mercoledì 16 giugno 2010

piantumazione di nuove essenze arboree in piazza Pio VI

ricevo da Luigi Veca e pubblico

Al Sindaco del Comune di Pontinia
Eligio Tombolillo

All’Assessore all’Ambiente
Valterino Battisti

All’Assessore Lavori Pubblici, Arredo Urbano e Patrimonio
Antonio Pedretti

All’Assessore all’Urbanistica
Massimo Mantova

All’Assessore alla Cultura
Patrizia Sperlonga

A tutti Consiglieri
di maggioranza e minoranza
ai Tecnici Istruttori degli uffici tecnici
Lavori Pubblici ed Urbanistica

E p.c.

Alla Soprintendenza per i Beni Storici
ed Architettonici del Lazio
di Latina e Frosinone




Oggetto: piantumazione di nuove essenze arboree in Piazza Pio VI in sostituzione delle preesistenti tipiche.

In relazione alle Vostre disposizioni pubbliche e “referendarie” per una scelta partecipata, il sottoscritto desidera contribuire al buon esito dell’iniziativa volta a ridare un idonea immagine ad un luogo importante della città, fornendo alcune informazioni necessarie alla soluzione del problema apparentemente semplice.
Considerato il contesto storico ed architettonico inscindibile dall’intrinseco e conclamato valore culturale aggiunto dal significato simbolico delle 16 palme da datteri poste a dimora nel 1952, ritiene opportuno che vengano valutati alcuni aspetti ed argomenti propedeutici alla corretta riqualificazione arborea della piazza Pio Vi, per i seguenti motivi:

1. La percezione visiva di un luogo è un fatto esclusivamente personale e contingente, dunque non può come tale costituire un fondamento disciplinare, vanno compiute una serie di operazioni di estraniazione, cioè oggettivizzare, analizzare, indagare e comprendere realmente per avere una visione completa e trasmissibile ad altri di quel luogo identificabile e descrivibile, in questo caso un paesaggio urbano da conservare e riqualificare per recuperare l’identità originaria, ovvero la sedimentazione delle loro trasformazioni culturali e storiche originati dalla bonifica integrale del XX secolo in agro pontino, ciò è possibile unicamente attraverso il controllo, la gestione, il mantenimento dei livelli qualitativi dei territori, procedimento realizzabile solo in una concezione integrata ed unitaria della pianificazione paesistica e di quella urbanistica che impone il conseguimento di un corretto equilibrio delle operazioni di tutela, conservazione e valorizzazione, come imposto da diverse legislazioni, il D.Lgs 42/2004 e s.m.a., le NTA del PRG riguardo i valori estetici dettati nel Piano Particolareggiato zona A centro storico ove indicate le tipologie arboree da piantumare, ed in rispetto delle prescrizioni del PTPR art. 29 tabella C 3.

2. L’importanza delle essenze arboree preesistenti (palme Phoenix canarie) deriva dalla storia ed iconografia del mondo laico e cristiano, le foglie rappresentano un simbolo di pace e rinascita, (resurrezione di Cristo ricordata nella Pasqua e settimanalmente nella domenica), motivo preponderante che indusse 60 anni fa circa di porle a dimora difronte la chiesa principale della città, piazza intitolata a Papa Pio VI artefice nel 1770 circa dei primi tentativi di bonificare le paludi pontine, opere idrauliche volte a riportare quei territori alluvionati e mortiferi in fecondi e fruttiferi, risultato ottenuto circa 160 anni dopo con la bonifica integrale, testimoniando tale conquista con la piantumazione delle palme varietà Phoenix nei luoghi o siti più significativi come piccoli agglomerati urbani, appoderamenti, impianti idrovori, giardini e piazze delle città di Latina, Sabaudia e Pontinia; dunque pur essendo una specie arborea alloctona è molto più attinente per cultura e clima ai nostri luoghi di altre specie, infatti altrettanta importanza simbolica viene conferita già in tempi lontani da Greci e Latini in archetipico come rappresentazione di fertilità ed ornamento per celebrazioni trionfali di rinascita ed immortalità; oltretutto la Phoenix essendo un albero slanciato, vigoroso con possenti rami di foglie disposti a raggio è tra tutti l’albero più indicato per un contesto architettonico razionalista, stilisticamente rappresenta le colonne, elementi geometrici verticali che permettono in un ambito urbano profondità di visuale a 360° dello spazio circostante, quindi la Phoenix canarie diventa elemento essenziale del paesaggio storicizzato di Pontinia perché la più indicata ed attinente per la piazza “agorà” in quanto spazio aperto e luogo d’aggregazione pubblico, in coerenza verso gli elementi culturali ed identitari caratterizzanti il centro storico, dunque le palme Phoenix grazie all’alto fusto consentono una corretta visuale delle vie principali, assi stradali tracciati dal PRG originale del 1934 ove ubicati edifici di fondazione, l’istituto Pio XII verso Piazza Roma e la torre idrica, l’interezza del prospetto della chiesa Sant’Anna lo scorcio del polo religioso su Via Sisto V, plesso scolastico Don Milani, sull’asse di collegamento tra Piazza Indipendenza e Piazza Pio VI e sull’asse viario ortogonale d’ingresso alla città da Via Giulio Cesare.

3. Perché alcuni alberi non sono adatti o potrebbero non esserlo; l’essenza arborea da Voi proposta nel “referendum” l’olivo “Olea europea” non è idonea come pianta ornamentale in ambiti urbani, non è elencata tra le essenze piantumabili in zona A del piano particolareggiato; albero caduco bisognoso di costante manutenzione per copiosa perdita di foglie in tutte le stagioni, non ombreggia, il frutto maturo caduto macchia la pavimentazione in travertino, albero bisognoso di trattamenti ciclici e chimici, oltretutto costituisce la specie vegetale maggiormente responsabile di allergie nell'area mediterranea, l'interesse clinico è dovuto alla notevole produzione di polline (con picchi anche di 300/500 e più pollini/ m3 d'aria) ed alla sua particolare aggressività, polline che si sommerebbe a quello allergenico degli alberi d’Acacia di Via G. Cesare. Altri alberi per morfologia a chioma folta o per apparati radicali sviluppati tipo conifere pini o similari potrebbero ostruire le visuali (come descritto al punto precedente) oppure risultare invasivi causando distacchi della pavimentazione circostante, o per eventuali colature di resine su panchine ed altro arredo urbano; diverso problema invece si pone per gli alberi d’agrumi, essenze sofisticate e bisognose di cure particolari costanti e costose perché soggette a parassiti tipo cocciniglia. NOTA: un eventuale eccezione previo approfondito studio disciplinare si potrebbe effettuare per la piantumazione dell’albero da frutto Malus Pumila come il melo rappresentato nello stemma comunale di Pontinia, tale ipotesi però presuppone dei costi economici aggiuntivi per la cura manutentiva specifica per una tipologia arborea colturale, scelta che porterebbe un cambiamento sostanziale del paesaggio urbano, quindi soggetta ad una attenta e scrupolosa analisi finalizzata alla riprogettazione di un luogo storico dal valore intrinseco.

4. PROPOSTA e SOLUZIONE differenziata nel tempo, vista la presunta impossibilità ad oggi di sconfiggere il parassita “punteruolo rosso” Rhynchophorus ferrugineus responsabile dell’infezione mortale delle specie arboree Phoenix, ed in previsione della definitiva cura contro il parassita affinché si possano ricollocare le 16 palme della varietà Phoenix, suggerisco a codesta Amministrazione Comunale di bandire un pubblico concorso di progettazione “riqualificazione arborea della Piazza Pio VI” per garantire l’opportunità di operare una scelta attraverso il confronto tra più proposte, consentendo così la corretta soluzione mediante la selezione del progetto più valido, impostando linee guida ed obiettivi compatibili con lo stato dei luoghi ed armonicamente integrati con gli elementi architettonici e naturali preesistenti ed esistenti, in relazione al territorio pontino ed alla città di fondazione, ad esempio indicando piante ornamentali arbustive a basso fusto utilizzate per arredare le piazze i quartieri delle città razionaliste:
• Buxus sempervirens, presente nei giardini italiani (vedi giardino comunale) pianta ornamentale dal fogliame persistente, con particolari potature può assumere le forme più svariate • Laurus nobilis, in cespugli o siepi (come in Piazza del Popolo a Latina) può assumere le forme geometriche più svariate • Pittosporum tobira, stessa specie arborea esistente ai lati della chiesa • Ligustrum vulgare, arbusto sempreverde, in piccoli alberi o piccole siepi, • Pyracatha, arbusto sempreverde in piccoli cespugli o siepi.
Applicando tale suggerimento si otterrebbero vantaggi economici e risultati estetici migliori perché soluzione progettata e dimensionata opportunamente in attesa della messa a dimora delle essenze arboree preesistenti, nel pieno rispetto dei vincoli imposti dalle normative in materia di tutela, conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e storici.


Distinti Saluti
Pontinia 10/06/2010

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