http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-nord/6683/Campoverde--un-coro-di-no.html

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