giovedì 26 settembre 2013

Pontremoli: «La centrale danneggia la nostra salute»

26,3 t di ossidi di azioto. Altro che "presunti svantaggi". Le emissioni delle centrali sono quelle dichiarate dai proponenti (non certo soprastimate). http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/09/pontremoli-la-centrale-danneggia-la.html fonte: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2013/09/22/news/la-centrale-danneggia-la-nostra-salute-1.7791831 «La centrale danneggia la nostra salute» Nella partecipata assemblea del partito dei contrari sono stati elencati i presunti svantaggi del progetto di Novoleto PONTREMOLI. «Biomasse? No grazie!». In questa frase c’è un segno, uno slogan, un destino. Il comitato sorto a Pontremoli lo scorso 29 luglio, che ha fatto della battaglia all’installazione dell’impianto a biomasse a Novoleto la sua ragione d’esistere, ha presentato ieri pomeriggio nel Palazzo Dosi Magnavacca un incontro pubblico (organizzato assieme all’associazione Italia Nostra) in cui alcuni esperti hanno presentato alcune motivazioni sulla contrarietà alle biomasse. Un convegno cui hanno partecipato molti cittadini e tanti rappresentanti dell’amministrazione (sindaco Lucia Baracchini in testa) e dell’opposizione. Sulla carta doveva essere un po’ la risposta del convegno “positivista” organizzato da Legambiente lunedì scorso al teatro della Rosa e le attese sono state rispettate anche se, in confronto a qualche giorno fa, c’è stata meno contestazione a quanto riportato dagli esperti. Fatto che fa credere che la cittadinanza sia tendenzialmente contraria all’installazione di questo impianto. «Non c’è vantaggio per l’ambiente e viene danneggiata anche la salute»: su questi capisaldi si sono fondate le analisi degli esperti che in pratica hanno provato a smontare quelli che hanno presentato come falsi miti legati agli impianti a biomasse. In particolare Federico Valerio, chimico ambientale dell'Istituto tumori di Genova ha subito messo in evidenza come in realtà le biomasse possono essere considerate “energia rinnovabile ma non assolutamente energia pulita”. E principalmente per un aspetto specifico, che le biomasse legnose generano numerose micro particelle, note come polveri sottili, altamente dannose per l’uomo perché entrano direttamente in circolazione nell’organismo senza poter essere filtrate (data la loro minuscola grandezza) dall’apparato respiratorio. Valerio ha poi fatto una domanda, rivolta anche agli amministratori presenti «come cambierà l’aria del Comune? In un anno questo impianto produrrà 26,3 tonnellate di ossido di azoto, 6,6 di ossido di carbonio, 6,6 di ossido di zolfo e 1,3 di polveri sottili. Senza contare l’inquinamento di 920 mezzi pesanti che dovrebbero servire per il trasporto del materiale da consumare». Sull’aspetto della salute si è soffermato anche Annibale Biggeri, direttore unità operativa di biostatistica e professore ordinario di statistica per la ricerca tecnologica e sperimentale dell’Università di Firenze, che ha fornito una serie di dati sui tassi di mortalità e di ricovero in Lunigiana negli ultimi anni. Biggeri ha evidenziato come in Lunigiana vi sia un alto tasso di mortalità (circa il 5% in più rispetto alla media regionale) e che questo sia legata principalmente a malattie riconducibili all’apparato circolatorio e respiratorio «probabilmente dovuti a emissioni dannose nell’ambiente». Sull’aspetto boschivo e paesaggistico della questione si sono invece concentrati gli interventi di Andrea Ferrari di Salviamo il Paesaggio Parma e di Roberto Cavanna di ReteAmbiente Parma. «Nel progetto – hanno sottolineato i relatori – è previsto il consumo annuo di circa 18 mila tonnellate di materiale legnoso. In realtà per poter funzionare appieno l’impianto ha bisogno di oltre 30mila tonnellate annue. Pari a circa 3 kmq di bosco. Una realtà come la Lunigiana non può sostenere questo peso ambientale». Adesso, dopo due “sfide” tra esperti, spazio alla politica con il consiglio comunale aperto alla Rosa mercoledì alle 20,15. Riccardo Sordi Postato 2 days ago da Michele Corti

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