mercoledì 18 marzo 2009

Arriva la conferenza unificata sulle biomasse

Arriva la conferenza unificata sulle biomasse
Come previsto dal tavolo tecnico comunale, è arrivata la convocazione per la conferenza unificata che dovrà esaminare il progetto della centrale a biomasse (vedere http://pontiniaecologia.blogspot.com/2009/03/blog-post.html).
E’ la conseguenza, come più volte scritto, ancora a smentire interpretazioni fantasiose non attinenti alla normativa, alla procedura e a quanto emerso durante lo svolgimento della conferenza AIA-IPPC promossa dall’Amministrazione provinciale di Latina.
Difatti molte delle osservazioni fin dalla conferenza del 30 agosto 2007 (un anno e mezzo fa) relative a dati non attuali, quindi non attendibili, oppure a siti lontani anche 30 km da quello di progetto, mancanza di definizione di fasi di lavoro, interventi in favore della sicurezza ancora non hanno trovato alcuna risposta nella documentazione trasmessa al comune di Pontinia.
Senza contare che nessuna delle VIA, contiene gli elementi di influenza ed effetti da una centrale (a turbogas) all’altra (a biomasse) e viceversa, né è stato effettuato alcuno studio sugli scenari in caso di incidente rilevante, tra le 2 centrali, tra le centrali e l’impianto di compostaggio, tra le centrali e le aziende già presenti nell’area del consorzio industriale soggette alla Direttiva Seveso.
Chi pensava che senza il rispetto dei presupposti normativi, di legge, di programmazione territoriale si potesse comunque andare avanti non credeva, forse, che la legge è un obbligo e non un consiglio.
Rimangono sul piatto e tutte da chiarire una serie di domande alle quali non si è trovata una risposta valida in merito alla convenienza dell’impianto e della compatibilità dello stesso con l’economia locale.
Gli impianti di incenerimento, qual è quello a biomasse, producono benzene, furani, nanoparticelle, diossina con grave danno a tutti gli organismi viventi compromettendo l’ambiente.
Né c’è stata alcuna risposta precauzionale alla situazione grave accertata tecnicamente (anche se qualcuno nonostante l’evidenza afferma il contrario) in merito alle statistiche delle malattie e dei tumori nell’apparato respiratorio che sicuramente sarebbe aggravato dall’impianto.
Anche le notizie che arrivano da altre centrali, quali Bando d’Argenta non inducono all’ottimismo posto che dopo 7 anni dall’avvio dell’impianto sono stati sottoscritti contratti per la fornitura solo di 1/10 della biomassa necessaria.
Anche il processo relativo alla stessa centrale dimostra problemi purtroppo ricorrenti per impianti, centrali, inceneritori come la cronaca di questi giorni è purtroppo densa.
Il tutto tralasciando di dire (si sa l’informazione non sempre è completa) del piano energetico provinciale che stima una potenzialità di bruciare biomasse (ammessa la disponibilità della stessa, l’accordo con i proprietari, la facilità del raccolto, la convenienza economica) fino a 5 MW, cioè meno di ¼ della potenzialità prevista.
Ma proprio l’informazione incompleta dimentica di citare la centrale di Cisterna di Latina che già brucia biomasse per una capacità di 10 MW, cioè già oggi il doppio della potenzialità dell’intera provincia di Latina.
Senza contare tutte le altri centrali a biomasse i cui progetti ricorrono nella località più disparate, da Latina, ad Anzio, Nettuno, Aprilia, alla Valle del Sacco.
Tornando a quella di Pontinia, come detto, la notizia della richiesta di informazioni, conoscendo la normativa, era attesa e su questa si sta lavorando per rispondere puntualmente come è stato fatto ogni volta.
Certi che la legge, a meno che non venga cambiata in corsa, stando la situazione della documentazione ad oggi inoltrata al comune di Pontinia, non consente il rilascio dell’autorizzazione.
Pontinia 18 marzo 2009 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

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