lunedì 20 maggio 2013

Colonna centrale ad olio parte seconda e Albano Laziale tace


martedì 14 maggio 2013 http://risvegliatialpuntozero.blogspot.it/2013/05/colonna-centrale-ad-olio-parte-seconda.html

COLONNA, CENTRALE AD OLIO PARTE SECONDA: FERMENTO TRA LA CITTADINANZA, IL COMUNE 'RASSICURA' (MA NON TROPPO). E INTANTO ALBANO LAZIALE TACE. (di Elena Taglieri)

(Belvedere di Colonna.: sullo sfondo si intravvede la zona 'industriale' di Colonna, dove è stata autorizzata la costruzione della centrale ad olio della EDOVIT srl)
C'è grande mobilitazione tra molti degli abitanti di Colonna e Comuni limitrofi già da qualche mese: per molti, seppur datata e come un fulmine a ciel sereno, la notizia sulla costruzione della centrale ad olio di via dei Pratoni delle Parti Comuni proprio a Colonna (vedi articolo pubblicato l'11 dicembre 2012 su ECO16 dalla sottoscritta http://ecodiariccia.blogspot.it/2012/12/in-arrivo-colonna-la-centrale-elettrica.html ed in questo blog: http://risvegliatialpuntozero.blogspot.it/2012/12/in-arrivo-colonna-la-centrale-elettrica.html) va spargendosi metaforicamente 'a macchia d'olio'. E qui il gioco di parole si fa inevitabile, poichè è necessaria un'informazione che si propaghi più capillare possibile, di velocità analoga a quella con cui stanno espandendosi questi impianti dalla tecnologia pseudo-green, sempre più numerosi ed inaspettati, come le lumache che appaiono improvvise dopo un temporale.

Proprio per questo motivo, ad esattamente ad un anno dall'autorizzazione della centrale (il 19 aprile 2012) alcuni cittadini del bacino est dei Castelli Romani e Monti Prenestini, fino a poco tempo fa ignari della situazione, si sono riuniti spontaneamente non solo per discutere su questa emergenza ma anche con l'urgenza di formare un comitato permanente al fine di fronteggiare qualsiasi prospettiva attuale, futura ed eventuale di nocività e devastazione ambientale. 
Intenzionati a sapere come mai sia stata (forse volutamente?) occultata l'informazione a partire dal Primo Cittadino, si sono visti affiggere il giorno 30 aprile una risposta 'ufficiale' proveniente dell'Amministrazione Comunale di Colonna: un manifesto che classificando l'articolo pubblicato su 'ECO16' come fonte di “allarmismo”, fornisce invece “rassicurazioni” circa l'innocuità di tale impianto, per il quale, in sede di Conferenza dei Servizi, “l'Amministrazione Comunale ha potuto esprimere il proprio parere in merito alla regolarità della destinazione urbanistica e all'impatto acustico” 
Va ricordato, però, che ad un Sindaco, in quanto principale Autorità Sanitaria, garante di essa, e quale rappresentante della comunità locale, viene riconosciuto il potere di emettere ordinanze nell'ambito della tutela sanitaria e dell'igiene pubblica (art.13 L.n.833/1978).
Il manifesto dell'Amministrazione Comunale apparso per le vie di Colonna (foto di Emilio Bresciani-clicca sopra per ingrandire) 

Di cosa stiamo parlando?” recita un capoverso del manifesto in questione, a cui fanno seguito“spiegazioni” dettagliate sulla centrale, tirando in ballo anche “gli impegni assunti dall'Italia nell'ambito di attuazione del protocollo di Kyoto”.Sembrerebbe che la nostra Nazione si comporti da brava scolaretta, quando poi sappiamo come tale protocollo venga tristemente e puntualmente disatteso ed infranto dalle maggiori potenze mondiali fonti di inquinamento, come gli USA, la Cina, l'India.

Ma la domanda “Di cosa stiamo parlando?” gliela rivolgiamo noi al Sindaco Augusto Cappellini, tanto per puntualizzare una volta per tutte, con evidenti dati scientifici alla mano, che una centrale alimentata dalla combustione dell'olio e del diesel non necessita di un mero parere residenziale ed acustico, perchè qui non si tratta di edificare un parco giochi o una fontana monumentale. Ed i fumi immessi nell'aria certamente non sono quelli di un deodorante per ambienti chiusi, tipo l'alberello magico nelle nostre automobili. 
Aleggia il dubbio sulla mancata trasparenza verso un impianto così tanto decantato, per il quale, come si legge nel manifesto, la frase: “Si precisa inoltre che l'Amministrazione Comunale non ha prodotto nessun atto deliberativo riguardante l'installazione della centrale in oggetto” rimane inquietante.

Tutto il contrario di quanto invece è accaduto ad alcuni chilometri di distanza, riguardo ciò che ha provveduto a fare il Comune di Genazzano, recentemente interpellato su un progetto presentato alla Regione Lazio dalla Soc. MARCOPOLO Engineering per la costruzione di un impianto a 'biomassa'. Almeno in questo caso (giacchè continua l'iter in Provincia per l'autorizzazione di un'altro impianto proposto dalla Coop. EDERA) il Sindaco e tutta la Giunta non solo hanno emesso un avviso, pubblicato, come risulta anche sullo stesso portale del Comune di Genazzano:(http://issuu.com/smoothejazz/edit/il_comune_di_genazzano_invita_i_cittadini_a_partec/1#currentPageNumber=1ma hanno invitato la cittadinanza a partecipare ad una discussione generale sul progetto e sulle conseguenze impattanti, come viene giustamente rivendicato nelle seguenti affermazioni: “Attualmente l'Amministrazione sta procedendo essa stessa allo studio del progetto e la Provincia di Roma ha avviato le procedure della conferenza di servizi prevista dalla legge, all'interno della quale dovranno essere acquisiti tutti i pareri e le valutazioni di carattere ambientale, urbanistico, sanitario, ecc... E' pertanto ferma e convinta intenzione dell'Amministrazione promuovere un ampio, serio e proficuo processo dipartecipazione con tutta la cittadinanza, qualora dopo questi approfondimenti si valutasse la possibilità di procedere nel progetto, ed alla luce della documentazione necessaria per assumere qualsivoglia decisione, che comunque dovrà essere compatibile con le nostre chiare convinzioni in materia di tutela della salute dei cittadini e di scelte ambientalmente compatibili con il nostro territorio” .

Almeno per il momento, quindi, i cittadini di Genazzano hanno ottenuto la sospensione del progetto fintanto che non siano svolte serie ed approfondite indagini epidemiologiche sullo stato di salute dell'intera popolazione e del territorio (http://issuu.com/smoothejazz/edit/parere_negativo_del_comune_di_genazzano_su_impiant/1#currentPageNumber=1).
(Parco Tofanelli a Colonna: sede delle prime riunioni spontanee dei cittadini di Colonna e dei comuni limitrofi, uniti contro la costruzione della centrale ad olio della EDOVIT srl.)
 
Ma torniamo nuovamente in quel di Colonna, sull'avviso affisso dal Comune. 
Ciliegina sulla torta di questo manifesto è la frase sibillina: Nell'eventualità che l'impianto si realizzil'Amministrazione Comunale sarà sempre presente e vigile affinchè siano rispettate tutte le norme chiedendo i controlli costantemente agli enti predisposti”.
Sbaglia l'Amministrazione Comunale di Colonna a coltivare nella cittadinanza certe mezze false speranze: non esistono ipotesi ed 'eventualità', ma solo certezze, poichè la Determinazione Dirigenziale rilasciata dalla Provincia di Roma che autorizza la centrale ad olio rimane un valido atto, esecutivo in qualsiasi momento
Il cantiere, infatti, potrebbe partire anche domani o chissà quando, tanto, come si legge nella Determina n.1973 del 19.04.2012 : “l'Amministrazione Provinciale, con proprio provvedimento, potrà protrarre i tempi di validità previsti dalla presente autorizzazione su motivata e valida richiesta della Società Edovit srl presentata entro ventiquattro mesi dal rilascio dell'autorizzazione”. 
Non va inoltre dimenticato che la medesima Determina (come puntualmente viene riportato in tutte le Determine autorizzative) riporta testualmente il Decreto legislativo 387/03, secondo cui “la presente autorizzazione ha efficacia di dichiarazione dipubblica utilitàurgenza ed indifferibilità dei lavori”.

E non venisse in mente al Comune di Colonna di affiggere qualche altro manifesto o avviso nel quale venga soltanto promessonebulosamente che la centrale non si farà, come già dichiarato dal Sindaco Augusto Cappellini nell'articolo del 30 aprile 2013 di Claudia Proietti pubblicato sul n.183 de “Il Tuscolo” (http://issuu.com/smoothejazz/docs/articolo_sul_tuscolo_di_claudia_proietti), in un'intervista nella quale egli afferma “stiamo cercando un confronto con gli imprenditori insieme al senatore Bruno Astorre per rivedere il tutto. A quanto pare gli investitori starebbero ripensando all'idea perchè ormai poco redditizia, dopo i tagli statali al Conto Energia”.

Quello che serve di veramente urgente (un atto vincolante e non politico) è una Determina dirigenziale di annullamento a seguito.

Guidonia docet. Lì, infatti, non tanto lontano poi da Colonna, a seguito di ben altre due autorizzazioni rilasciate dalla Provincia per altrettanti centrali ad olio combustibile (vedi articolo su questo blog:http://risvegliatialpuntozero.blogspot.it/2013/03/approvate-altre-due-centrali-elettriche.html) le Associazioni ed i Comitati locali hanno ricevuto da poco le dichiarazioni di rinuncia da parte delle società proponenti (vedi  di seguito il comunicato-stampa): 
(Comunicato stampa del Comitato popolare di Fonte Nuova.S.Angelo e Guidonia)
 
ma anche e soprattutto hanno ottenuto le fondamentali Determinazioni Dirigenziali di annullamento rilasciate dalla Provincia di Roma sulla costruzione dei due impianti previsti, n.1679 del 11/04/2013: 
e la n.1690 del 11/04/2013:

Pertanto occorre 'nero su bianco' per dormire sonni tranquilli, come recita un vecchio proverbio ciociaro: “Carta canta e villan dorme”. 
Di vitale importanza sono ora più che mai le aggregazioni di residenti e non solo, in sinergia con altri organismi per fare 'rete' e non abbassare la guardia: potremmo, infatti, ritrovarci uno stesso progetto della stessa società dislocato altrove, a pochi chilometri di distanza, in qualche lembo di terreno 'di frontiera', magari pure di competenza del Comune di Roma (con la conseguente apertura di scenari di intervento burocraticamente più complicati). 
Iniziano (e sicuramente continueranno) ad apparire variegate le reazioni di risposta cartacea al manifesto comunale, come ad esempio quello recentissimo, inchiodante e schietto, firmato dal Partito della Rifondazione Comunista di Colonna e del Partito dei Comunisti Italiani di Colonna: 
Il manifesto di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani in risposta a quello dell'Amministrazione Comunale di Colonna (foto diRoberto Rosini-clicca sopra per ingrandire)
Nel rispetto dell'opinione di chiunque, ben vengano, quindi, tutte le possibili eco, utili a contrastare fuorvianti impianti cosiddetti 'eco'. 
Basta solo non cadere nel pregiudizio che vorrebbe la gestione e/o la difesa del territorio unico appannaggio di una precisa corrente politica. 
Il diritto alla salute e la tutela ambientale sono valori costituzionali e come tali sono per tutti e di tutti, e per il rispetto di essi è necessario l'apporto civico sincero di tutti, siano essi semplici cittadini, comitati apartitici, associazioni o realtà politiche (ma pur sempre disinteressate), sebbene differenziati ed indipendenti ma comunque massicciamente uniti nella prospettiva di fronteggiare la causa per il bene comune.

Un' ultima parola sulla centrale di Cancelliera (Albano Laziale), sorella dell'impianto di Colonna (leggi articolo suhttp://risvegliatialpuntozero.blogspot.it/2012/11/albano-per-il-comune-la-questione.html). Anche rispetto a questa centrale, subito dopo l'uscita dell'articolo sul numero di novembre 2012 del "Corriere Tuscolano"(http://issuu.com/smoothejazz/docs/articolo_su_centrale_di_cancelliera__corriere_tusc),in occasione di un'assemblea pubblicaqualche consigliere (di opposizione) ha voluto bonariamente 'rassicurare' i presenti (facendosi portavoce della POWER OIL-EDOVIT srl) che l'impianto non si sarebbe fatto per via del troppo allarmismo creatosi a seguito dell'articolo e conseguente cessazione degli interessi economici in loco, affermendo, tra l'altro di essersi adoperato quasi nello scongiurare la sicuraintenzione da parte delle suddette società di sporgere querela verso la sottoscritta per l'eccessivo allarmismo diffusosi sulla centrale di Cancelliera (informare la cittadinanza sarebbe quindi un reato?!?) per un possibile leso interesse economico legato alla realizzazione del progetto.  
Ma a tutt'oggi dal fronte dell'Amministrazione Comunale di Albano giunge solo un ufficiale silenzio, ormai da mesi e a quasi un anno dall'autorizzazione.
Continuiamo ad attendere fatti, non parole perchè "verba volant, scripta manent"...
E "Carta canta...".

                                                                                   (elena.taglieri@gmail.com)

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