domenica 27 maggio 2018

l'inquinamento nel fossato che si immette sul fossato adiacente la Migliara 51 tra l'Ufente e la Cotarda evidente la presenza sulla superficie di materiale inquietante




gratis il fuori tutto a Mazzocchio per fine gestione, in bella mostra la specialità della casa, per chi lo desidera consegna a domicilio senza costi aggiuntivi














la qualità dell'Ufente oggi sul ponte della Migliara 51 dal colorito marrognolo, non trasparente tutto sembra fuorché un corso d'acqua




via del Murillo (vicino all'incrocio con la Migliara 48 direzione Quartaccio) dopo la pulizia del fossato adiacente la strada restano i rifiuti ingombranti, saranno raccolti? da chi? a spese di chi? alla fine li dovranno pagare pro quota tutti i cittadini di Pontinia e il colpevoli resterannoa ancora impuniti? quando ci sarà un controllo del territorio e i delinquenti sanzionati?






Rifiuti, il “modello Peccioli”: il cuore produttivo del paese è la discarica. Il sindaco? E’ dipendente dell’impianto (ed ex ad)

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/27/rifiuti-il-modello-peccioli-il-cuore-produttivo-del-paese-e-la-discarica-il-sindaco-e-dipendente-dellimpianto-ed-ex-ad/4298902/
Meno di 5mila abitanti e circa 3 milioni di metri cubi liberi pronti a ingoiare spazzatura. Tra le colline della provincia di Pisa si trova una delle discariche di rifiuti urbani più grandi della Toscana. Ma quello del paese di Peccioli – l’accento va sulla “e” aperta – più che un semplice invaso per la monnezza è un sistema nel quale gli utili vanno a finanziare cultura e welfare, ma soprattutto opere pubbliche. Per chi lo santifica è il modello perfetto che produce benefici...
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Tra le colline della provincia di Pisa uno dei siti di smaltimento più grandi in Toscana. È il Comune che si fa imprenditore, così gli utili vanno a coprire le spese su welfare, cultura e soprattutto lavori pubblici. Ma l'intreccio tra il municipio che rappresenta 5mila persone e l'azienda che gestisce la monnezza ha parecchi chiaroscuri. Per esempio su trasparenza e partecipazione
Meno di 5mila abitanti e circa 3 milioni di metri cubi liberi pronti a ingoiare spazzatura. Tra le colline della provincia di Pisa si trova una delle discariche di rifiuti urbani più grandi della Toscana. Ma quello del paese di Peccioli – l’accento va sulla “e” aperta – più che un semplice invaso per la monnezza è un sistema nel quale gli utili vanno a finanziare cultura e welfare, ma soprattutto opere pubbliche. Per chi lo santifica è il modello perfetto che produce benefici per il territorio. Per i detrattori una bolla in cui a pagare il prezzo più alto sono i cittadini, prima di tutto in termini di trasparenza. In un intreccio costante tra Belvedere, la società per azioni a controllo pubblico che gestisce il sito, e il Comune, con il sindaco Renzo Macelloni a fare anello di collegamento: dal 1988 ha alternato la carica di primo cittadino (prima in quota Pci, poi Ds e infine con una lista civica) a quella di amministratore delegato e presidentedella discarica. Il “sistema Peccioli”  adesso è finito sotto la lente della procura di Pisa: le indagini sono partite a seguito di una delibera messa agli atti come approvata dal consiglio comunale, ma che in realtà non sarebbe mai passata dall’assemblea. Da qui l’inchiesta potrebbe allargarsi anche agli affidamenti comunali e ai rapporti tra l’amministrazione e la spa.

Grazie alla discarica nascono parcheggi e piazza coperta
L’atto approvato dal consiglio di fatto chiude al referendum chiesto nel 2016 dal comitato Partecipazione opere pubblichecontrario a due nuove infrastrutture che il Comune vuole realizzare. Dopo il parcheggio multipiano da oltre 200 posti, i cinque centri polifunzionali, l’incubatore di imprese e l’albergo-ristorante, infatti, il Comune ha deciso di fare la copertura della piazza nella frazione di Fabbrica e di collegare il borgo ai parcheggi con una passerella in acciaio lunga 135 metri. “In questa legislatura investiamo tra i 25 e i 30 milioni di euro, creando occupazione e infrastrutture. Le opere pubbliche sono indispensabili per salvare il centro storico”, spiega il sindaco a ilfatto.it. La passerella, progettata dall’archistar Mario Cucinella, costerà almeno 1,5 milioni di euro, coperti con una sponsorizzazione della Belvedere, l’azienda della discarica. La Soprintendenza ai beni culturalil’aveva giudicata “eccessivamente impattante” invitando a “valutare altre soluzioni”, ma il progetto è andato avanti. Il referendum è stato negato perché, tra le altre cose, “il procedimento amministrativo per i due progetti è già giunto al termine”, e “il regolamento di partecipazione non norma l’iter procedurale del referendum abrogativo”, come ha scritto il sindaco al difensore civico regionale, che lo sollecitava a dare seguito alla richiesta dei suoi cittadini.

Il confronto tra sindaco, opposizioni e cittadini è complicato. “In un’assemblea pubblica – denuncia il presidente del comitato Pop Magdi Nassar – il sindaco mi ha strappato di mano il microfono e le copie della lettera del difensore civico che stavo distribuendo, gridandomi ‘Ti devi curare’, ‘Sei uno sciocco’, ‘Sei un bambino bizzoso’. La discussione è costantemente portata a quel livello, il che rende tutto molto umiliante per chiunque abbia una opinione diversa dalla sua”. La raccolta firme promossa da circa 350 persone della piccola Fabbrica per dire no alla piazza coperta è stata rispedita al mittente. Per il sindaco “oggi c’è la cultura del contro, ma anche l’opposizione va saputa fare. Noi facciamo opere per rafforzare il centro storico, nessuno mi ha ancora proposto una soluzione alternativa​”.
Il Comune si fa imprenditore: il “sistema Peccioli”
È lui, Renzo Macelloni, 68 anni, la figura attorno a cui ruota tutto il “sistema Peccioli”, come lui stesso lo definisce. Nato qui, sindaco dal 1988 al 2004 e poi di nuovo a partire dal 2014, nel frattempo ha fatto l’ad e il presidente della Belvedere, mentre il primo cittadino dal 2004 al 2014 è stato Silvano Crecchi, ex vicesindaco di Macelloni e oggi, a sua volta, presidente del cda dell’azienda dell’impianto di rifiuti. “La partita della discarica l’abbiamo aperta nel 1990 con il Comune. All’epoca doveva essere chiusa, mentre Firenze aveva fermato il termovalorizzatore e portava i rifiuti al Sud. Riuscii a convincere la Regione, che ci dette 4 miliardi di lire. Li usammo per bonificare il vecchio sito e mettere poi una parte delle volumetrie a servizio dell’emergenza regionale rifiuti, dando il via a una gestione industriale”. Il Comune così si è fatto imprenditore, innescando un meccanismo che oggi gli frutta tra i 7 e gli 8 milioni di euro all’anno. “Tra Comune e Belvedere c’è contiguità di interessi”, aggiunge Macelloni. L’Antitrust lo chiama “capitalismo municipale”, evidenziandone però anche i potenziali rischi: “Implica che, in quanto azionista, l’ente locale condivida l’obiettivo di massimizzazione del profitto dell’impresa e possa eventualmente agire, non necessariamente per rappresentare e tutelare l’interesse collettivo inciso dall’attività dell’impresa, ma quello proprio di socio-amministratore”.

Il sindaco dipendente dell’azienda della discarica: “Non c’è incompatibilità”
Ma in questo sistema descritto come circuito virtuoso vale la pena osservare anche qualche dettaglio. Per esempio: “Lo stesso Macelloni continua ad affiancare all’incarico pubblico di primo cittadino quello di dipendente della Belvedere, guida anche una berlina che risulta intestata alla società”, denuncia a ilfatto.it il consigliere di opposizione Davide Castagni Fabbri. “In punta di diritto lavoro ancora per la Belvedere – conferma il sindaco – ma è successo perché mi sono candidato di corsa e perché il cda decise di farmi rimanere a supporto. Non ci sono problemi di incompatibilità”.
Dall’altra parte la sovrapposizionetra azienda che gestisce la discarica e Comune è quasi totale. La spa è di proprietà del Comune al 64 per cento, mentre il restante 36 fa capo a 900 piccoli azionisti, in gran parte residenti nel paese. Anche questo aspetto viene considerato un elemento positivo del “sistema Peccioli”, ma mettere in mano ai cittadini un terzo delle azioni basta davvero a tutelare l’interesse pubblico? L’accordo preliminare del 31 marzo 2014, per esempio, prevede che il Comune si assumerà “la responsabilità della gestione post mortem” della discarica. “Il rischio d’impresa viene totalmente scaricato sulla collettività  e il Comune non accantona nemmeno le risorse per la chiusura del sito​”​,​ dice il comitato cittadino. “No, il Comune è una garanzia, i soldi per la gestione post operativa verranno dagli investimenti che facciamo adesso“​,​ ribatte il ​sindaco.

Belvedere golden donor
La società della discarica è nata nel 1997 e negli ultimi anni grazie a un aumento dei rifiuti gestiti ha visto lievitare gli utili da 1,6 milioni del 2014 a 4,8 milioni del 2016, con un fatturato passato da 15 a ben 32 milioni di euro. Una montagna di soldi che le permettono di essere generosa: è tra i golden donor del Fai, figura tra i membri della fondazione Symbola di Ermete Realacci, ecodem ex presidente della commissione Ambiente del Senato e presidente onorario di Legambiente, e compare anche tra gli sponsordel Forum rifiuti della stessa associazione dal 2015. E Belvedere è ancora più benevola nei confronti del suo territorio: nonostante sia una società a controllo pubblico, ha scritto in un avviso di selezione del personale che dà la priorità non solo a chi risiede nella zona, ma soprattutto “agli azionisti o ai parenti di primo grado di un socio dell’azienda”.
Per il ventesimo compleanno della società, alcuni mesi fa, è arrivato anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha parlato di “un’esperienza innovativa e virtuosa da esportare in tutto il Paese, legata alla grande sfida dell’economia circolare”, dimenticando però che con questa espressione l’Europa intende riciclare e riusare il più possibile, riducendo al minimo i rifiuti in discarica. Una linea lontana dal modello Peccioli, dove nel 2016 la raccolta differenziata era solo al 28 per cento, contro la media regionale del 51 e a fronte di un obiettivo di legge del 65: “Ma ci vuole sempre una visione industriale – sostiene Macelloni – Sulla raccolta differenziata oggi c’è una demagogia di fondo. Qui stiamo stoccando un patrimonio, rifiuti che in futuro quando il sito sarà inertizzato potremo recuperare. Siamo convinti, per esempio, che ci sia parecchio oro“.

L’inchiesta sui fanghi: “Ma i pm dovrebbero stare più attenti”
Prima di scoprire che i rifiuti sono così preziosi, Peccioli era solo un paese agricolo. Oggi i campi ci sono ancora, ma secondo  ‘inchiesta Demetra di Dda di Firenze e carabinieri forestali di cui si attende il rinvio a giudizio, sarebbero stati al centro di smaltimenti illeciti di fanghi tossici. Belvedere e Comune sono completamente estranei. Lo scompiglio creato dalle indagini, però, ha disturbato il sonno del sindaco, che ha commissionato una “campagna di informazione” completa di manifesti: “Abbiamo promosso un’indagine a tappeto, dimostrando che qui non c’è nessun tipo di inquinamento. Bisogna che anche le procure stiano attente a fare le indagini, sennò si fanno grandi polveroni e poi prende forza chi è contro i giudici”.​ I risultati rassicuranti, però, per il consigliere d’opposizione Castag​ni Fabbri “si basano solo su dati medi”.

Il ponte è pericolante, chiude la Migliara 45 Latina nella rotatoria che si immette sulla SR 148 Pontina all'altezza della Plasmon - Da ieri in vigore il provvedimento della Provincia perché il transito delle auto sarebbe stato insicuro, a gennaio istituito il senso unico

https://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/63795/il-ponte-a-pericolante-chiude-la-migliara-45

Anzio. Ambiente in secondo piano nel confronto tra De Angelis e Del Giaccio

http://www.inliberuscita.it/primapagina/103488/anzio-ambiente-secondo-piano-nel-confronto-de-angelis-del-giaccio/Linda Di Benedetto Si è svolto ieri, il confronto di “Uniti per l’ambiente” tra i candidati per le amministrative di Anzio a cui hanno partecipato dei nove, solo due: Giovanni Del Giaccio per il centrosinistra e Candido De Angelis per il centrodestra. Un confronto dalla natura controversa, in cui l’acredine tra i due ha prevalso sulle tematiche ambientali. Questi alcuni degli argomenti trattati: Del Giaccio ha attaccato De Angelis per la sua vicinanza a Bruschini, definendo una sua eventuale gi...
Si è svolto ieri, il confronto di “Uniti per l’ambiente” tra i candidati per le amministrative di Anzio a cui hanno partecipato dei nove, solo due: Giovanni Del Giaccio per il…
INLIBERUSCITA.IT
Si è svolto ieri, il confronto di “Uniti per l’ambiente” tra i candidati per le amministrative di Anzio a cui hanno partecipato dei nove, solo due: Giovanni Del Giaccio per il centrosinistra e Candido De Angelis per il centrodestra. Un confronto dalla natura controversa, in cui l’acredine tra i due ha prevalso sulle tematiche ambientali. Questi alcuni degli argomenti trattati: Del Giaccio ha attaccato De Angelis per la sua vicinanza a Bruschini, definendo una sua eventuale giunta come la continuazione della giunta Bruschini, De Angelis si è dissociato dal sindaco uscente e di tutta risposta gli ha ricordato che quando ci fu il ballottaggio metà del Pd era nell’ufficio del Sindaco, capogruppo compreso. Del Giaccio ha continuato definendo un “accozzaglia” i candidati della coalizione di centrodestra. Fuori tema e fuori onda per entrambi, poca la pertinenza con l’ambiente di cui si è percepito qualcosa, solo in qualche accenno di programma. Bassa l’affluenza di pubblico per lo più composto da sostenitori dei candidati e attivisti Upa. Il Movimento 5 Stelle come preannunciato assente, idem gli altri schieramenti ed alcuni comitati come il resto della stampa locale. La querelle si è conclusa dopo circa 1 ora e mezza, con nulla nel piatto per il territorio..

BARI Crollo giustizia Tribunale inagibile: processi nelle tende come i terremotati



TOTO M I N I S T R I Giansanti in pole per la Farnesina. Battaglia sulle Infrastrutture L’ambasciatore anti-Renzi va agli Esteri e i Trasporti al M5S.  Confermato il capo del Carroccio al Viminale. Fraccaro (Rapporti col Parlamento) resterebbe anche questore per chiudere i vitalizi
IL PM Sebastiano Ardita “È il primo governo non contro i giudici”
TRATTATIVE Oggi sapremo se Mattarella accetta la mediazione e fa partire Conte Di Maio, la mossa: un vice di Savona garante dell’Ue.  Il Colle resta sul “n o”. Salvini: “Ecco i nostri nomi, se salta tutto si vota”. Il leader 5S: “O si chiude in 24 ore o non si fa più”. Di Battista alla festa del “Fatto”: “Basta veti”. Davigo: “Abbiamo visto di peggio”
IL SOCIOLOGO R e ve l l i “Quel veto al prof è grottesco e assurdo”
I NOSTRI RITRATTI Giorgetti e suo fratello targato Finmeccanica
M5S E LEGA, ATTENTI: GENTILONI SFODERA IL SORRISO MANNARO
DA WASHINGTON A ROMA, COME SI VA OGGI AL GOVERNO
Gli irlandesi votano a grande maggioranza per l’a b or to : anche nell’is ola ultra-cattolica “la C h ie s a non potrà più dire cosa devono fare le don ne
SORPRESE DALL’E S T E RO Macron e Ue più vicini a Conte, Usa più freddi
tratto da www.ilfattoquotidiano.it

VIGILANZA E COPASIR Bicamerali: in ballo i nomi di Gasparri e Guerini Renzi&B. inciuciano su Rai e 007, pLe manovre dall’opposi - zione. Uno “scambio” per garantirsi reciprocamente: Silvio per le sue tv, l’ex premier per raggiungere con un fedelissimo una postazione di “controllo”



ECCESSO DI POTERE
Il regno Zampetti:
il “mandarino”
e la faida Quirinale
“Sono felice di morire durante i Mondiali di calcio”: il regista ucraino Sentsov
detenuto in Siberia fa lo sciopero della fame. Altra grana indigesta per P utin
Invisibili delle consegne “Colpa del cottimo”: ieri la protesta
Rider, gli incidenti
nascosti: “Rischiamo
di dover pagare noi”
NON SI PUÒ DIRE
NO PER LE OPINIONI
GOVERNO IN BILICO Ultimatum di Mattarella a Conte: “Niente Savona al Tesoro”
L’uomo del Colle ha detto no
Salvini e Di Maio a muso duro Il leader della Lega, dopo
aver ricevuto le cattive
notizie dall’incontro con il
Presidente, scrive su Facebook:
“Sono arrabbiato”. E
il 5Stelle clicca “mi piace”
Libero su cauzione Arrestato per stupro. Paga 1 milione
L’orco Weinstein ora
avrà il braccialetto
elettronico. Basterà?
Ma lo spread è
come un anno fa

tratto dalla prima pagina de Il fatto quotidiano del 26 maggio 2018

San Felice Circeo Sindaco ordina la chiusura della scuola di Pantano Marino per sospetto rumore proveniente dal tetto

https://www.ilmessaggero.it/latina/circeo_sindaco_chiusura_scuola_rumore_tetto-3757795.html
di Ebe Pierini
Il sindaco di San Felice Circeo, Giuseppe Schiboni, ha emesso oggi un'ordinanza di chiusura della scuola per l'infanzia Macello Zei di Pantano Marino. Il provvedimento si è reso necessario a seguito di una segnalazione pervenuta dalla dirigente scolastica Loredana Mosillo. Nella giornata del 25 maggio, attorno alle 15, personale docente e non, dopo che erano usciti gli studenti, ha sentito un forte rumore proveniente dal tetto. La scuola è stata chiusa e nessuno è più rientrato nella struttura. La scuola rimarrà chiusa fino a data da destinarsi. Dovranno infatti essere fatte verifiche sulla stabilità della stessa e sulle condizioni di agibilità. 
Sabato 26 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 23:52

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Latina (altezza zona Plasmon in corrispondenza della rotatoria con la SR 148) i lavori di messa in sicurezza dovevano terminare, a gennaio 2017, in un mese, invece la strettoria è rimasta per 16 mesi e adesso è stata addirittura chiusa la Migliara 45 (di competenza della provincia) per l'ennesimo ponte pericolante - Latina "decoro urbano" erba alta in città e zanzare, critiche al comune - Latina ennesime crepe all'interno dell'amministrazione comunale, sempre in evidenza il caso Iovinella e adesso anche l'adesione di Coletta al progetto politico di De Magistris


Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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acqualatina la commissione fantasma - Latina siigilli dei carabinieri forestali in un centro di trattamento, sequestrata montagna di inerti - Golfo cucine e ripostigli sporchi il Nas chiude due ristoranti - Latina frigo spento e carenze igieniche chiuso laboratorio gastronomico - federlazio un anno fa la strana e divertente iniziativa (perchè contraddittoria, con interventi non attendibili) in favore delle centrali a biogas e biomasse con dati sbagliati adesso si sbriciola


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ultimo tentativo per il governo Salvimaio? Di Maio, la mossa: un vice di Savona garante dell’Ue, In Edicola sul Fatto Quotidiano del 27 maggio

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/27/in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-27-maggio-di-maio-la-mossa-un-vice-di-savona-garante-dellue/4384445/
Il veto su Savona
Oggi Conte sale al Quirinale. Mattarella alla scelta finale
Il Colle non cambia idea: non vuole al Tesoro il professore anti-euro, in gioco ci sono le prerogative del presidente

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Processo alle intenzioni di Marco Travaglio
In questi anni abbiamo visto cose che voi umani… Abbiamo visto un delinquente naturale nominato premier per ben tre volte. Abbiamo visto corrotti e amici di mafiosi diventare presidenti del Consiglio o del Senato o ministri, e presidenti del Consiglio o ministri diventare corrotti e amici di mafiosi. Abbiamo visto presidenti della Repubblica respingere l’avvocato […]

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Verso l’esecutivo – L’uomo forte della Lega, il fratello nel gruppo Leonardo, i verbali dell’inchiesta sull’ex presidente Orsi

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Helena Janeczek – In lizza per Campiello e Strega con la storia della fotografa: “Sono stralunata e felice”

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La propensione alla corruzione in certi uffici pubblici (1.a parte)


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Nel convegno di Libera a Latina qualche anno fa un giornalista di una testata cattolica dichiarava che dieci anni prima, dalla Procura di Latina, aveva saputo che la provincia di Latina, dal punto di vista delle infiltrazioni malavitose, era persa.
Anche diverse dichiarazioni di esponenti dell'antimafia e della commissione antimafia della scorsa legislatura erano arrivate molte conferme e timori.
In un incontro pubblico di 4 anni a Borgo Bainsizza il responsabile del settore legalità della regione Lazio era stato informato di diverse criticità legate alle ecomafie a partire da centrali a biomasse e biogas, con il caso eclatante della discarica di Borgo Montello.
La relazione delle ecomafie della commissione bicamerale confermava e aggravava il tutto.
Il problema, lo abbiamo ripetuto più volte, non sono casi più o meno isolati di bande o associazioni a delinquere ma della propensione alla corruzione in aziende o uffici pubblici e in comportamenti simil mafiosi di aziende o uffici.
All'epoca di mani pulite anche a Latina ci sono stati diversi arresti e inchieste che sono continuati fino ai giorni nostri, anzi con diversi casi a livelli nazionale dal 2014 in poi.
Nel frattempo sono arrivate richieste di commissariamento per due volte per il comune di Fondi e poi per quello di Nettuno.
Diverse aziende soggette ad interdittive continuano ad operare anche in ambito pubblico.
Numerosi arresti di pubblici dipendenti per corruzione hanno interessato provincia di Latina, comuni, uffici pubblici, agenzia delle entrate, esponenti delle forze dell'ordine.
Anche ultimamente il sindaco di Latina afferma che ancora non è completo il ritorno alla legalità negli uffici pubblici.
Alcuni discorsi o affermazioni di dipendenti pubblici “guadagno solo 1.000 o 1.200 o 1.500 € al mese e non ci posso mantenere la famiglia” potrebbero essere condivisibili certo.
Così come la necessità di fare un secondo lavoro o di svolgere anche la libera professione.
Alle condizioni ovvie che non significhino trascurare l'incarico pubblico oppure che non venga svolto al meglio o, peggio, che non sia una ritorsione per danneggiare professionisti o consulenti ritenuti “concorrenti”.
A condizione che non vengano danneggiati cittadini e amministrazione.
Molti casi sono già stati denunciati.
A volte non sempre è facile comprendere il limite tra una richiesta legittima e una che sa di ricatto o di minaccia oppure di favori o denaro non dovuti.
Ci possono stare simpatie (o antipatie) la professionalità ne deve prescindere così l'obbligo deontologico .
L'incarico pubblico è un servizio, denaro e risorse pubbliche quasi come fossero sacre.

sabato 26 maggio 2018

Greenpeace Eroi della rivoluzione urbana!

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Eroi-della-rivoluzione-urbana/
Oggi i nostri volontari hanno premiato chi lascia l’auto a casa
Chi sceglie di muoversi a piedi, in bici, con il trasporto pubblico locale o la mobilità condivisa elettrica, aiutando a decongestionare le strade dal traffico, va ringraziato, se non premiato.
E noi l’abbiamo fatto: oggi i nostri volontari erano presenti in molte città italiane, per porre l’accento sulla necessità di una vera rivoluzione che coinvolga gli spazi urbani in cui viviamo, all’insegna della mobilità s...
Altro...
Oggi i nostri volontari hanno premiato chi lascia l’auto a casa
GREENPEACE.ORG
Oggi i nostri volontari hanno premiato chi lascia l’auto a casa
Chi sceglie di muoversi a piedi, in bici, con il trasporto pubblico locale o la mobilità condivisa elettrica, aiutando a decongestionare le strade dal traffico, va ringraziato, se non premiato.
E noi l’abbiamo fatto: oggi i nostri volontari erano presenti in molte città italiane, per porre l’accento sulla necessità di una vera rivoluzione che coinvolga gli spazi urbani in cui viviamo, all’insegna della mobilità sostenibile e dell’abbattimento dei livelli di inquinamento che attanagliano le nostre città.
I volontari hanno consegnato coccarde premio a cicilisti, pedoni e utenti dei mezzi pubblici o condivisi ed elettrici: sono gli “urban heroes” di tutti i giorni. 
Nelle nostre città vivono, a volte ‘inconsapevoli’, dei semplici, ordinari, quotidiani “eroi” della mobilità: persone che si spostano usando solo i mezzi pubblici, la bicicletta, il car sharing elettrico, o semplicemente andando a piedi. A volte lo fanno tra molte difficoltà, ma la loro pratica e il loro esempio sono il miglior viatico per cambiare presto le nostre città. A tutti loro va il nostro “grazie”.


L’IPCC prevede che, al 2050, la popolazione mondiale sarà di 10 miliardi di persone, e due terzi di queste risiederanno in grandi centri urbani: la grande sfida della mobilità sostenibile sarà consentire alle persone di muoversi senza impatti negativi sulla loro salute e quella del Pianeta. 
In molte grandi città del mondo, grazie a politiche e investimenti coraggiosi, intelligenti e innovativi, è in corso una rivoluzione urbana della mobilità. Queste città hanno più aree verdi, spazi per la socialità, un trasporto pubblico efficiente e infrastrutture per la mobilità pedonale e ciclistica. Promuovono il car sharing e il ride sharing elettrici e offrono servizi su tutto il territorio, così da ridurre il bisogno di lunghi spostamenti. Sono città con meno smog, meno parcheggi, cittadini più sani e liberi. 
L’Italia è indietro su molti fronti, quanto a promozione della mobilità sostenibile. Nel nostro Paese c’è un livello di motorizzazione significativamente più alto degli altri Paesi dell’Unione. Con 62,4 auto ogni 100 abitanti, l'Italia si colloca al primo posto nella graduatoria dei maggiori Paesi europei per rapporto tra autovetture circolanti e abitanti.