giovedì 23 novembre 2017

Greenpeace MAKE SOMETHING WEEK - Vieni a trovarci Il consumo eccessivo danneggia il Pianeta! Nel periodo dello shopping sfrenato di Natale, unisciti a noi e accetta la sfida del Make Something Week: riscopri la bellezza di fare, riparare e creare! E scopri il piacere di farlo insieme ad altri, con creatività. Saremo a Milano, Roma e in tante altre città, in Italia e nel mondo.


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Di Diesel si muore! #StopDiesel
 
Greenpeace ha avviato una campagna per chiedere ai sindaci delle quattro città più colpite dai fumi dei diesel – Milano, Torino, Palermo e Roma – di impegnarsi per limitare progressivamente la circolazione nei loro centri urbani di questi veicoli altamente inquinanti entro la fine del 2021.
Guarda i nostri attivisti in azione e AIUTACI anche TU: firma la nostra petizione per chiedere aria pulita!
 
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STOP al carbone dal 2025! 

In Italia non ci saranno più centrali a carbone a partire dal 2025. Ad annunciarlo il Presidente del Consiglio Gentiloni e i ministri Calenda e Galletti alla presentazione della Strategia Energetica Nazionale. A questa decisione deve corrispondere un ritrovato impegno sulle fonti rinnovabili.
Leggi il blog del Direttore Esecutivo (in inglese).
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Non gettiamo via la Grande Foresta del Nord 
 
Greenpeace chiede a Tempo e alla sua casa madre, la multinazionale svedese Essity, produttrici di fazzoletti e tovaglioli di carta usa e getta, di eliminare dalla propria filiera i fornitori coinvolti nella distruzione della Grande Foresta del Nord.
 
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VITTORIA: l’Italia dice NO al Glifosato!
 
Il Ministro della Salute ci ha dichiarato con chiarezza che l’Italia si unirà agli oltre 1,3 milioni di europei che hanno firmato per vietare il glifosato, garantire la provenienza delle valutazioni scientifiche da studi pubblicati e proteggere le persone e l’ambiente dai pesticidi tossici.

Leggi le dichiarazioni del Ministro Lorenzin.
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Pesce spada: l’Unione Europea corre ai ripari
 
A causa degli scarsi controlli delle autorità italiane su metodi e quantità di pesca del pesce spada nel Mediterraneo, la Commissione Europea ha abbassato le quote di pesca consentite per il 2017. Il governo italiano ha fatto ricorso e si è schierato dalla parte sbagliata. 
Leggi l'approfondimento.
 
Il tuo sostegno                
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Porta Greenpeace sotto l’albero
 
Vuoi fare un regalo che salva il Pianeta? 
Sul nostro Green Market trovi tante idee per i tuoi regali di Natale: le tazze, il calendario 2018, le borracce e i poster.

Condividi il tuo impegno al nostro fianco con chi ami,          visita il nostro Green Market!

Partecipa              
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MAKE SOMETHING WEEK - Vieni a trovarci
Il consumo eccessivo danneggia il Pianeta! Nel periodo dello shopping sfrenato di Natale, unisciti a noi e accetta la sfida del Make Something Week: riscopri la bellezza di fare, riparare e creare!

E scopri il piacere di farlo insieme ad altri, con creatività. Saremo a Milano, Roma e in tante altre città, in Italia e nel mondo. 
Per informazioni: info.it@greenpeace.org
DIC
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MILANO - Cascina Cuccagna, 11:00/19:00Workshop creativi, performance e Swap Party
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09
ROMA - Famo cose Roma Makerspace 
Programma in fase di definizione
Per informazioni: info.it@greenpeace.org  

La provocazione del WWF per il Black friday

Notizie pubblicate su 23 November 2017

La natura purtroppo non fa sconti, al contrario di quanto sta accadendo in questi giorni con la corsa agli acquisti per il Black Friday, la giornata dedicata allo sconto più appetibile. Con un focus sul proprio sito il WWF ha scelto tre specie simbolo dell’estinzione: sono il Gorilla di montagna di cui restano solo 880 esemplari, e due sottospecie di tigre, quella siberiana, appena 430 esemplari rimasti, e quella di Sumatra, 370.
Il claim dell’iniziativa invita ad adottare simbolicamente una di queste specie perché il vero affare è salvarli dall’estinzione. Impressiona infatti che siano solo 3 le cifre dei numeri che rappresentano le popolazioni di queste specie simbolo e questo per colpa di minacce sempre più pressanti come bracconaggio, deforestazione e perdita di habitat.
Accanto alla denuncia l’associazione invita a sostenere le attività in loro difesa, potate avanti con progetti in ogni continente. E’ possibile adottare simbolicamente una specie sulla pagina dedicata http://www.wwf.it/news/notizie/?36180/Black-friday

Latina, la giunta s’incarta sul super-controllore per l’Abc

di Rita Cammarone
https://www.latinacorriere.it/2017/11/23/latina-la-giunta-sincarta-sul-super-controllore-labc/
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Delfini, il corteggiamento quasi umano dei mammiferi: regali e serenate

Un nuovo studio australiano, dopo 10 anni di osservazioni, rivela sorprendenti rituali di una specie locale che per conquistare le femmine offrono grandi e variopinte spugne marine divelte dal fondo marino
Un corteggiamento quasi umano. Un nuovo studio australiano, dopo 10 anni di osservazioni, rivela sorprendenti rituali di una specie locale di delfini, che per conquistare le femmine offrono regali: non mazzi di fiori ma grandi e variopinte spugne marine divelte dal fondo marino. Sono anche stati visti, e filmati, a ‘lanciare’ col muso la spugna verso la femmina, in un possibile segno di affetto e di forza.
Durante la ricerca gli scienziati dell’University of Western Australia hanno osservato delfini dalla pinna gibbosa (Sousa sahulensis), comuni a nordovest del continente, che ‘regalavano’ spugne a femmine, in 17 occasioni in un arco di 1700 chilometri. Il comportamento è stato osservato in diverse colonie, secondo lo studio pubblicato su Scientific Reports (Nature). A volte le femmine continuavano a ignorare le attenzioni del maschio fino a quando il maschio, verosimilmente frustrato, ‘lanciava’ la spugna in direzione della femmina.
L’attività di ‘dare regali’ da parte dei delfini maschi può essere simile al comportamento umano di corteggiamento, scrive il responsabile della ricerca, Simon Allen della Scuola di Scienze Biologiche dall’ateneo. “Un’esibizione per impressionare la femmina piuttosto comune nel mondo animale, ma usare un oggetto in tale esibizione è piuttosto inconsueto”, aggiunge. “E per un mammifero non umano usare un oggetto come parte del corteggiamento è quasi inaudito“, scrive ancora Allen. Il rituale di corteggiamento include anche le ‘serenatè, o comunque una forma di canto, a quanto riferisce lo scienziato. “Poco prima o poco dopo le presentazioni della spugna, abbiamo udito dei suoni come di trombetta”. Un altro comportamento osservato tra i maschi è quello di procurarsi una ‘spalla’, un altro maschio, per aiutarsi a vicenda a fare conquiste. I delfini dalla pinna gibbosa non sono monogami, e sia maschi che femmine si accoppiano con doversi partner durante la stagione riproduttiva.
Lo studio su Scientific Reports di  | 22 novembre 2017 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/22/delfini-il-corteggiamento-quasi-umano-dei-mammiferi-regali-e-serenate/3994034/

Luce al Led, conviene davvero? Uno studio pubblicato su Science Advances solleva dubbi

Lo studio condotto da un team di ricercatori internazionali, pubblicato sulla rivista Science Advances, avanza dubbi sulla diffusione delle luci a Led a risparmio energetico. Le notti del nostro pianeta stanno diventando sempre meno buie e questa non è una buona notizia, né per piante e animali né per il benessere dell’uomo
Forse l’illuminazione a Led non è così conveniente come ci si aspetterebbe. Uno studio, condotto da un team di ricercatori internazionali guidato da Christopher Kyba e pubblicato sulla rivista Science Advances, avanza dubbi sulla diffusione delle luci a Led a risparmio energetico. Le notti del nostro pianeta stanno diventando sempre meno buie e questa non è una buona notizia, né per piante e animali né per il benessere dell’uomo.  Dai risultati della ricerca emerge che tra il 2012 e il 2016 la superficie terrestre illuminata artificialmente di notte è cresciuta di oltre il 2% annuo, mentre la radianza complessiva è aumentata dell’1,8%, spinta anche dal passaggio all’illuminazione Led e dalla crescente urbanizzazione.
Il quadro emerso però potrebbe sottovalutare la reale portata dell’inquinamento luminoso, proprio a causa della luce bluemessa da alcune lampade a Led. Gli autori spiegano che il VIIRS, un particolare sensore satellitare usato per condurre questo studio,  rileva infatti solo la luce emessa in una lunghezza d’onda compresa tra 500 e 900 nanometri (nm). Non “vede” invece la luce blu (inferiore ai 500 nm) prevalente in numerose luci al Led, cui si stanno convertendo molte città per risparmiare energia nell’illuminazione pubblica. La situazione quindi potrebbe essere più problematica di quanto sembri.
Lo dimostrano alcune foto scattate su Milano dalla Stazione spaziale internazionale: l’illuminazione notturna del cuore della città ha cambiato colore tra il 2012 e il 2016, passando dal giallo caldo delle lampadine tradizionali al bianco più freddo dei Led. La periferia è rimasta “gialla”. Il sensore satellitare rileva nel complesso una diminuzione della luminosità, ma solo perché non riesce a cogliere la “nuova” luce dei Led. Il grave rischio, spiegano i ricercatori, è di sottostimare il reale inquinamento luminosoche invece è ben percepito da persone, piante e animali.
“Le lampade a LED ben progettate – spiega Christopher Kyba, primo autore dello studio – permettono una riduzione di due terzi o più dell’emissione luminosa senza alcun effetto significativo per la percezione umana”. “D’altra parte però – prosegue – nonostante quasi tutte le nuove installazioni di illuminazione esterna utilizzino i Led, questa implica necessariamente un nuovo consumo di energia. Per questo motivo, aumenti della radianza osservata sono quasi certamente dovuti all’aumento della luce visibile installata e, quindi, al consumo di energia aumentato nonostante i Led”. Unadiminuzione dell’inquinamento luminoso si è registrata invece in pochissimi Paesi, come Siria e Yemen (teatri di guerre), mentre è stata rilevata stabilità in alcuni dei Paesi più “illuminati”, come Italia, Olanda, Spagna e Usa. Osservata invece una crescitadell’illuminazione in Sud America, Africa e Asia.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/23/luce-al-led-conviene-davvero-uno-studio-pubblicato-su-science-advances-solleva-dubbi/3996636/
di  | 23 novembre 2017 

Greenpeace Omicidi di matrice ambientale, in Amazzonia il legno è rosso sangue

È il 19 aprile 2017. Quattro uomini armati di coltelli, machete, pistole e fucili arrivano a Colniza, una cittadina brasiliana dello Stato del Mato Grosso, nella Foresta Amazzonica. Hanno un obiettivo preciso: devono uccidere per terrorizzare la popolazione locale. E portano avanti il loro piano, torturando diversi abitanti di Colniza e uccidendone nove con metodi brutali.
Questo efferato crimine, conosciuto in Brasile come “il massacro di Colniza“, è stato ordinato da Valdelir João de Souza, proprietario di due aziende che commerciano legname.
Ed è infatti il risultato dell’avido accaparramento di risorse naturali preziose come l’ipê, lo jatobá e il massaranduba, ovvero alberi il cui legno pregiato è molto ricercato per la produzione mobili di lusso.
Tuttavia, a sette mesi di distanza, Souza rimane in libertà e le sue aziende continuano a operare normalmente, esportando legname in Europa e negli Stati Uniti. Il fatto che il “massacro di Colniza” resti al momento impunito fa sì che eventi come questo divengano sempre più comuni, specialmente nel cuore della Foresta Amazzonica, dove i conflitti con comunità locali e popolazioni indigene sono spesso collegati alla deforestazione illegale.
Dal Brasile, purtroppo, arrivano con sempre maggior frequenza notizie di esecuzioni, di tentativi di omicidio e di intimidazioni ai danni delle comunità che vivono nella foresta e la proteggono. Il Rondônia – un altro Stato dell’Amazzonia brasiliana – ha per esempio il triste primato del numero di omicidi di matrice ambientale: ben 21 morti registrate solo nel 2016. È proprio da Stati come Pará, Mato Grosso e Rondônia che proviene la maggior parte della produzione di legname amazzonico. Se esistesse un piano nazionale che permettesse alle comunità che abitano la foresta di gestirla direttamente, la produzione di legname diventerebbe più sostenibile, fornendo una fonte di reddito alle popolazioni locali che avrebbero quindi tutto l’interesse a proteggere questo ecosistema. Invece, chi sfrutta la foresta non la vive, considerandola solo una miniera da sfruttare.
E, come denuncia dal 2014 Greenpeace Brasile con report come Blood-stained timber, il legno tagliato illegalmente continua ad arrivare in Europa. Italia inclusa. di  | 23 novembre 2017 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/23/omicidi-di-matrice-ambientale-in-amazzonia-il-legno-e-rosso-sangue/3994413/

Hotel Rigopiano, altri 23 avvisi di garanzia per 29 morti nell’hotel travolto da valanga. Anche ex prefetto di Pescara

Nel crollo dell'hotel sotto una valanga morirono 29 persone. Il secondo filone d'indagine vede tra gli indagati anche l'ex prefetto Francesco Provolo e cinque funzionari della Regione Abruzzo. Erano già sotto inchiesta, invece, il sindaco di Farindola e il direttore della struttura alberghiera. Estraneo l'ex generale della Forestale Guido Conti, suicidatosi negli scorsi giorni La procura di Pescara ha notificato altri 23 avvisi di garanzia per la vicenda dell’hotel Rigopiano, in cui lo scorso gennaio sono morte 29 persone dopo che una valanga ha travolto la struttura. Tra i nuovi indagati ci sono anche l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo e cinque funzionari della Regione Abruzzo responsabili della prevenzione rischi e della cosiddetta ‘carta valanghe’ che avrebbe forse evitato la tragedia ma non fu mai realizzata nonostante fosse prevista dalla legge. Gli inquirenti – guidati dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia – ipotizzano a vario titolo i reati di omicidio e lesioni plurime colpose per tutta la catena dei soccorsi, che va dagli indagati della prefettura al Comune di Farindola. Alle altre persone sotto inchiesta vengono contestati anche i reati di falso e abuso edilizio.
Erano già sotto indagati, come emerso ad aprile, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il presidente della Provincia Antonio di Marco, il direttore dell’hotel, Bruno di Tommaso, il dirigente delegato delle Opere pubbliche Paolo d’Incecco, il geometra comunale Enrico Colangeli e il responsabile della Viabilità provinciale Mauro di Blasio. “Non mi sento un omicida. Le accuse pesano sulla coscienza e proprio per questo sto lavorando con i miei legali perché voglio dimostrare la mia innocenza“, aveva detto Lacchetta rispondendo ai cronisti che lo interpellavano sulle accuse mosse da alcuni parenti delle vittime secondo i quali i loro cari sono stati uccisi.
Nell’informazione di garanzia notificata agli indagati, sono contenute anche le cause di morte delle 29 vittime del crollo dell’hotel: asfissia, ostruzione vie respiratorie e compressioni del torace, violenti traumi contusivi e da schiacciamento a seguito del crollo della struttura, crash syndrome con compartecipazione di un progressivo quadro asfittico, emorragie subracnoidea traumatica, asfissie da valanga e in presenza di basse temperature.
Non è tra gli indagati, come spiegato già nei giorni scorsi dalla Procura, l’ex generale dei Carabinieri Forestali Guido Conti, che si è suicidato venerdì scorso. In una delle due lettere ai familiari l’ex investigatore protagonista del processo sulla mega discarica di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara, aveva scritto che “da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti ci sono anche prescrizioni a mia firma. Non per l’albergo, di cui non so nulla, me per l’edificazione del centro benessere”. Ma secondo la famiglia non c’è alcun “collegamento diretto e indiretto” tra la sua attività e le vittime dell’hotel travolto dalla valanga. di  | 23 novembre 2017 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/23/hotel-rigopiano-23-avvisi-di-garanzia-per-i-29-morti-nellhotel-travolto-da-una-valanga/3996216/