lunedì 30 settembre 2013

Salute, primum non nocere. La mobilitazione dei cittadini campani contro il ‘biocidio’

di Salvatore Altiero | 30 settembre 2013 Lacrima Napolitano per gli atteggiamenti “inquietanti” dei gruppi parlamentari del Pdl, o meglio, dei 188 (97 deputati, 91 senatori) cortigiani di un Re Sole mai apparso così minaccioso per un Paese dalla smarrita democrazia, lacrime per le dimissioni dei ministri che pongono fine ad un governo nato in crisi. Lacrime e un aggettivo – “inquietante” – che fanno scalpore ma le une e l’altro rivolti, in sostanza, ad istituzioni svuotate, annullate nel dibattito dal meccanismo delle grandi intese, distanti dal reale a cui la politica dovrebbe dare risposte. E allora non è inquietante ma ordinaria vergogna che il governo vacilli su un ricatto servilmente rivolto a proteggere un interesse individuale, niente poteva essere meno prevedibile. Bisogna vederla, renderla percepibile la distanza tra ciò in cui è infognata la politica istituzionale e le questioni reali che invece ne svelano l’assenza colpevole e, questa sì, inquietante. E l’emergenza ambientale e sanitaria che sta facendo riesplodere le mobilitazioni popolari in Campania, eco consequenziale della mai risolta mala gestione dei rifiuti e del mancato avvio delle bonifiche, è una di quelle questioni che rende palpabile questa distanza. In lacrime c’era l’intera comunità di Carinaro, provincia di Caserta, ai funerali di Marianna Rubino, 9 anni, morta di leucemia, altro nome finito nella lista di decessi in giovanissima età nella Terra dei Fuochi, l’area tra Napoli e Caserta devastata dai roghi tossici e dall’interramento di rifiuti industriali. In assenza di un registro tumori, in Campania si continua a morire di cancro e, al di là di ogni studio scientifico, la correlazione tra l’esposizione ad un disastro ambientale di proporzioni spaventose e l’aumento degli indici di mortalità e dell’incidenza di patologie gravi è viva percezione delle comunità locali. Dati esperienziali che rimangono coperti da silenzio, come le dichiarazioni del direttore del camposanto di Caivano secondo cui dei 300 recenti decessi in paese il 70% è per tumore. Insomma, le comunità locali registrano sulla propria pelle quello che le istituzioni non si preoccupano di approfondire e il problema è che fin quando non esisteranno rapporti scientifici che attestino la correlazione tra decessi e disastro ambientale non esisteranno nemmeno prove valide da poter utilizzare in tribunale per chi subisce quello che il professor Antonio Giordano ha definito “biocidio”: il danneggiamento del patrimonio genetico dei campani che li espone maggiormente al rischio di contrarre tumori e altre forme di neoplasie. Uno sterminio conseguenza anche delle azioni di quella classe politica per cui Napolitano versa lacrime ma il cui fatiscente comportamento, proprio per questo, non sorprende; un comportamento che il Capo dello Stato avrebbe fatto bene a definire vergognoso perché tale è al di là del poco rammarico che può destare la fine di un governo di larghe intese, segno in sé di crisi democratica. È per questo sterminio, invece, che andrebbero spese lacrime di dolore e la parola “inquietante”. Dal Capo dello Stato all’ultimo portaborse ciò non avviene e questo è emblema della distanza tra la politica in crisi perenne e il paese reale. Un segnale in controtendenza però, in queste ore, lo ha dato proprio il Presidente della Repubblica che prima di concludere la sua visita a Napoli per la celebrazione delle Quattro giornate ha preso coscienza «di una situazione assai complessa e seria. Non si tratta solo dei problemi da tempo all’ordine del giorno del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella città di Napoli e nell’area campana. Occorre anche porre riparo ai guasti di molti anni di prassi illegale (…) di interramento di rifiuti tossici (…). Le conseguenze di pauroso inquinamento dei terreni con rilevanti ricadute sulla salute e sull’ambiente esigono la realizzazione di un vasto programma di bonifiche» e fa riferimento anche alla «importante mobilitazione civile da parte della popolazione e soprattutto dei giovani». Preoccupa però ascoltare il Capo dello Stato affermare che questa è «un’altra delle situazioni che richiederebbero stabilità e continuità nella direzione politica», preoccupa perché, ad esempio, in visita in questi territori, gli ultimi due ministri della salute, Balduzzi (governo Monti) e Lorenzin hanno ribadito che in Campania non bisogna creare allarmismi e che l’incremento di tumori è dovuto all’eccesso di fumo e agli stili di vita. La legge regionale n. 19 del 2012 che aveva istituito il registro per i tumori in Campania è stata impugnata dinanzi alla Corte costituzionale perché «contiene alcune disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario della Campania». La Consulta dichiarò «troppo oneroso e fuori budget» il provvedimento, ciò significa – secondo i giudici che «non è il registro ad essere censurato, ma l’istituzione di nuovi uffici e di nuovi incarichi professionali che imporrebbero oneri aggiuntivi incompatibili con il piano di rientro previsto per la Campania». A cittadini e magistrati viene sottratto uno strumento fondamentale per provare giuridicamente la connessione tra i danni ambientali causati da inceneritori, discariche aperte in procedura emergenziale, interramento di rifiuti industriali e l’incremento di tumori ed altre patologie. Numerose le inchieste in cui ciò sarebbe stato di importanza fondamentale: Adelphi (1993), Greenland (2002), Re Mida, Eldorado e Cassiopea (2003), Mosca (2004) Terra Madre (2006), Dirty Pack (2007), Carosello (2008). Nel 2004 la rivista The Lancet Oncology pubblicò uno studio di Kathryn Senior e Alfredo Mazza, ricercatore del Cnr di Pisa, dal titolo: Il “Triangolo della morte” italiano collegato alla crisi dei rifiuti. È l’area della provincia di Napoli compresa tra Acerra, Nola e Marigliano, circa 550.000 abitanti, un tempo la zona più fertile della Campania. Nel 2007, Organizzazione Mondiale della Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Regione Campania hanno monitorato in 196 comuni campani la mortalità per tumori e le malformazioni congenite nel periodo dal 1994 al 2002, evidenziando che «la mortalità per tutte le cause è risultata in eccesso significativo per gli uomini del 19% nei comuni della provincia di Caserta e del 43% nei comuni della provincia di Napoli; per le donne del 23% nella provincia di Caserta e del 47% nella provincia di Napoli». Nonostante, nello studio, venga rilevato che «le zone a maggior rischio identificate negli studi sulla mortalità e sulle malformazioni congenite in buona parte si sovrappongono e sono interessate dalla presenza di discariche e siti di abbandono incontrollato di rifiuti», si conclude: «è comunque difficile stabilire se la corrispondenza dei numerosi decessi con la possibile occorrenza di esposizioni legate allo smaltimento dei rifiuti sia di natura causale e, nel caso, stimare l’entità di tale impatto». Bene, ma allora ed è il caso, solo per citarne uno, dell’inceneritore di Giugliano, nella già devastata Terra dei Fuochi ammesso, come non si vuole qui sostenere, che non vi sia certezza scientifica ma quantomeno il rischio di una correlazione tra i danni ambientali determinati da questi impianti e il deterioramento delle condizioni di salute delle popolazioni ad essi esposte, più che attendere certezze scientifiche colpevolmente in ritardo o non cercate affatto, l’azione delle amministrazioni andrebbe indirizzata nel rispetto del principio di precauzione, traduzione giuridica del «primum non nocere» di Ippocrate, oggi ripreso dall’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, dove si stabilisce che «la politica dell’Unione in materia ambientale mira ad un elevato livello di tutela» ed «è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio chi inquina paga». Al di là delle questioni ambientali, la Commissione Europea ha specificato in più occasioni che il campo di applicazione di tale principio va esteso a tutti i casi in cui si identifichi un rischio. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/30/primum-non-nocere-mobilitazione-dei-cittadini-campani-contro-biocidio-parte/727884/

La conferenza dei sindaci approva la"mozione Cusani" per l'acqua pubblica. In 11 dicono no.

Aprilia, Bassiano, Pontinia, Formia, Cori, Roccagorga, Amaseno, Giuliano di Roma, Nettuno, Priverno, Lenola intendono superare la gestione privata, ma non come è stata proposta dal presidente della Provincia di Latina. La conferenza dei sindaci approva la"mozione Cusani" per l Undici Comuni dell'Ato 4 (Aprilia, Bassiano, Pontinia, Formia, Cori, Roccagorga, Amaseno, Giuliano di Roma, Nettuno, Priverno, Lenola) dicono no alla mozione Cusani per la ripubblicizzazione dell'acqua. "I sottoscritti - recita la nota congiunta diramata al termine della conferenza dei sindaci - ritengono che non si possa parlare di ripubblicizzazione quando si vuole solo acquistare quote che appartengono a soggetti privati inseriti in società alle prese con gravissime condizioni finanziarie e che, peraltro, non hanno nemmeno avanzato formalmente proposta in tal senso. Per noi - spiegano i sindaci - ripubblicizzazione vuol dire superare la gestione privatistica del servizio e seguire l'indirizzo espresso dai referendum per cui l'acqua è un bene comune da gestire con criteri di efficienza e senza alcuna forma di profitto. Come da delibera in allegato, gli undici Comuni hanno chiesto che la conferenza dei sindaci prendesse posizione su tre punti ritenuti imprescindibili: 1. ritorno a un soggetto di diritto pubblico; 2. valutazione e analisi della situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società Acqualatina, prioritaria rispetto a qualunque ipotesi di ripubblicizzazione; 3. potere decisionale in mano ai Comuni. "La Provincia di Latina, dal 1 gennaio 2014, non esisterà più. Anche nel pieno delle sue funzioni, non ha alcuna competenza nella scelta del soggetto. E' inaccettabile che il presidente abbia il mandato esclusivo a trattare con Acqualatina, così come è inaccettabile che si arroghi, senza diritto, il potere di gestire il processo in autonomia". Radicale la frattura generatasi nel corso della conferenza dei sindaci. "Avevamo sottolineato questi aspetti già nella riunione di lunedì scorso - prosegue la nota congiunta - e per questo abbiamo presentato una nostra proposta. Purtroppo, non ci è stato permesso di esporla in modo chiaro per l'atteggiamento scorretto mostrato dal Presidente della Provincia il quale ha troncato la discussione e imposto la messa al voto della mozione pronunciandosi, per quanto non avesse diritto al voto, indisponibile a qualsiasi mediazione. Per tale motivo, ci siamo alzati e abbiamo abbandonato l'aula senza poter peraltro rientrare, perché a seguito del voto, l'assemblea è stata sciolta. Abbiamo tuttavia sottoscritto e messo agli atti la nostra proposta e da quella intendiamo partire per le prossime azioni". La battaglia va avanti. Sabato 5 ottobre si terrà a Formia un vertice tra i Comuni che intendono procedere ad "una vera ripubblicizzazione del servizio". L'invito è "a tutti gli altri Comuni, perché vengano a discutere il progetto e a collaborare alla definizione di un nuovo ed efficiente modello di gestione del ciclo delle acque. La condizione in cui versa Acqualatina è drammatica e per uscirne è necessario procedere uniti, a prescindere dalle appartenenze politiche". "La delibera approvata oggi a maggioranza dai sindaci appartenenti all'Ato 4 in merito al futuro della gestione del servizio idrico integrato, rappresenta una occasione importante ai fini di valutare la possibilità di una eventuale ripubblicizzazione del servizio stesso". Lo afferma il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, che aggiunge altri commenti alla riunione di questa mattina: "Con la delibera si assegna un mandato esplorativo, nell'ambito delle sue funzioni, al presidente dell'Ato 4, Armando Cusani, al fine di verificare l'eventuale sussistenza delle condizioni per un accordo con il socio privato di Acqualatina S.p.A. che porti l'intera compagine azionaria in mano pubblica. Naturalmente questo mandato non impegna in alcun modo e non è vincolante per i sindaci e quindi per i Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale ma rappresenta un eventuale punto di partenza per aprire nuovi scenari. Solo nelle ipotizzate fasi successive di questo processo, infatti, si andranno a verificare in dettaglio tutti gli aspetti relativi ad un possibile accordo per il passaggio di quote: dall'analisi dei bilanci di Acqualatina S.p.A. alla verifica della situazione debitoria; dai risvolti sulla erogazione dei servizi all'impatto eventuale sui bilanci dei Comuni. Ma, ripeto, questo avverrà solo dopo che il socio privato avrà esplicitato la volontà di un accordo. In tal senso, nella passata riunione dell'Ato 4 - continua Di Giorgi - io stesso, insieme ad altri colleghi sindaci, avevamo apportato modifiche e integrazioni alla delibera ripresentata oggi, proprio per incanalare il percorso nel giusto e corretto iter, nel rispetto degli organi e delle competenze statutarie e garantendo comunque che tutti i successivi passi sarebbero stati fatti dalla Conferenza dei Sindaci e quindi dai singoli Consigli comunali. Nonostante tutte queste giuste precauzioni, che andavano incontro anche alle richieste sollevate da alcuni Comuni dell'Ato 4, oggi non si è raggiunta l'unanimità ma la delibera è stata approvata a maggioranza, assegnando così un mandato esplorativo che, in ogni caso, non impegna in alcun modo la Conferenza dei Sindaci ma vuole essere il contributo del Comune di Latina, e degli altri enti che hanno approvato la delibera, al dibattito sulla eventuale ripubblicizzazione dell'acqua anche alla luce delle vicende referendarie e dei successivi sviluppi". http://www.studio93.it/news/read_news.php?news=64510&category=5

Pontinia meno di 10 mila € per la video sorveglianza sulla via Lungo Ufente

Se al comune di Sezze (che non è certo un comune spendaccione) bastano 13.300 € per la sicurezza urbana in vari punti della città compresa la stazione ferroviaria, allora vuole dire che per 1,5 km della via Lungo Ufente dove vengono buttati rifiuti di ogni genere ne basteranno meno di 10 mila per video sorvegliare la zona. A meno che la solita solfa negazionista che parte appena si denuncia l'ennesima presenza di rifiuti tossici e nocivi, si chiede la rimozione degli stessi, sia tendente a negarne contro ogni logica e documentazione con video e immagini non sia mirata a farli bruciare per cercare di nasconderne prove e provenienza non faccia parte dello stesso disegno? http://www.provincialatinatv.it/notizie/dettaglio.php?id=44921 Presentato il nuovo sistema di videosorveglianza e di sicurezza urbana del Comune di Sezze La centrale operativa è stata allestita presso il comando della Polizia Locale Si è tenuta oggi, la conferenza stampa per la presentazione del nuovo sistema di videosorveglianza e di sicurezza urbana che prevede l'installazione di dispositivi tecnologicamente avanzati e ad alta risoluzione che monitoreranno diversi punti della città quali, Piazza De Magistris, Porta S. Andrea, Ferro di Cavallo, Via G. Marconi, Parco dei Cappuccini ed il parcheggio della stazione ferroviaria a Sezze Scalo, con l'obiettivo di controllare il territorio e dissuadere da comportamenti non rispettosi della legge. Al riguardo è stata allestita una centrale operativa presso il comando della Polizia Locale di Sezze, realizzata nel pieno rispetto delle norme sulla privacy e di quelle che disciplinano l'applicazione di forme di tecnologia applicata alla sicurezza. "Il progetto, il cui costo complessivo è pari a € 13.300,00 - ha dichiarato il sindaco Andrea Campoli - si inserisce in un quadro di interventi messi in campo dall'Amministrazione Comunale e dalle forze dell'ordine finalizzati alla promozione della sicurezza urbana le cui componenti sono molteplici, a cominciare dalla più importante ossia il rispetto delle regole e delle norme di comportamento. Nella realtà provinciale il Comune di Sezze è il primo ad aver attivato questo progetto pilota. Il nuovo sistema, per il quale al momento sono state installate ed attivate 10 telecamere, sarà soggetto ad ampliamento successivo con copertura di altre aree del territorio comunale, quali zona Anfiteatro, Corso della Repubblica e località Zoccolanti. Si sta progettando anche la possibilità di estendere tale sistema di videosorveglianza a quelle zone della pianura dove, purtroppo, si è verificato un aumento della presenza di discariche abusive". Il primo cittadino ha ringraziato Gianluca Calvano che nella qualità di delegato alla Sicurezza urbana è stato promotore di tale iniziativa, progettata con l'ausilio dell'Ufficio Tecnico Comunale e della ditta Elettropama, il comandante facente funzione Ten. Luigi Maiorani insieme al corpo di Polizia Locale per l'impegno profuso nello svolgimento del proprio lavoro nonostante le difficoltà e le carenze, e la società SPL per il sostegno tecnico fornito per l'installazione dei nuovi dispositivi di videosorveglianza. (30-09-2013)

Pontinia, è allarme rifiuti nelle aree naturalistiche Discariche a cielo aperto, pioggia di polemiche

U na polemica senza fine. Parliamo del caso dei rifiuti nei vari siti naturalistici del Comune di Pontinia, che fin troppo spesso vengono scambiati dai soliti ignoti per discariche a cielo aperto. Soltanto qualche giorno fa l’assessore Patrizia Sperlonga ci aveva inviato, insieme all’assessore all’Ambiente Valterino Battisti, una nota in cui faceva il punto della situazione per quel che riguarda il caso dei laghi Gricilli, riqualificati grazie a dei fondi del Gal e poi devastati a causa di raid vandalici e non solo. Nelle ultime settimane parte dell’area è stata ripulita, come dimostrano le foto, ma non è possibile affermare che tutto sia «al proprio posto». Restano infatti dei «mucchietti di eternit» al margine della carreggiata, sui quali il Comune non può intervenire direttamente visto che, trattandosi di rifiuti speciali, deve espletare una gara d’appalto per ditte specializzate. Sul caso dei rifiuti è intervenuto anche l’ecolo - gista Giorgio Libralato, che senza tanti giri di parole si è semplicemente armato di videocamera e fotocamera per testimoniare quella che è la reale situazione lungo le strade e in alcuni bacini idrici della zona. Parliamo di via Lungo Ufente, della Migliara 49 e della Migliara 50, dove alcune fasce frangivento sono state date alle fiamme e con esse anche alcuni rifiuti. C’è poi il caso d e l l’idrovora di Mazzocchio, nel cui bacino idrico galleggiano vari rifiuti, alcuni anche ingombranti e che hanno tutta l’aria di essere vecchi elettrodomestici. F. D. Latina Oggi 30 settembre 2013

Il sistema che fa acqua De Monaco: «I Comuni tenuti fuori dalle decisioni» Besson replica: «Affermazioni del tutto infondate»

DI JACOPO PERUZZO A rriva immediata la risposta dell’amministra - tore delegato Acqualatina Raimondo Besson a seguito della denuncia effettuata dal Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia sulle vicende che sembrano aver fatto risaltare alcuni squilibri nell’assetto economico-finanziario della società. La prima rettifica di Besson riguarda, per l’appunto, l’ac - cesso ai dati di Acqualatina: «Tutti i bilanci - afferma l’am - ministratore delegato - sono a disposizione, e parliamo di bilanci certificati da una delle maggiori società di revisione dei conti a livello internazionale e pubblici. Forse proprio la mancanza di conoscenza e approfondimento dei dati societari porta ad affermazioni del tutto infondate e fuori luogo». Inadempienza e scelte sbagliate: queste sono le accuse che sono state rivolte alla società, soprattutto per quanto riguarda, prima tra tutte, il mutuo contratto con la Depfa Bank. Il Comitato di Alberto De Monaco ha infatti spiegato come, nel 2006, Acqualatina abbia avviato dei negoziati con la banca per un finanziamento di 114,5 milioni di euro, prestito giustificato per necessità di fondi utili ad opere di manutenzione sul sistema idrico che, come afferma lo stesso Comitato, sarebbe in realtà servito per evitare il default della società. Da qui una serie di eventi che non convincono: tra le clausole richieste dalla banca irlandese c’è anche la cessione dei crediti in garanzia da parte dell’Ato4, pratica firmata il 24 luglio 2007 dal presidente Cusani che, sempre a detta del Comitato, non sembra aver interpellato in alcun modo la Conferenza dei Sindaci. Solo il 22 dicembre del 2008 la Conferenza verrà a conoscenza di ciò che ormai è stato già firmato dal presidente Cusani. Un presunto «aggiramento del sistema» che sembra poi ripetersi nel novembre 2011, quando il contratto di gestione subisce una modifica obbligatoria dopo che il Consiglio di Stato dichiara come «taroccato» il contratto del 2002 perché a sfavore dei Comuni. Una mossa che non piace alla banca irlandese, tanto che, non sentendosi più garantita, richiede l’immediato rientro del finanziamento. Per rimediare all’inconveniente, il 27 aprile 2012 i vertici Acqualatina e Ato4 firmano a Londra un accordo integrativo che ha aumentato il tasso di interesse dello 0,2% su base annua, riacquistando così quelle garanzie che si erano andate a perdere. Il 1 ottobre 2012 invece, a causa dell’urgenza di concludere l’operazione, Besson notifica all’ingegner Vignozzi dell’Ato4 l’avvenuta modifica della cessione dei crediti in garanzia e, a sua volta, la Vignozzi accetta la modifica della cessione dei crediti in garanzia. Da qui il presidente Cusani, sempre secondo il Comitato, una volta riconosciuto che la conferma dell’at - to di cessione è viziata, apre una votazione nella Conferenza dei Sindaci il 19 aprile 2013 sulla nuova cessione dei crediti in garanzia, che firmerà solo il 4 giugno 2013 su delega dell’Ato4. All’atto pratico Cusani viene così accusato di aver prima fatto sottoscrivere la cessione dei crediti in garanzia e soltanto poi interpellato i sindaci, definiti dal Comitato come «subalterni che si sono limitati ad alzare la mano a cose fa t t e » . «Non si tratta di una scelta spericolata - dichiara Besson - ma di un accordo che, a condizioni estremamente vantaggiose per la società, ha concorso in maniera significativa alla realizzazione da parte di Acqualatina di investimenti per oltre 150 milioni di euro ad oggi, distribuiti tra l’a deg ua me nt o del sistema di depurazione, la risoluzione del problema arsenico e altri, e quindi tutti ad esclusivo beneficio del territorio e dei Comuni di cui tutti i Sindaci della Conferenza sono rappresentati», anche se così non risponde a pieno alla vera domanda posta dal Comitato: «Perché i Comuni vengono tenuti a margine dei processi decisionali?» Latina Oggi 30 settembre 2013

Rifiuti tossici, la mozione Il gruppo dell’Udc chiede l’istituzione di una commissione speciale

«Dobbiamo mettere in essere atti per verificare le allarmanti dichiarazioni» I l gruppo consigliare di minoranza dell’Udc al Comune di Formia nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha presentato una mozione relativa all questione dei rifiuti tossici, chiedendo di istituire una commissione speciale. «Sul punto all’ordine del giorno del consiglio comunale sui rifiuti tossici nel sud pontino - si legge in un comunicato ufficiale del gruppo consiliare -abbiamo ritenuto di dover presentare una mozione al consiglio comunale». Tale mozione da mandato al Sindaco di «porre in essere tutti gli atti per verificare se siano confermate le allarmanti dichiarazioni che vedrebbero la presenza di rifiuti tossici nel nostro territorio e soprattutto che venga istituita una commissione consiliare speciale (a titolo gratuito) che affianchi il lavoro del Sindaco e degli uffici comunali nel verificare la presenza su tutto il territorio comunale, ed in particolare anche nelle discariche già chiuse censite dall’Arpa Lazio, di eventuali rifiuti tossici nocivi». «La semplice discussione su un tema così importante ci sembrava infatti riduttiva e il fatto che anche qualche consigliere della maggioranza la sottoscritta fa capire la bontà dell’atto. I Consiglieri Comunali non possono restare fuori o semplicemente partecipare a dei convegni, se pur importanti, su temi che riguardano la salute dei nostri concittadini. Su temi come questi il Consiglio Comunale non può dividersi e per questo non l’abbiamo messa ai voti, come chiesto dal Sindaco, ma l’appro - fondiremo la prossima settimana per votarla tutti insieme nel prossimo consiglio comunale. Questo è l’impegno che il Sindaco a nome della maggioranza si è preso e siamo certi che lo manterrà. Quando dicevamo che la nostra opposizione si caratterizzerà per un lavoro costruttivo intendavamo proprio questo e la tanto invocata costituzione delle commissioni consiliari, se pur con 4 mesi di ritardo, ci darà modo di dare il nostro contributo» Latina Oggi 30 settembre 2013

PONTINIA Slot Machine, un caso politico

Latina Oggi 30 settembre 2013 I l comune di Pontinia non ha preso alcuna iniziativa per regolamentare la presenza e l'uso delle slot machine negli esercizi pubblici cittadini. Lo scrive Giuseppe Anitori, che aggiunge che alcune macchinette sono in funzione vicino alle scuole, contravvenendo alle disposizioni di legge in materia. La situazione è molto seria, sottolinea Anitori, e va affrontata con tempestività e decisione. L'altro giorno, aggiunge, ho dovuto aiutare una signora con un piccolo contributo perché non riusciva a comprare il cibo per i propri figli con il marito dedito al gioco d'azzardo e lei costretta, ogni venerdì, a rovistare tra gli scarti del mercato settimanale di Latina. A.S

senti chi parla dei ritardi sul problema rifiuti a Latina CIRILLI ATTACCA «Caso r i fi u t i , soliti ritardi»

S olo oggi, a distanza di anni, l’A rp a viene investita per controllare la correttezza del trattamento operato sui rifiuti che vengono conferiti a Montello». Lo dichiara l’a ssess ore all’ambiente, Fabrizio Cirilli, che interviene sul braccio di ferro tra Ecoambiente e Rida. Cirilli torna su uno dei suoi cavalli di battaglia, ossia il proliferare di imppianti di trattamento nel territorio pontino: «Non si capisce il perché non si vuole affrontare il problema di imporre agli impianti di trattamento il collegamento alla discarica di servizio, ad evitare l'insorgere incontrollato di discariche attraverso provvedimenti emergenziali». L’a ssessore all’a mbiente si rammarica del fatto che nella seduta del Consiglio regionale di lunedì dedicato ai rifiuti si sia parlato soltanto dei problemi romani. E poi ringrazia il Movimento 5 Stelle «che ha avuto l'attenzione di presentare una risoluzione, seppur parziale, rispetto alle problematiche che ruotano intorno alla questione». Latina Oggi 30 settembre 2013

biogas a Maenza uniti per il no invitati i rappresentanti dei paesi lepini

A Maenza invitati rappresentanti di tutti i paesi lepini Biogas, uniti per il «no» G Giovedì Consiglio intercomunale sulle centrali iovedi 3 ottobre alle ore 20.30 presso il ristorante «Farneto», nel territorio di Maenza, si terrà il Consiglio comunale straordinario sulla questione delle centrali a biogas in programma nel comprensorio. L’assise avrà carattere intercomunale, quindi aperta ai contributi dei rappresentanti dei Comuni di Maenza, Roccagorga, Prossedi, Sonnino, Roccasecca, Pontinia, Priverno. I componenti del comitato avverso alla costruzione di tali impianti nella valle dell’Amaseno hanno espresso la speranza che i sindaci intervenuti nell'ultima riunione mantengano le promesse fatte. Si tratta, infatti, dell’esigenza di redigere un documento comune a difesa del comprensorio, bloccando la progettazione delle centrali. Al Consiglio intercomunale sono stati invitati a partecipare tutti i cittadini del comprensorio, le associazioni e le istituzioni che hanno a cuore la difesa della salute dei cittadini. MAENZA M.P. Latina Oggi 30 settembre 2013

Campania, affiorano rifiuti tossici. Wwf: ‘Dichiarare disastro ambientale’

Ogni giorno sequestri di terreni e ritrovamenti di rifiuti di ogni genere, è la realtà di unaCampania che fa i conti con il disastro ambientale. A Qualiano, in provincia di Napoli, i carabinieri hanno sequestrato un’area dove sono state sepolte tonnellate di pattume, anche rifiuti speciali come ospedalieri, parti meccaniche di automobili, pneumatici. Le ricerche nell’ex discarica sono state disposte dalla Procura di Napoli Nord a seguito di segnalazioni fatte ai carabinieri da allevatori della zona che portavano il bestiame a pascolare nella zona. Nei terreni adiacenti vengono coltivati prodotti agricoli che finiscono sulle tavole di tutti gli italiani passando per il mercato di Giugliano. “Abbiamo bisogno di bonifiche e della dichiarazione del disastro ambientale – denuncia Stefano Franciosi, responsabile locale del WWF – e di un monitoraggio dell’intera zona dove ci sono altre cave, negli anni, destinatari di smaltimenti illegali”. Poche giorni fa l’ennessimo ritrovamento. Questa volta in un terreno già sequestrato a Caivano, dove il corpo forestale ha rinvenuto 15 fusti metallici, contenenti rifiuti come vernici di scarto, trovati a poca profondita’, un metro e mezzo circa al di sotto della copertura di suolo di Andrea Postiglione e Nello Trocchia

29 settembre 2013 Campania, affiorano rifiuti tossici. Wwf: ‘Dichiarare disastro ambientale’http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/29/rifiuti-lallarme-wwf-in-campania-e-disastro-ambientale/246459/

il governo dei migliori al posto giusto

Come siamo arrivati a questo punto? Perché se un capo partito schiocca le dita tutti sono pronti ad obbedire? Forse la risposta sta nel fatto che più che la competenza o l'amore per la cosa pubblica in un parlamentare si cerca la fedeltà a chi ti fa eleggere. Caratteristica favorita anche dal Porcellum, un sistema elettorale che tutti criticano ma che nessuno cambia. Ma poi c'è da far funzionare un Paese.
Per raddrizzare la Concordia abbiamo chiamato i migliori esperti mondiali. Il Governo chi ha scelto in questi mesi per rimettere in piedi un Paese devastato da una crisi senza precedenti? Quali sono i criteri di nomina dei ministri, sottosegretari e presidenti di Commissione? Siccome al di là della crisi di governo dovremmo ancora farci i conti per un po', abbiamo cercato di comprendere quali siano i requisiti necessari per ricoprire cariche cruciali. Per questo abbiamo anche contattato tutti i componenti del Governo: ministri, viceministri e sottosegretari per chiedere direttamente a loro quale competenza avessero per ricoprire il ruolo a cui sono stati assegnati, perché sono stati scelti e da chi. Ci hanno risposto in pochi, gli altri non erano interessati alla domanda o non avevano tempo. Bernardo Iovene ha fatto la radiografia a una decina tra ministri e sottosegretari. Alcuni hanno già dimostrato incompetenza nel settore a loro assegnato, altri la competenza specifica non ce l’hanno per niente. E quale potrebbe essere è l’immagine dell’Italia all’estero se il presidente della delegazione parlamentare della Nato era nello stesso tempo agli arresti domiciliari? E soprattutto qual è la ricaduta sull’ intero sistema quando chi dovrebbe farlo funzionare dichiara che “imparerà strada facendo?” Abbiamo scattato un'istantanea del primo governo a larghe intese prima dell'incidente, a futura memoria con la speranza che a chi spetterà in futuro, scelga i migliori.http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-485e8d31-3ecc-4cca-a2ce-6d6ddcf98d62.html

Vino, lo studio francese: “Pesticidi anche nelle bottiglie biologiche”

Un laboratorio ha analizzato 92 diversi vini d'oltralpe trovando presenza di pesticidi multipli, taluni perfino proibiti in Francia, in ogni bottiglia: anche in quelle provenienti da agricoltura biologica dove non sono consentiti

di  | 29 settembre 2013 Tempo di vendemmia. Un tempo in cui si potrebbe azzardare qualche osservazione sulla qualità delle uve raccolte, dei mosti e dei vini. Ma è troppo tardi: sui giornali e sulle riviste nazionali e internazionali sono già piovute, nelle ultime settimane, le ottimistiche previsioni annuali. Sicché, in questi giorni più consoni a delle osservazioni analitiche su un’annata che si presenta per niente favorevole, spunta invece la denuncia di una associazione francese di consumatori, la UFC-Que Choisir.
L’organizzazione ha fatto analizzare in laboratorio 92 bottiglie di vino d’oltralpe, dai 2 ai 15 euro, concentrandosi sui residui da fitosanitari potenzialmente tossici, comunemente detti pesticidi. In ogni vino analizzato, sia che fosse proveniente da agricoltura convenzionale o biologica sono stati trovati residui di pesticidi: taluni proibiti dalla legislazione francese. Non di rado nello stesso vino si è rilevata la presenza di 9-10 molecole diverse di pesticidi, fino ai 14 tipi di una bottiglia di Bordeaux del 2010 da 10,44 euro. Comunque nei vini bio si sono trovate molte meno molecolepotenzialmente tossiche.
E, per quanto ogni residuo rilevato sia sotto il limite massimo consentito (LMR) ammesso dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), è ancora in fase di definizione una metodologia di controllo europeo per il cosiddetto “effetto cumulativo” dei pesticidi e dunque una plausibile valutazione del rischio per l’organismo umano. L’EFSA ha di recente schematizzato tre modalità di interazione dei pesticidi: la somma degli agenti tossicologici; la somma della risposta tossicologica degli organi umani (ad esempio il fegato o i reni); una interazione fra residui di pesticidi, che agisce per vie tossicologiche diverse e inattese.
Sulle prime due modalità è stata fondata una possibile valutazione cumulativa del rischio, dato che l’EFSA considera probabile un effetto sommatorio sugli organi bersaglio, escludendo l’interazione fra residui di pesticidi, almeno ai livelli che sono stati rilevati in Europa, e che sono stimati bassi. Dunque l’EFSA sta procedendo a identificare i fitosanitari raggruppandoli in base agli effetti fisiologici che inducono nel corpo umano, per arrivare una valutazione del rischio cumulativo dei pesticidi.
Peraltro il limite massimo consentito di residui da pesticidi, nelle viticoltura, è controllato soltanto sulle uve e non direttamente sui vini, come è stato fatto con i test del laboratorio francese. Del resto la quantità totale dei residui di fitosanitari è a dei livelli che non sono ad esempio ammessi nell’acqua del rubinetto. Sicché, come avevamo già scritto, “I vini convenzionali contengono  residui di pesticidi più alti di quelli ad esempio contenuti nell’acqua potabile”. Ai vigneti, pur rappresentando solo il 7% delle colture in Europa, è riservato quasi il 70% dei fitosanitari.
La Francia registra il primato europeo nell’utilizzo dei pesticidi, 62.700 tonnellate nel 2011: alla superficie viticola, ovvero il 3,7% della superficie agricola francese, è destinato usato il 20% dei pesticidi d’oltralpe. Pertanto in Francia sono stati per legge riconosciuti il Parkinson e l’Alzheimercome malattie professionali dei viticoltori: che ne hanno abusato per decenni, non solo sulle loro piante. É stato quindi ufficializzato il legame fra pesticidi e malattie neurodegenerative, uno dei pochissimi che lega patologie a prodotti fitosanitari.
Oltre ad essere neurotossici, i pesticidi sono cancerogeni e sono stati messi in relazione con una serie innumerevole di patologie. L’Italia nel 2012 aveva avuto il primato mondiale della sicurezza alimentare col minor numero di residui di pesticidi oltre il limite, che è stato cinque volte inferiore a quello della media europea a 26 volte inferiore a quello dei Paesi extracomunitari. Saremo al sicuro?

centrale nucleare al via la demolizione - San Felice Circeo uomo di Neanderthal in rete tra i comuni

Dovrebbe essere l'ultimo numero, per adesso, sperando in un arrivederci, del quotidiano La Provincia edizione pontina: a Castelforte iniziano i lavori di demolizione contro il mostro della centrale nucleare http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130930latina/index.html#/17/ San Felice Circeo in rete tra i vari comuni l'uomo di Neanderthal http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130930latina/index.html#/13/

domenica 29 settembre 2013

Pontinia Ancora discariche a cielo aperto nell’a re a Degrado a Mazzocchio

L 'area industriale di Mazzocchio sta trasformandosi in una discarica a cielo aperto. Lo sostiene Giuseppe Anitori, presidente dell'Associazione Liberi e Forti, il quale in un comunicato descrive l'incuria e l'abbandono dell'area, estesa trecento ettari, su cui ha competenza il Consorzio Industriale. L'Ente, con sede a Latina Scalo, secondo Anitori, da tempo non esegue nessun intervento per mantenere in ordine quel territorio che, negli anni, è diventato una discarica a cielo aperto, e luogo di ritrovo per lucciole e coppiette. Inoltre, scrive Anitori, sulle strade del consorzio circolano mezzi pesanti che trasportano liquami d'incerta provenienza che vengono sversati sulla carreggiata provocando cattivi odori e pericoli d'inquinamento sui terreni circostanti. Anitori, a questo punto, chiede al Consorzio Industriale e al delegato del Comune di Pontinia Maurizio Ramati, di mantenere il decoro dell'area, dove sono in attività industrie legate all'agricoltura che garantiscono lavoro a decine di operai. A.S. Latina Oggi 29 settembre 2013

PONTINIA Isola ecologica, un’idea che divide

L 'idea della mag giora nza di trasformare l'area verde di Piazza Roma, di proprietà del comune, in isola ecologica, non è condivisa dai cittadini che abitano nei dintorni del sito prescelto, adiacente al vecchio acquedotto, oggetto di lavori di ristrutturazione per ricavarne un centro di studio fruibile dagli studenti e dai cittadini in generale. Dire isola ecologica, significa parlare di rifiuti e cattivi oodori, asseriva ieri un nostro assiduo lettore, una cosa inconciliabile con il verde del sito, ubicato all'interno del circuito cittadino delimitato dal fiume Sisto e dalla centralissima Via Leonardo da Vinci. Tra i vari suggerimenti di cui si parla in questi giorni, quello di spostare l'isola ecologica fuori dal centro urbano destinando il terreno adiacente all'ex Arcobaleno ad area fabbricabile, previa variante all'attuale piano regolatore. Il Comune ne riceverebbe un duplice vantaggio: un consistente ristoro per le casse comunali e la riqualificazione urbanistica di una zona di periferia. A.S. Latina Oggi 29 settembre 2013

Sabaudia Lago di Paola, allarme inquinamento Il geologo Ialongo: «Nelle acque finiscono liquami maleodoranti»

DI FEDERICO DOMENICHELLI L a battaglia sulle condizioni di salute delle acque del lago di Paola non sembra essere finita. Il geologo Nello Ialongo interviene nuovamente sulla questione replicando alle accuse mosse nei suoi confronti dal sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci soltanto qualche giorno fa. «Il sindaco – scrive Ialongo nella nota – forse era all’estero quando sono state realizzate le grandi opere di risanamento igienico sanitario della città e del litorale. Per questo motivo mi chiede cosa io abbia fatto fino ad ora per la salute del lago, fingendo di non sapere che la condotta circumlacuale di circa 25 chilometri è stata concepita dalle amministrazioni di cui ero parte attiva e propositiva per eleminare sia ogni apporto inquinante nel bacino lacustre sia gli scarichi a mare». E proprio la questione dell’immissione di acque nere sembra essere uno di quei fattori che contribuiscono all’inquinamento del lago. « E’ vero che ci sono cause organiche permanenti di inquinamento del lago ma sono quasi vent’anni che non è stato prodotto alcun potenziamento fognario e una idonea manutenzione della rete nera. Addirittura molte ville sulle dune e alla Baia d’Argento – prosegue il geologo - non sono ancora allacciate alla circumlacuale. Allarmante in particolare è lo stato delle fogne bianche che da qualche anno conducono al lago liquami nerastri maleodoranti. Tutto quanto sopra non è responsabilità del Comune? Lucci riconosce che ho avanzato delle ipotesi di intervento nel lago ma si lamenta che non gli è arrivato alcun progetto serio. Lo devo commissionare io il progetto di risanamento generale del lago? Non è il Sindaco che ha titolo e dovere di interessare Provincia, Regione, Ministeri competenti e tramite quest’ultimi l’Unione Europea, per elaborare e finanziare un progetto per la salvaguardia di uno dei gioielli più preziosi del nostro patrimonio ambientale? Il problema in queste iniziative è che ci deve essere un po’ di passione». Un acceso botta e risposta, insomma, tra il sindaco Maurizio Lucci e il geologo Nello Ialongo. E con ogni probabilità la diatriba sul lago di Paola non terminerà qui. C’è poi la questione che riguarda il canale Caterattino. «La risposta del sindaco - taglia corto Ialongo - è del tutto evasiva. Solo chi va sul posto parecchie decine di volte l’anno come me e qualche altro cittadino volenteroso si rende conto di quanto si possa rendere più efficace la gestione della pompa e più adeguata, con la dovuta manutenzione, la portata del canale. Ma soprattutto più tempestivo il sollevamento sulle paratie durante le mareggiate. Se sono tornate le morie di pesce, la causa maggiore è dovuta ad una ridotta funzionalità del sistema di ricambio delle acque - conclude - in un luogo strat eg i c o » . ©RIPRODUZIONE RISERVATA Latina Oggi 29 settembre 2013

Le scelte che dobbiamo compiere per salvare il clima

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Le-scelte-che-dobbiamo-compiere-per-salvare-il-clima/

Pubblicazione - 27 settembre, 2013
Il documento IPCC sintetizza ciò che sappiamo del cambiamento climatico, ciò che lo sta determinando, come può essere osservato e misurato.
Cosa possiamo attenderci per il futuro in termini di innalzamento delle temperature, innalzamento dei mari, fusione dei ghiacci, eventi metereologici estremi in funzione dell’inquinamento che produrremo. Possiamo ancora scegliere il nostro futuro e tenere l’innalzamento della temperatura al di sotto dei 2 gradi Celsius. 

Rifiuti: nessun "bluff" a Malagrotta, No al cd "capping" Si a ripristino ambientale e bonifica

Vanessa Ranieri
Vanessa Ranieri
A Roma Capitale si celebra il "de profundis" della raccolta differenziata spinta
Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio dichiara:
"Il Codice dell'Ambiente è molto chiaro sulla definizione di bonifica e su quello di ripristino ambientale, operazioni alle quali la legge attribuisce il significato di eliminazione delle sorgenti dell'inquinamento e comunque della riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti in armonia e con i principi e le norme comunitarie, con particolare riferimento del principio del 'chi inquina paga'. Ebbene non ci sembra che nel progetto di capping proposto dallo stesso gestore emergano eliminazioni o riduzioni degli effetti negativi che possono generarsi nella vita di una discarica e nella sua gestione post mortem. Se le nostre sensazioni fossero fondate nessun impegno di spesa a carico della collettività dovrà essere impiegato per quel progetto.
Oggi a rendere felice il gestore di Malagrotta per la chiusura della discarica, infatti, potrebbero essere proprio le attività previste all'interno del progetto di cd capping, dallo stesso presentato, che vedrebbe livellare il sito attraverso l'utilizzo della 'fos', cioè quella frazione organica che avanza dalla separazione della spazzatura, che non può essere bruciata e che, una volta resa palabile, sarebbe di difficile collocazione, assieme agli inerti igienizzati e ai residui della combustione dell'inceneritore, prodotti proprio all'interno dell'area di Malagrotta.
Insomma a pensar male si potrebbe essere indotti a ritenere che la discarica di Malagrotta, più che a una chiusura con conseguente ripristino ambientale, si stia preparando a rimanere in vita più di prima ricevendo i propri rifiuti a spese della collettività, ma anche che l'approvazione ed il finanziamento del progetto di 'capping', nonché l'aggiudicazione della gara Ama per il trasporto di rifiuto indifferenziato tritovagliato fuori la regione stiano per celebrare il 'de profundis' della raccolta differenziata spinta nella Capitale".

(29-09-2013)

acqua bene comune: ATO 4 in crisi, il presidente e la Tresca

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Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia
Comunicato stampa del 28 settembre 2013
IL PRESIDENTE E LA TRESCA
Ormai è abbastanza ovvio a molti che i Comuni sono tenuti fuori dalle decisioni importanti intorno al groviglio acqua, salvo approvare in via formale quanto deciso dai vertici di Acqualatina e dal Presidente Cusani in altri luoghi.
I comuni, e quindi tanti sindaci ed amministratori (… ma per fortuna non tutti..), da anni stanno giocando il ruolo di subalterni senza capire che in prima persona sono responsabili diretti dell’organizzazione del servizio idrico attraverso l’ambito idrico e della gestione  quali soci di Acqualatina spa. Questi amministratori si limitano a svolgere un ruolo formale di approvazione delle decisioni senza capire che il cerino è in mano loro, mentre le decisioni le prendono altri. Pur essendo i responsabili verso i cittadini per il servizio e verso l’erario per le sorti di Acqualatina spa, nel merito non decidono nulla.
Mai che avessero imposto alla segreteria tecnica dell’ATO, oggi guidata dall’Ing. Angela VAGNOZZI (con contratto facente funzioni abusivamente in essere) ed ieri dall’Ing. GIOVANNETTI, il rispetto del contratto di servizio e l’applicazione delle penali al gestore.
Ancora un’occasione ci svela questo ruolo di sudditanza rispetto alla tresca targata CUSANI.
Nel 2006 i vertici di Acqualatina avviano i negoziati con la Depfa Bank per ottenere un prestito di 114,5 milioni. Un prestito, che a loro dire, serve per poter fare opere e manutenzioni sul sistema idrico, ma che di fatto è servito per evitare il default (fallimento) della società. Tra gli atti che la banca irlandese chiede per concedere il mutuo, c’è la cessione dei crediti in garanzia da parte dell’ATO4. Il buon presidente CUSANI, senza minimamente interessare la conferenza dei sindaci, il 24 luglio 2007 firma per conto dell’ATO4 tale garanzia.
Solo il 22 dicembre 2008 la conferenza dei sindaci conoscerà quanto già sottoscritto dal presidente Cusani, poiché l’atto di cessione dei crediti in garanzia è richiamato nella delibera con cui si stipula l’accordo diretto tra ATO4-Depfa-Acqualatina relativo al finanziamento già concesso dalla banca al gestore.
Nel 2012 la supponenza di Cusani verso i sindaci si ripete.
A seguito della modifica (novembre 2011) del contratto di gestione, divenuta obbligatoria, dopo che il Consiglio di Stato ha dichiarato “taroccato” il contratto sottoscritto nel 2002 perché a sfavore dei comuni, la Depfa bank non si sente più garantita e chiede l’immediato rientro del finanziamento. I vertici societari volano a Londra, ed il 27 aprile 2012 sottoscrivono un accordo integrativo che modifica l’iniziale contratto con la banca, aumentando il tasso d’interesse dello 0,2% su base annua ed espandendo le garanzie per la banca. Di fatto il prestito viene bloccato e degli iniziali 114,5 milioni la società ne ha potuto utilizzare solo 95.
Per concludere l’operazione però c’è bisogno che venga ri-sottoscritta immediatamente la cessione dei crediti in garanzia da parte dell’ATO4. Non c’è il tempo di far notificare l’atto in Italia all’ATO4, sottoscriverlo e farlo ritornare a Londra. Questa volta la tresca è rapidissima!
Il 1 ottobre 2012 volano a Londra l’A.D. Raimondo Besson per Acqualatina spa e l’ing. Vagnozzi per l’ATO4. In quella sede, di fronte al notaio pubblico nella Città di Londra Martin Emil BUCHNER, il Besson notifica alla Vagnozzi l’avvenuta modifica della cessione dei crediti in garanzia, e la Vagnozzi per conto dell’ATO4 (abusivamente) accetta la modifica della cessione dei crediti in garanzia.
Chiaramente il CUSANI sa che la conferma dell’atto di cessione dei crediti firmato dalla Vagnozzi a Londra è viziato e provvede al rimedio postumo. Il 19 aprile 2013 fa votare dalla conferenza dei sindaci la nuova cessione dei crediti in garanzia, e solo dopo, il 4 giugno 2013,di fronte al Notaio Maciariello in Latina, firma su delega dell’ATO4 la nuova cessione dei crediti in garanzia. L’atto viene così spedito ad Acqualatina e da qui alla banca.
Il CAPO tresca anche questa volta ha eluso ed aggirato i sindaci, avendo già fatto sottoscrivere la cessione dei crediti in garanzia Londra, prima di interessare di chiedere l’ok ai sindaci dell’ATO4. Molti sindaci poco avveduti e subalterni si sono limitati ad alzare la mano a cose fatte!
..... e questa volta il “trescatore” ha perfino organizzato una gita veloce a Londra solo per una notifica... a spesa dei contribuenti.
Comitato cittadino acqua pubblica di Aprilia

Salento, è emergenza tumore ai polmoni. “Ma a nessuno interessa sapere i motivi”

L’incidenza del tipo di cancro nel Salento supera nettamente le medie regionali e nazionali. Gli ultimi dati ufficiali confermano il problema. Finora ignorato. Assennato (Arpa Puglia): “L’Istituto superiore di sanità inizia a muoversi, ma servono fondi e coordinamento. Così non andiamo da nessuna parte”

di  | 29 settembre 2013 “E’ da vent’anni che lo ripetiamo: si tratta di un’emergenza drammatica. La gente muore, qui più che altrove. Ci devono spiegare scientificamente il perché. Continuare a rimandare è assurdo”. La vista del mare di Gallipoli fuori dalla finestra non placa la rabbia nella voce di Giuseppe Serravezza, medico e presidente provinciale della Lilt. Al settimo piano dell’ospedale Sacro Cuore di Gesù, alle nove del mattino, i malati affollano fino all’inverosimile i corridoi del suo reparto: oncologia. E’ la realtà, umana, contro cui si schiantano numeri, cartine, congetture. L’incidenza inarrestabile del cancro al polmone in provincia di Lecce è da tempo un “caso” nazionale. Un caso ignorato.
Solo ora l’Istituto Superiore di Sanità inizia a muovere i primi passi. Meglio tardi che mai, certo. Ma modi e mezzi paiono ancora insufficienti. “Capire non è interessato a nessuno. Chiedo da dieci anni uno studio coordinato dall’ISS e non ho mai avuto fortuna in questo”. Giorgio Assennato, direttore di Arpa Puglia, è un’altra delle Cassandre di questa storia. “Il 30 ottobre – annuncia – saremo a Roma, convocati dall’ISS, che ci consegnerà un report inedito sulla questione Lecce”. Ci si aspetta si vada oltre l’ennesima fotografia, in realtà già abbastanza chiara, della realtà. Il quadro epidemiologico è consolidato da troppi anni. Eppure, il passo successivo, quello più importante, l’individuazione precisa delle cause, è ancora paralizzato. “Non ci danno un contributo per la ricerca, non c’è un coordinamento. Ci hanno lasciato soli – tuona Assennato – Eppure, ci sono dati conclamati che confermano la singolarità del fenomeno già dagli anni Sessanta. E’ scritto in tutte le Relazioni dello stato di salute della popolazione pugliese. Questo è il tipico caso in cui avrebbe avuto senso un intervento approfondito del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo dellemalattie. Nulla”.
Che si tratti della vera bestia nera lo confermano gli ultimi dati ufficiali, resi noti in questi giorni. Sono quelli relativi all’aggiornamento al 2005 del Registro tumori di Lecce, fermo al biennio 2003- 2004. Dicono che il 20% degli uomini salentini che si ammalano di cancro lo contraggono al polmone. E’ una media del 5% in più rispetto a Taranto. “Anomalia che lo scorso anno, con una frase incauta, ha sottolineato anche l’allora ministro all’Ambiente Corrado Clini, nel pieno della crisi Ilva. La verità – dice un infuriato Serravezza – è che non ci hanno mai dato retta abbastanza. Le istituzioni non hanno voluto vedere. Pensi che è stata l’Eni a finanziare per anni il Registro tumori ionico-salentino, oggi assorbito in quello accreditato. La vera sfida, però, è scomporre i dati, analizzarli per comuni. Noteremo che i distretti di Maglie e Galatina hanno numeri abnormi. E la spiegazione non può essere il fumo di tabacco”.
Di certo, c’entra la pressione ambientale. Ma di che tipo e da quale fonte provenga sembra essere un mistero, a volte chiarissimo, ma mai confermato con tutti i crismi della scientificità. Uno studio del Cnr di Lecce ha dimostrato come i venti facciano la loro parte, convogliando le emissioni dei poli industriali di Taranto e Brindisi in quell’imbuto che è la provincia leccese. S’indaga sulradon. La sua concentrazione, in alcune scuole, è risultata oltre i valori soglia. C’è, poi, la migrazione di ritorno per chi ha contratto il rischio lavorando fuori, nelle miniere e nelle fabbriche. Ci sono le piccole ciminiere sparse qua e là, i cerini accesi sul territorio e che sfuggono alle rilevazioni in continuo dei fumi. La Rete di prevenzione oncologica leccese, inaugurata in primavera, dovrebbe provare a districare quest’intreccio. Ma, ancora una volta, si combatte con lance spuntate. “Stiamo procedendo – ammette Assennato – con il controllo di casi campione su cittadini residenti da lungo tempo. Dobbiamo, però, trovare prima i fondi per chi andrà ad intervistarli”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/29/salento-e-emergenza-tumore-ai-polmoni-ma-a-nessuno-interessa-sapere-motivi/726641/

3. video lezione del geologo Carlomagno al MAP di Pontinia associazione Arance di Natale

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l'assessore all'ambiente della provincia di Latina che promuove impianti a biogas e relative emissioni nocive e cancerogene

Per me è un vero onore essere qui all’inaugurazione di questo splendido impianto
Il giorno della posa della prima pietra di questo impianto era impegnato ad una discussione con dei ragazzi per il risparmio energetico
Oggi finalmente questo impianto entra in attività e oggi pomeriggio sarò alla riunione della centrale nucleare del Garigliano al tavolo della trasparenza
Queste coincidenze mi fanno molto piacere
L’umanità non era abituata a produrre energia vicino alla propria casa io che sono cattolico ho fatto una battuta il primo impianto a biogas è nato in una capanna dove un bue e un asinello riscaldavano un neonato che sarebbe diventato molto importante per l’umanità

Non scopriamo niente di nuovo ritorniamo alle nostre origini delle energie rinnovabili noi siamo una provincia energetica vedo qui l’ing. Corsini che ha contribuito a redigere il piano energetico provinciale e lo sa benissimo vi do solo qualche numero la vecchia centrale nucleare di Borgo sabotino produceva solo 550 MW noi oggi abbiamo autorizzato come assessorato all’ambiente della provincia di latina 330 MW della produzione di energia di pannelli fotovoltaici e 49 MW da biomasse questa è la prima che parte ed è la prima filiera corta e quindi ha una valenza ancora maggiore rispetto alle altre anche perché ha tutta una serie di connessioni con alcuni settori l’economia locale quindi ha una doppia valenza non soltanto la produzione di energia pulita ma anche una tutta una serie di connessioni con il mondo agricolo e chissà in futuro anche con la problematica dei rifiuti quindi diciamo che è una giornata veramente importante e significativa e sono convinto che questo non è futuro del nostro paese ma è il presente del nostro paese e sono convinto che la provincia di latina sarà si farà valere come in questa iniziativa che è tutta pontina e che è l’orgoglio maggiore non siamo preda come in altri casi preda di investitori stranieri ma andiamo a realizzare sul nostro territorio un’eccellenza che sarà sicuramente da esempio e da esportare in altri paesi in bocca al lupo a tutti voi vi ho seguito in tutti questi anni so che tutto poteva finire in un nulla nonostante due grandi crisi bancarie siete riusciti nonostante tutto ad andare avanti significa che avete le spalle larghe e soprattutto che avete messo in campo una cosa veramente positiva 

2. video lezione del geologo Carlomagno al MAP di Pontinia associazione Arance di Natale

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