venerdì 20 gennaio 2017

a proposito della conferenza dei servizi impianto a biogas Indeco discarica di Borgo Montello

Premesso che non ho alcun incarico da enti pubblici o da istituzioni, che, anche quando richiesto, non sempre riesco ad avere la documentazione richiesta a termini e modalità di legge, che il comune di Latina (ufficio ambiente compreso) non risponde o non mi fa accedere a tutti i documenti richiesti, dovuti per legge, che altre volte per ottenerli ho dovuto disturbare il difensore civico. Premesso che lo stesso problema di acquisizione dei documenti è causato da provincia e regione, che spesso ci è stato negato la partecipazione e i verbali a conferenza unificate avente per oggetto anche situazioni di cui sono CTP o tecnico incaricato o consulente di persone direttamente interessate, non ho ben compreso per quale motivo o virtù o obbligo avrei dovuto informare il comune di Latina di notizie di cui non ero a conoscenza (convocazione conferenza unificata impianto a biogas Indeco).

la provincia di Latina, tanto per cambiare, approva il progetto definitivo dell'impianto a biogas nell'invaso S8 (sequestrato dalla procura) della società Indeco nella discarica di Borgo Montello

videotg Lazio tv 20 gennaio 2017

discarica Borgo Montello Indeco, sì alla centrale biogasLatina

Autorizzazione definitiva della Provincia dopo un iter lungo, complesso e ricco di polemiche. Le prescrizioni dell’Arpa A ulteriore dimostrazione che le Province contano eccome, l’Ufficio Ambiente dell’amministrazione provinciale ha approvato ieri mattina in via definitiva il progetto di Indeco srl per la realizzazione di un impianto a Biogas a Borgo Montello, dove la stessa società gestisce un invaso ora chiuso su disposizione del Tribunale di Latina e conforme richiesta della Procura in quanto sono stati superati i limiti massimi autorizzati. 
Autorizzate altresì le opere e le infrastrutture connesse. La centrale, cosiddetta, «per fonti rinnovabili» avrà una potenza nominale di 2.600 chilowatt, mediante «l’installazione di tre motori a combustione interna finalizzati alla generazione di energia elettrica, alimentati dal biogas della discarica».
La gestione dell’impianto avrà la durata di quindici anni. Finisce così un iter lungo, complesso e ricco di polemiche soprattutto per l’inerzia mostrata fin qui dal Comune di Latina che ora si avvia ad avere l’ennesima servitù ambientale, per quanto regolarmente autorizzata da tutti gli enti competenti e comprensiva delle prescrizioni a tutela dell’ambiente. Indeco aveva presentato domanda di autorizzazione alla Provincia lo scorso 30 agosto; a giugno la Regione Lazio aveva avallato le modifiche sostanziali apportate in seguito alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale «per ottimizzazione e potenziamento delle attività di recupero biogas del bacino S8» gestito dalla medesima società. La prescrizione più importante per la costruzione della centrale a Biogas di Indeco è arrivata da Arpa Lazio a latere della conferenza di servizi e ha imposto di stabilire «le nuove condizioni relative al piano di monitoraggio e controllo, cosicché l’Agenzia possa svolgere efficacemente le attività ispettive di propria competenza, presso l’impianto».
L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (20 gennaio 2016) http://www.latinaoggi.eu/news/news/35472/indeco-si-alla-centrale-biogas.html

Rifiuti: nuovo bando Comieco-Anci, 1 mln a Comuni per raccolta carta e cartone

Nelle precedenti tre edizioni oltre 270 Comuni supportati per oltre 3 milioni di abitanti  - Un milione di euro per incrementare la raccolta di carta e cartone.
Questo l'ammontare del finanziamento a fondo perduto e con obiettivi di raccolta vincolanti stanziato da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, in accordo con Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), e rivolto a tutti i Comuni che presentano risultati non soddisfacenti nella raccolta differenziata di carta e cartone ma con potenzialità di crescita. Il bando Comieco-Anci, giunto alla sua 4° edizione, è destinato all'acquisto di attrezzature necessarie allo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone. Nelle precedenti tre edizioni i Comuni beneficiari sono stati più di 270 con un bacino di utenza superiore a 3 milioni di abitanti; l'80% degli interventi ha riguardato realtà del Sud Italia. La soglia di accesso al bando di quest'anno è di 35 kg/abitante.
Nel 2013 l'asticella era stata posta a 22 kg/ab e progressivamente alzata nelle due successive edizioni; questo è l'effetto di un generale miglioramento dei livelli di raccolta, in particolare al Sud dove in quattro anni la raccolta è cresciuta del 30%. Tra i casi virtuosi il Comune di Amantea (Cosenza), che ha visto crescere la propria raccolta differenziata di carta e cartone di oltre l'80%, il Comune di Sarno (Salerno), che ha utilizzato le risorse a disposizione per passare alla raccolta mono-materiale di carta e cartone, e l'Aro Santa Margherita Belice e Montevago (Agrigento), che ha raggiunto un livello di raccolta pro capite di quasi 40 kg/ab. "I risultati relativi alla raccolta differenziata di carta e cartone in Italia sono positivi: si registra un progressivo miglioramento, in particolare al Sud, con una raccolta annua di oltre 3 milioni di tonnellate di carta e cartone e un dato pro capite nazionale di 51,5 kg/ab", dichiara Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco.
"Stimiamo - continua - che ogni anno sul territorio italiano oltre 900mila tonnellate di carta e cartone possano essere ancora intercettate. Finanziamenti come quelli del Bando Anci-Comieco sono contributi straordinari che puntano a sfruttare questo potenziale ottenendo migliori risultati di raccolta sia in quantità che in qualità: queste risorse si aggiungono ai corrispettivi già erogati da Comieco ai Comuni convenzionati che, nel solo 2015, hanno superato i 98 milioni di euro". Il bando - unitamente alla documentazione di riferimento - è disponibile all'indirizzo http://www.comiecoancibando.it/bando/. Le domande di partecipazione dei Comuni interessati dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2017.
(AdnKronos)
 http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/3448-rifiuti-nuovo-bando-comieco-anci,-1-mln-a-comuni-per-raccolta-carta-e-cartone.html
(AdnKronos

Ilva, Laghi:800 mln ordinativi,coperto quasi tutto piano ambientale

Ilva,Laghi:800 mln ordinativi,coperto quasi tutto piano ambientale Entro giugno prevediamo concludere interventi su aree sequestrate
Con ordinativi per circa "800 milioni di euro copriamo quasi interamente il piano ambientale". Così il commissario straordinario dell'Ilva Enrico Laghi in audizione davanti alla commissione Bilancio della Camera. "Abbiamo proseguito le attività esecutive di realizzazione del piano - ha detto Laghi - allo stato attuale rispetto agli interventi previsti gli importi pagati per gli interventi ammontano al netto dell'Iva a circa 320 milioni di euro, quindi circa 360-370 milioni di euro lordo Iva, abbiamo anche ordinativi in essere per ulteriori circa 800 milioni di euro, quindi copriamo quasi interamente il piano ambientale". Da questo punto di vista, ha proseguito, "sono in in corso di attuazione e prevediamo di concludere entro il mese di giugno alucni interventi su aree sequestrate ovvero la parte relativa delle aree alla bonifica delle traversine e pneumatici che portano con sé anche il dissequestro di aree dell'impianto a beneficio del trasferimento degli asset agli investitori". Effettuate anche misure specifiche di bonifica con l'investimento di "15 milioni di euro nell'ultima fase del 2016 per la realizzazione tra l'altro della nuova discarica dei rifiuti pericolosi".
(askanews) http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/3449-ilva,-laghi-800-mln-ordinativi,coperto-quasi-tutto-piano-ambientale.html

Bagnoli Bratti: visita ecomafie, situazione è peggiorata

"Strutture degradata, tribunale frena ma accelerare tempi"
"A Bagnoli la situazione e' ulteriormente peggiorata soprattutto per quanto riguarda il degrado delle strutture. D'altra parte, dopo il fallimento di Bagnoli non si e' potuto intervenire. Questo comportera' costi maggiori per ristabilirle, se si scegliera' di seguire quella strada". Lo sostiene Alessandro Bratti, presidente della commissione parlamentare Ecomafie, parlando dopo un'audizione nella prefettura di Napoli sui SIN del capoluogo partenopeo. Sentori e deputati della bicamerale d'inchiesta, prima di incontrare i referenti di Regione Campania e Comune di Napoli e il commissario, Salvatore Nastasi, hanno visitato Bagnoli per un sopralluogo. Il parlamentare del Pd parla di un "inghippo che ha in mano il tribunale" che rischia di "provocare un ulteriore slittamento nella tempistica". La Commissione ecomafie ha chiesto, invece, una "accelerazione nei tempi" e di "capire chi sono responsabili del degrado che c'e' stato e come mai sono state spese male - afferma Bratti - le risorse pubbliche".

(DIRE) http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/3452-bratti-visita-ecomafie,-situazione-%C3%A8-peggiorata.html

Bagnoli: De Magistris a Commissione ecomafie, no commissariamento e bonifica vera

"Abbiamo illustrato nel dettaglio la nostra posizione e quanto abbiamo fatto su BAGNOLI e Napoli Est, ribadendo la nostra contrarietà al commissariamento e la volontà di una bonifica vera e non solo una messa in sicurezza".
Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, al termine dell'audizione della Commissione parlamentare Ecomafie in Prefettura a Napoli. De Magistris ha portato la posizione del Comune di Napoli, e cioè che "l'aspetto ambientale, urbanistico e di rigenerazione urbana di BAGNOLI sia deciso in un tavolo istituzionale tra Governo nazionale, governo regionale, governo locale e tutte le articolazioni della città di Napoli". Inoltre "abbiamo chiesto garanzie sulla rimozione della 'colmata' con la bonifica integrale e non una messa in sicurezza. Poi, trattandosi di un sito di interesse nazionale - ha aggiunto de Magistris - decidere dove allocare la colmata e ciò che si rileva a BAGNOLI è competenza del Governo nazionale". Tra fine gennaio e inizio febbraio si tornerà a parlare di BAGNOLI nella Prefettura di Napoli, stavolta, ha ricordato de Magistris, in "un tavolo istituzionale con una delegazione del Governo, guidata dal ministro De Vincenti, una delegazione della Regione guidata dal governatore e il Comune con la sua delegazione. L'incontro potrebbe essere il 30 gennaio alle 10.30 - ha concluso de Magistris - salvo non ci sia un rinvio perché quel giorno ci dovrebbe essere una discussione parlamentare sul Mezzogiorno. Se confermato slitterà di qualche giorno". 
(Adnkronos) http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/3453-bagnoli-de-magistris-a-commissione-ecomafie,-no-commissariamento-e-bonifica-vera.html

Se ci fosse un’emergenza in provincia di Latina, quale la risposta dei soccorsi?

Qualcuno dice che in questi momenti di tristezza, di lutto e tragedie non bisogna fare polemiche ed essere tutti uniti. Giusto. Sappiamo però che ci governa e amministra, in queste occasioni, risponde con dichiarazioni, passerelle e impegni che poi, una volta che le telecamere si spegnevano sull’argomento, non sono mai stati rispettati, nemmeno in piccola percentuale. Esemplare la risposta ignorante, insensibile ed offensiva del ministro Finocchiaro, in questo senso. Quindi, purtroppo, se non si approfitta di questi momenti per chiedere la prevenzione e l’organizzazione nel caso in cui ci fosse una vera emergenza in provincia di Latina non possiamo certo sperare che, in altri momenti, si possano programmare interventi di tutela e assistenza civile. Esempi se ne possono fare quanti ne vogliamo in seguito ad incidenti stradali, di giorno, in condizioni climatiche favorevoli, in pianura, basta vedere che non si riesce mai ad informare gli automobilisti per cambiare percorso ne via radio o sms, ne sul posto. D’altronde il numero ridotto e la mancanza di mezzi e disponibilità delle forze dell’ordine e della protezione civile non consentono a chi interviene di fare meglio, visto che già svolgono un servizio ingrato e spesso miracoloso. Stesso discorso quando si fermano i treni e si devono organizzare servizi sostitutivi. Nonostante le promesse e l’impegno del Presidente Zingaretti non ci sono mai servizi di autobus sufficienti sostitutivi e qualche volta addirittura si chiudono le stazioni ferroviarie e i relativi servizi anche igienici. Diversi comuni della provincia hanno impianto soggetti a rischio di incidente rilevante, direttiva Seveso che obbliga i comuni alla redazione delle relative varianti urbanistiche. Quanti comuni hanno adempiuto? Solo Pontinia. Allo stesso modo va redatto il relativo piano di emergenza della protezione civile con idonea informazione, piani di evacuazione e di emergenza. Quanti comuni sono in regola, oltre che eventualmente sulla carta, anche dal punto di vista operativo? Quante volte si segnalano pericoli stradali, incidenti, interruzioni e chi di competenza arriva dopo ore? Finora forse, in provincia di Latina, disagi e perdite a parte, è andata quasi bene. Ma un amministratore serio non di dovrebbe affidare alla speranza e alla buona sorte, ma alla programmazione e alla prevenzione

Ilaria Alpi, “ci fu depistaggio” I giudici di Perugia e la verità sulla giornalista assassinata

(di Andrea Palladino Il fatto quotidiano 20 gennaio 2017)

Caso biogas: quello che Lessio non dice e lo spettro Pd sulle dimissioni

Un capitolo a tinte fosche che rischia di avere effetti debilitanti per la giunta Coletta. Il “caso biogas” a Borgo Montello potrebbe risolversi in un’indagine interna all’ente con all’orizzonte lo spettro delle dimissioni – o quantomeno la richiesta di dimissioni – dell’assessore Roberto Lessio. È quanto emerso dalla seduta di Question Time andata in scena questa mattina in aula consiliare semi-deserta e in cui si è assistito ad una prima resa dei conti tra il delegato all’Ambiente ed Enrico Forte, primo firmatario e relatore di un’interrogazione che va riaccendere i riflettori (e le polemiche) su una spigolosa vicenda, incastonata tra lassismo normativo e cappi giuridici.
Il caso. Il recente passato insegna che a Latina, quando si sente parlare di ambiente e rifiuti,  sarebbe bene drizzare le orecchie. Borgo Montello e la sua discarica da qualche decennio è relegato a terra di conquista di noti “imprenditori della monnezza”, trincerati dietro una rete di holding. Tra questi anche il gruppo Grossi, facente capo all’oramai defunto colonnello dei rifiuti Giuseppe Grossi che, tramite la Green Holding, controlla la Ind.Eco, una delle due società che ha gestito il servizio di smaltimento dell’indifferenziato nei siti di Via Monfalcone negli ultimi vent’anni. La stessa società che lo scorso novembre ha ottenuto  dalla Provincia l’autorizzazione a realizzare due motori per il recupero energetico del biogas estratto dagli invasi S7 ed S8, entrambi saturi e sui quali sarebbe dovuta già essere avviata la fase post-mortem. Un’operazione che implementa la capacità di trattamento della rete impiantistica, di base già esistente con la presenza di altri motori a livello degli invasi S4, S5, S6. Ma il punto focale della vicenda non è l’autorizzazione in sé – a quanto sembra necessaria – ma il forfait del Comune, in particolare dell’assessore Lessio, alla seduta della conferenza decisoria indetta dal settore Ambiente ed Ecologia della Provincia sulla base dell’istanza di Ind.Eco, presentata come variazione non sostanziale all’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciata dalla Regione nel settembre 2014. Provvedimento, quest’ultimo, impugnato dallo stesso Comune di Latina di fronte al Tar che però rispose picche. Ma se due anni fa l’ente di Piazza del Popolo ha alzato – vanamente – le barricate, durante la conferenza decisoria, condotta con procedura semplificata, si è data alla macchia, così come gli altri enti interessati: Arpa Lazio, ma anche il Servizio Igiene della Asl, lo stesso che nel 2014 auspicava la cessazione delle attività a Borgo Montello per gravi condizioni di insalubrità. Il silenzio in tale procedura si traduce in assenso, e il parere prodotto dalla conferenza è stato scontato.
L’interrogazione targata Pd. L’assessore all’Ambiente nei giorni successivi al fatto ha dichiarato, in una “particolare” intervista a Il Giornale di Latina, di non sapere nulla in quanto non informato dagli uffici della seduta. Risposta che non è andata giù al comitato dei residenti, tantomeno alle opposizioni. L’ente, stando a tali maestranze, avrebbe dovuto in ogni caso esprimere un parere sulla questione, soprattutto per definire una posizione chiara, in base alle proprie competenze, su quella che deve essere la gestione del post-esercizio della discarica. Già, perché il voto unanime su chiusura e bonifica del sito è arrivato durante il Consiglio straordinario dello scorso 11 novembre, ma non è stata fatta chiarezza su quale debba essere il percorso indirizzato al rilascio di una sorta di green field. E quella della captazione del biogas prodotto dalla degradazione dei materiali di scarto abbancati negli invasi va verso tale orizzonte. È stato, dunque, il Pd ad affondare il colpo mettendo per iscritto una interrogazione, esposta quest’oggi. Il quesito in ballo acquisisce le sembianze di un aut-aut: o Lessio era al corrente del procedimento e non si è volutamente presentato in sede di conferenza, avvalendosi dello strumento del silenzio-assenso, oppure non vi  stata una comunicazione da parte degli uffici del Servizio Ambiente e Territorio, ipotesi che – secondo l’esposizione di Enrico Forte – si configurerebbe come una violazione amministrativa.
Enrico Forte, consigliere regionale e capogruppo Pd in Consiglio Comunale
“Non poteva andare diversamente”. Roberto Lessio si trova senza dubbio in una posizione delicata, anche sul piano del giudizio dell’opinione pubblica, surriscaldatasi appunto dopo l’intervista pubblicata dall’ormai defunto Giornale di Latina. Così, dopo una secca stoccata alla testata sotto forma di replica – “Aspetti tecnici non riportati o trascurati nel resoconto fornito all’opinione pubblica”, ha tuonato – l’assessore fornisce agli astanti una carrellata normativa che giustificherebbe, a suo dire, il silenzio in sede decisoria. “Il recupero del biogas è un obbligo ecologico”, l’ammissione di chi, per anni,  è stato uno dei più ferventi e puntuti giornalisti in campo ambientale che la provincia di Latina ricordi, acceso oppositore delle controversie che in questi quarant’anni hanno interessato la discarica di Borgo Montello. E in effetti Lessio ha ragione. Le prescrizioni adottate nel Protocollo di Kyoto, così come le Direttiva Europee 1999/31 e 2001/77 –  recepite dallo Stato italiano dal decreto Matteoli del 2003 e dal Testo Unico in Materia Ambientale del 2006 –  regolamentano l’obbligo di captare il gas di biodegradazione che si accumula negli invasi di discarica impermeabilizzati giunti a fine vita. Operazione che eviterebbe una sorta di implosione del sito ma anche la fuorisciuta di sotanze come il metanto, potente clima-alterante, e che permette in seconda istanza una capitalizzazione energetica. Una scorta giuridica, quella offerta, che, componendo il tris con l’Aia del 2014 e il successivo placet sulla variazione non sostanziale dello scorso giugno giunti dall’Area Ciclo Integrato dei Rifiuti della Regione Lazio non poteva, stando alle dichiarazioni del delegato all’Ambiente, lasciare spazio ad alcuna contromossa da parte del Comune. “Non poteva andare diversamente”, è la sentenza rispolverata: i nuovi motori da 2,6 Mwe sarebbero stati comunque autorizzati anche in caso di parere negativo del Comune, il quale vedrebbe di conseguenza sgretolarsi di fronte al giudizio del Tar un eventuale ricorso, presentabile entro i 60 giorni dalla pubblicazione della determina provinciale.
Roberto Lessio, assessore all Ambiente
La mangiatoia delle rinnovabili. C’è però un elemento di fondo, tutt’altro che trascurabile ai fini della valutazione politica dell’operato dell’amministrazione: lo stesso assessore che sancisce l’impotenza dell’ente comunale davanti a procedimenti già incanalati su un preciso binario, dice che lui, su questo tipo di operazioni, avrebbe in realtà qualcosa da obiettare. Punta il dito, infatti, contro la legge n.10 del 1991, ovvero il Piano energetico nazionale in materia di uso nazionale dell’energia. Testo che equipara, sul piano procedimentale e fiscale, le energie rinnovabili vere e proprie – eolica, geotermica, idroelettrica, solare et similia – alle cosiddette rinnovabili assimilate,  le quali – parole di Lessio – “di rinnovabile non hanno nulla”. Tradotto: il recupero energetico del rifiuto – quindi la produzione di energia elettrica derivata dalla combustione sia delle biomasse prodotte dal trattamento del rifiuto indifferenziato (ndr. incenerimento) che del biogas captato dal materiale organico conferito in discarico – gode degli stessi incentivi – denominati Cip6 – previsti ad esempio per la realizzazione di pannelli solari. Con la sostanziale differenza che risiede nella forbice tra le due categorie in termini di ritorni economici, traslata infatti in economie di scala di entità differente. “Tali fonti assimilate hanno incamerato circa l’80% degli incentivi che in questi anni servivano per far decollare le fonti rinnovabili vere”, afferma l’ex esponente di Legambiente.
Quello che Lessio non dice.  Il quadro è dunque questo: i motori per la combustione del biogas erano necessari, il procedimento corretto, ed il Comune ha le mani legate. Tutto giusto, ma troppo semplificativo. Perché alla fine dei giochi la questione è un’altra: l’ente sembra essersi auto-esautorato della funzione di indirizzo. Perché è vero che la competenza per questo tipo di impianti è in capo alla Provincia e che l’Aia rilasciata dalla Regione era con tutta probabilità invalicabile, ma è parimenti vero che il Testo Unico in Materia Ambientale, citato dallo stesso Lessio nel resoconto normativo offerto in Aula, afferma anche che l’ente può concorrere a disciplinare la gestione dei rifiuti con appositi regolamenti, in virtù delle competenza circa la preservazione della pubblica salute ma anche del rispetto della normativa urbanistica. La norma di riferimento nel secondo caso è il decreto legislativo 112/1998. Proprio lo stato dei luoghi in chiave urbanistica è abbastanza controverso a Borgo Montello, con dei vincoli per preservare le aree a destinazione agricola inseriti e poi parzialmente revocati tra il 2012 e il 2013. In parole povere, la chimera era un regolamento che mettesse dei paletti normativi su come gestire l’universo rifiuti sul territorio comunale, ma soprattutto su Borgo Montello su cui pendono un poker di progetti tra ampliamenti dei siti di discarica ed impianti di trattamento, senza che il Comune abbia dato degli indirizzi perentori, con relazioni giustificative poggiate su un solido castello normativo, che non vadano a farsi benedire di fronte al primo ricorso al Tar. Indirizzi che non sono arrivati nemmeno sulla vicenda biogas, sul cui progetto sono state presentate delle obiezioni dal comitato dei residenti di Borgo Montello. Questo in un tavolo tecnico convocato a Piazza del Popolo qualche mese fa. Ma Giorgio Libralato, consulente tecnico del comitato, lo ha ripetuto in più frangenti, anche in una recente intervista rilasciata a Latina24.ore.it. Anche perché nel progetto non vi è un legame definito, in termini di cronoprogramma, con la fase post mortem della discarica, sbandierata ai quattro venti da chiunque provasse a partorire proclami su Borgo Montello.
Planimetria dell’impianto biogas Ind.Eco
Si va verso l’indagine amministrativa: dietro l’angolo la richiesta di dimissioni. L’interrogativo di fondo rimane: perché Lessio ha rinunciato a far valere le proprie posizioni in conferenza dei servizi? Negligenza amministrativa o convergenza di intenti con Provincia e Regione? Le domande – il cui effetto viene amplificato dall’imminente decisione dell’ente regionale di creare un Ambito Unico per la gestione dei rifiuti – restano in piedi, tant’è che Enrico Forte annuncia dei provvedimenti da parte della minoranza: “Il Comune ha il dovere di presentare osservazioni e produrre atti – avverte il capogruppo Pd, autore, va ricordato, di un dietrofront sul tema Tmb: prima a favore, poi contrario senza una raccolta differenziata spinta. Il consigliere regionale dem lancia così il dardo sulla giunta Coletta: “Di fronte alla nuova ‘Lessio magistralis’ – il latinismo coniato da Forte – formalizzeremo una richiesta di un’indagine amministrativa interna. Dopodiché, se apprenderemo che Lessio è stato in realtà informato della conferenza dei servizi, e non si quindi recato a rappresentare il territorio di questa città, noi presenteremo una mozione per la dimissioni dell’assessore”. Lessio, dal canto suo, si dice convinto della legittimità del proprio operato: “In che cosa consiste questo Lessiogate? In omissione in atti? In interessi personali che starei coltivando ai danni della collettività? Nelle mancate punizioni di funzionari che nulla avrebbero potuto aggiungere alla stessa istruttoria?” L’assessore, dunque, respinge tutte le accuse ma al contempo glissa sulle responsabilità dell’amministrazione e prova a fare da schermo ai suoi uffici. Il caso biogas, quello che Il Giornale di Latina definì Lessiogate – termine respinto con forza d’assessore – si appresta, al netto dei fatti, ad entrare nel vivo. http://www.latina24ore.it/latina/132276/caso-biogas-quello-che-lessio-non-dice-e-lo-spettro-pd-sulle-dimissioni/

Indeco sì alla centrale a biogas nella discarica di Borgo Montello - L'assessore all'ambiente Roberto Lessio: il comune non può farci nulla


discarica di Borgo Montello, società Indeco, invaso S8 sequestrato dalla procura di latina, impianto a biogas, l'assessore all'ambiente Roberto Lessio: non siamo stati informati


Il Messaggero di Latina 20 gennaio 2017

Latina, biogas a Montello: Indeco scalda i motori della centrale. S8 verso il dissequestro

Ma quale “adeguamento strutturale”! L’autorizzazione unica rilasciata alla società Indeco per una centrale a biogas nel sito di Borgo Montello, qualora l’assessore Roberto Lessio non l’avesse ancora capitato, riguarda la costruzione e l’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica, e delle opere e infrastrutture connesse a fonti rinnovabili, sito nel comune di Latina – località Borgo Montello, via Monfalcone 2/A – di potenza nominale di 2.600 KW mediante installazione di tre motori a combustione interna finalizzati alla generazione di energia elettrica, alimentati da biogas della discarica Indeco.
Tre motori Jenbacher
L’autorizzazione prevede l’ottimizzazione e il potenziamento delle attività di recupero biogas del bacino S8 (quello sotto sequestro, per intenderci) nel complesso impiantistico di discarica Indeco, all’interno della quale è prevista l’entrata in esercizio di un elettrogeneratore Jenbacher 312 della potenza nominale di 0,6 MW e di due elettrogeneratori Jenbacher 320 ciascuno della potenza nominale di 1 MW e quindi della potenza complessiva di 2,6 MWe.
L’autorizzazione unica rilasciata
E’ questo il contenuto dell’ultimo atto autorizzativo in ordine di tempo rilasciato alla Indeco dalla Provincia di Latina… appena ieri, 19 gennaio 2017 (protocollo 2357), a firma del dirigente del settore Ambiente Nicolatta Valle e del responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Antonio Nardone.
L’iter ripercorso nell’atto
Nell’atto, che segue la determinazione del 28 novembre 2016 con la quale la dottoressa Valle prendeva atto dell’esito favorevole della conferenza di servizi, indetta il 12 settembre alla quale erano stati invitati E-Distribuzione spa; Regione Lazio, direzione regionale Governo dei ciclo dei rifiuti; Regione Lazio, area Infrastrutture energetiche; Comune di Latina, servizio Ambiente Igiene e Sanità; Dipartimento di prevenzione, servizio di Igiene pubblica Asl di Latina; Arpa Lazio di Latina; Agenzia delle Dogane di Gaeta, alla realizzazione della centrale biogas Indeco, si ripercorre tutto l’iter avviato con l’Aia del 2014 e modificata il 15 giugno 2016 a cui è seguita il 30 agosto 2016 la richiesta di autorizzazione unica da parte dell’Indeco. Nel rilascio dell’autorizzazione unica, il dirigente Valle torna a precisare che dalla conferenza dei servizi è pervenuto il solo parere dei Vigili del fuoco il 20 settembre 2016 e che “ad oggi non sono stati espressi dissensi qualificati delle amministrazioni interessate alla conferenza dei servizi”, quindi anche del Comune di Latina che è risultato assente.
La richiesta di dimissioni di Lessio
La presenza del Comune, invece, secondo l’assessore Lessio – come affermato ieri al question time in risposta all’interrogazione del Partito democratico – sarebbe stata del tutto ininfluente. La sottolineatura di Valle va ad irrobustire ulteriormente le motivazioni che hanno spinto il consigliere dem Enrico Forte a chiedere le dimissioni dell’assessore. Concetto ribadito più tardi attraverso una nota stampa dell’esponente di opposizione attraverso la quale, non accettando la strana “Lessio magistralis” consistente nell’interrogazione all’interrogante, ha invitato il sindaco Damiano Coletta, nell’interesse della città, a riflettere sulla permanenza di Lessio alla guida dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Latina. “Da parte mia mi attiverò – aveva concluso Forte – per presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Lessio”.
Verso il dissequestro del bacino S8
Al di là dell’ultima perla di Lessio in materia dei rifiuti, rispetto all’autorizzazione unica rilasciata alla Indeco per la realizzazione della centrale biogas in S8 ci si domanda come sia stato possibile che l’iter attivato da Indeco sia arrivato positivamente a conclusione, considerando che l’area interessata è sotto sequestro dall’8 gennaio 2016 poiché erano stati abbancati più rifiuti di quanti ne prevedesse l’autorizzazione regionale. Sono forse cambiati i parametri regionali che riporterebbero l’S8 in una condizione di legalità tale da consentire il dissequestro? Forse l’umido accumulato in eccesso si è vaporato con il tempo? E’ possibile che a giorni in via Monfalcone sarà svelato anche quest’ultimo arcano. L’Indeco del resto non ha mai nascosto che si stava preparando ad un “ritorno” alla grande con un approccio innovativo e sostenibile, mostrando anche la foto di motori nuovi di zecca già pronti in vista del definito ok alla realizzazione dell’impianto biogas. Una maxi centrale, checché ne dica Lessio che ieri al question time ha detto che l’adeguamento strutturale richiesto da Indeco avrebbe avuto un’immissione in atmosfera parai a quella della caldaia che riscalda il palazzo comunale di Latina.
L’ombra di Roma
In tutta questa vicenda si ha la sensazione che in Regione qualcuno abbia già messo in atto la delibera di giunta numero 199 del 2016 che sottrae alla procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica) il piano dei rifiuti regionale, azzerando gli ambiti provinciali in favore di uno unico regionale. Una delibera trabocchetto respinta con forza dal consiglio provinciale di Latina che l’8 novembre scorso ha espresso all’unanimità la contrarietà alla legiferazione di una norma che consente di scaricare sul territorio pontino i rifiuti di Roma senza che gli enti locali possano metterci becco. Ne era poi seguito ordine del giorno del Consiglio comunale di Latina, approvato l’11 novembre 2016. La riattivazione del sito Indeco, per ora con l’autorizzazione della maxi centrale a biogas, sembra il primo passo, sia pure piccolo, per risolvere l’emergenza rifiuti della capitale. Si ricorda alla politica locale che la società Ecoambiente è anch’essa titolare di un progetto di potenziamento della discarica confinante a quella Indeco.http://www.latinacorriere.it/2017/01/20/latina-biogas-montello-indeco-scalda-motori-della-centrale-s8-verso-dissequestro/

(Audio) Biogas a Borgo Montello, il Pd in consiglio comunale a Latina chiede la testa di Lessio

Istituire una commissione d’inchiesta interna al Comune di Latina per capire come mai l’assessore all’Ambiente Roberto Lessio non fosse informato dell’avvio di una conferenza dei servizi per l’autorizzazione alla società Indeco di un impianto per il recupero del biogas dal bacino S8 presso la discarica di Borgo Montello. E’ questo che chiederà il Partito Democratico al consiglio comunale, per accertare quanto ribadito dall’assessore Lessio durante il question time di questa mattina, e cioè il fatto che non fosse stato informato dagli uffici comunali dell’invito a partecipare da parte della Provincia di Latina alla conferenza dei servizi decisoria del 12 settembre scorso, alla quale avrebbe potuto inviare il proprio parere o le proprie motivazioni per un diniego. Invece gli unici a presentare un parere, tra tutti gli enti interpellati, erano stati i Vigili del fuoco di Latina.
Ieri mattina il tema della biogas è tornato alla ribalta con una interrogazione da parte dei consiglieri del PD Enrico Forte e Nicoletta Zuliani che, chiaramente insoddisfatti della risposta data dall’assessore – definita una “imbarazzante Lessio magistralis” – lo hanno criticato duramente nel metodo e sul piano politico. “Una risposta inconsistente dall’assessore, il quale non è entrato nel merito della vicenda affermando che lui non era a conoscenza della convocazione di quella conferenza dei servizi. Non abbiamo capito perchè questo sia accaduto – ha affermato Forte, in una nota congiunta con Zuliani – come mai l’assessore, e dunque il Comune, fosse assente al tavolo perdendo la possibilità di esprimere proprie valutazioni sul caso. Dirò di più, il question time si è trasformato in una insolita ‘interrogazione all’interrogante’, che ormai l’assessore non manca di offrire quando, chiamato a rispondere su cose specifiche, ripiega su altri argomenti. Invito il sindaco, nell’interesse della città, a riflettere sulla permanenza di Lessio alla guida dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Latina. E’ grave che un assessore consideri superfluo lo strumento della conferenza dei servizi, occasione in cui l’ente comunale ha la possibilità di valutare un progetto, presentare osservazioni, richiedere approfondimenti a tutela dei cittadini che rappresenta. Da parte mia – ha concluso Forte – mi attiverò per presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Lessio”.
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ROBERTO LESSIO
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ENRICO FORTE
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Latina, discarica di Borgo Montello, impianti a biogas e le mancate competenze, l'assessore all'ambiente un film triste già visto

Roberto Bertani ha condiviso il video di Ivan Eotvos.
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Guardalo e dimmi cosa ti ricorda. https://www.facebook.com/ivaneotvos83/videos/935923639876359/
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