venerdì 28 luglio 2017

Azienda speciale, è già ritardo. Slitta il consiglio comunale, dubbi per LBC

È già ritardo nella costituzione dell’azienda speciale ABC per la gestione dei rifiuti e l’igiene urbana. Nel corso della commissione ambiente che si era tenuta lo scorso 3 luglio, l’Assessore Roberto Lessio aveva garantito che entro luglio gli atti costitutivi sarebbero stati sottoposti all’attenzione del Consiglio Comunale. Solo una volta avuto il via libera del Consiglio (scontato, dati i numeri di cui dispone la maggioranza di Latina Bene Comune), allora si sarebbe proceduto con la nomina del direttore generale e i successivi atti propedeutici necessari a far partire l’azienda speciale dal gennaio 2018, mandando definitivamente in archivio l’epoca di Latina Ambiente.
Ma ad oggi non risulta convocato nessun consiglio comunale con l’azienda speciale all’ordine del giorno. Il 3 di agosto si terrà una seduta sull’assestamento di bilancio. Il dibattito sull’azienda speciale si potrebbe tenere entro la seconda settimana di agosto. Ufficialmente il ritardo è dovuto alla mancanza di alcuni atti da sottoporre al Consiglio. Ufficiosamente però la maggioranza di LBC scricchiola su questo tema. Qualche consigliere teme quello che tutta l’opposizione va ripetendo da giorni: è una operazione troppo azzardata per una amministrazione inesperta, e su cui, se qualcosa va storto, c’è la responsabilità personale. Detto molto banalmente: chi vota, poi ci rimette di tasca sua. Dunque questo ritardo potrebbe servire a convincere gli indecisi o, al contrario, a crearne di nuovi. È anche probabile che prima la giunta voglia fare chiarezza su come assumere i dipendenti di Latina Ambiente, operazione di cui avrebbe potuto occuparsi l’assessore Antonio Costanzo, che si è dimesso, lamentando proprio di non essere stato ascoltato su un tema così delicato. di Eleonora Spagnolo http://www.latinaquotidiano.it/azienda-speciale-e-gia-ritardo-slitta-il-consiglio-comunale-dubbi-per-lbc/

Sversamento rifiu­ti tossici nella ca­va abbandonata, il Comune si costituirà parte civile Aprilia - Le dichiarazioni del sindaco Terra: "L'amministrazione condanna fermamente il reato, è una vergogna"

Con riferimento alla brillante operazione delle Forze dell'O­rdine e della Magist­ratura messa a segno nella notte di ieri e che ha permesso di arrestare una banda criminali senza sc­rupoli che per mesi ha sversato rifiuti e materiali tossici nocivi in una cava abbandonata del terri­torio comunale di Ap­rilia, il sindaco An­tonio Terra rende no­to quanto segue. "L'amministrazione comunale, nel condann­are fermamente questo reato tra i più ab­ietti e vergognosi che oggi si possano commettere, esprime sin da ora la volontà di costituirsi parte civile nel processo penale che seguirà a carico degli auto­ri di questo scempio ambientale. Apprese poi le parole del Procuratore Aggiunto della Repubblica di Roma Michele Prestip­ino, dalle quali è emerso anche l'avvenu­to sequestro dei beni pari a circa quind­ici milioni di euro, auspichiamo forteme­nte che questi denari frutto di tali mal­efatte possano essere destinati a sosten­ere le spese per la necessaria e urgente bonifica del sito inquinato. Voglio esp­rimere, inoltre, anc­he a nome dell'Ammin­istrazione Comunale e interpretando il pensiero della comuni­tà apriliana, un sin­cero ringraziamento alla Polizia Stradale di Aprilia, alla Squadra Mobile di Lat­ina, alla Procura de­lla Repubblica e con essa alla Direzione Distrettuale Antima­fia, per lo straordi­nario lavoro investi­gativo poi sfociato in questa importante operazione che nelle scorse ore ha messo fine a questa inac­cettabile vicenda". http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/54656/sversamento-rifiuati-tossici-nella-caava-abbandonata_-il-comune-si-costituira-parte-civile

La Redazione

Ad Aprilia la cava dei veleni: i retroscena dell'inchiesta della Dda sulla discarica abusiva Aprilia - Centinaia di camion sversavano di notte materiale ancora da classificare, sequestrati beni per 15 milioni di euro

Un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti che aveva a disposizione un'intera ex cava di pozzolana dove interrare lontano da occhi indiscreti, rifiuti di ogni genere, pericolosi, inquinanti, forse anche tossici. E' quanto portato alla luce dall'indagine che ha permesso di disarticolare il sodalizio con l'esecuzione, all'alba di ieri, di 22 ordinanze di custodia cautelarie. Gli indagati ruotavano intorno alla cava di via Corta, una traversa di via del Tufello ad Aprilia. E' qui che da marzo del 2016 sono stati osservati andare e venire centinaia di camion. E fermando uno di questi mezzi si è capito che trasportavano rifiuti verso quella che era divenuta una gigantesca discarica abusiva. Le reazioni di istituzioni e Chiesa.
Da quei camion fumi gialli, verdi e arancioni«Un'attività selvaggia, proseguita a lungo nel tempo, fatta in assenza di qualsiasi forma di autorizzazione». Non ha certo mitigato i toni il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino che ieri durante la conferenza stampa svoltasi a Roma a poche ore dal'esecuzione delle 22 ordinanze cautelari e dal sequestro della cava, una possibile bomba ecologica già esplosa, ha descritto l'attività portata avanti almeno dal 2016 da parte dell'organizzazione che gestiva la discarica abusiva in via Corta, traversa di via del Tufello alle porte di Aprilia.  La gravità della situazione, in attesa di conoscere con esattezza la natura dei rifiuti, già però definiti pericolosi, sta tutta nei reati contestati ad arrestati ed indagati: c'è l'associazione per delinquere naturalmente, e c'è il traffico illecito di rifiuti, ma accanto a queste gravi accuse gli inquirenti, che hanno agito sotto il controllo della Direzione distrettuale antimafia di Roma hanno raccolto elementi per contestare anche diversi reati ambientali, e finanziari come la fittizia intestazione di beni e l'autoriciclaggio. Si tratta di accuse che potrebbero portare a pene anche di dieci anni se, non voglia il caso, le accuse non peggioreranno una volta effettuati carotaggi e analisi, magari portando ad una ipotesi di disastro ambientale. 
La situazione è gravissima. A quanto è dato sapere gli agenti che dopo un'iniziale fase di appostamento con solo una macchina fotografica, sono arrivati a installare intorno alla cava ma non solo, fino a 14 telecamere diverse, alcune specifiche per le riprese in assenza di luce, hanno potuto osservare con i propri occhi una serie di episodi da gelare il sangue. Quando i camion arrivavano alla cava, spesso provenienti da Velletri dove i rifiuti venivano compressi in balle gigantesche, scaricavano nei buchi creati apposta. Da quei cumuli si sprigionavano fumi di ogni tipo. Ne hanno visti di verdi, di gialli, di arancioni e viola. Se non fossero stati consapevoli che si trattava con molta probabilità di veleni sarebbe potuto forse anche essere una sorta di spettacolo. Invece gli agenti stavano documentando uno degli scempi più grandi registrati sul territorio di cui, la vera entità, probabilmente ancora non è stata accertata completamente. E dopo i fumi gli odori, la puzza. Anche ieri durante le fasi di sequestro, nella cava l'aria per molto tempo era irrespirabile.
Il sito più sicuro per far brillare le bombeQuando ancora, forse, nessuno, sospettava nulla sulla cava di via Corta proprio lì sono state fatte brillare quattro bombe inesplose della seconda guerra mondiale. Per un giorno intero, il 15 gennaio 2016 gli artificieri hanno chiuso tutto e l'area circostante è stata fatta sgomberare. Era uno dei pochi siti sicuri in cui effettuare quel tipo di operazione: le bombe erano state ritrovate già tempo prima e si era in attesa di reperire un luogo idoneo. Lo era la cava dei Piattela ad Aprilia. Non si può escludere che già allora fosse in corso l'attività di sversamento e dei rifiuti e che qualcosa di anomalo sia stato notato anche quel giorno. Le operazioni furono coordinate dalla polizia locale di Aprilia e fu necessaria l'attivazione di speciali procedure in collaborazione con i tecnici dell'Esercito, coadiuvati dai Vigili del Fuoco. 
Centinaia di tir e sversamenti. Il tutto gestito dai PiattellaCentinaia di episodi di sversamenti e di interramenti documentati grazie alle telecamere e agli appostamenti. 
E dietro a tutto questo traffico illecito: una famiglia. I servizi di osservazione - hanno sottlineato dalla Questura di Roma - effettuati grazie al sistema di videosorveglianza, e le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di delineare, sin dalla fase iniziale delle indagini, che a gestire la discarica abusiva fosse Antonino Piattella, 53 anni che gli inquirenti considerano essere 2l'autentico dominus" dell'intera filiera illecita. Al suo fianco il figlio di 22 anni Riccardo. E' lui che per gli investigatori era il gestore della cava a tutto tondo.
Aziende e società multate: i reati e gli illeciti finanziari«Si tratta di un'indagine su tematiche di estrema complessità e di vitale importanza perché attiene alla salute di tutti e alla sopravvivenza dei nostri territori» ha sottolineato il capo dello Sco - Servizio centrale operativo Alessandro Giuliano durante la conferenza stampa di ieri mattina a Roma. Ma oltre all'aspetto legato all'ambiente, all'inquinamento e alla salute pubblica, l'operazione che ieri ha portato all'esecuzione di 22 ordinanze cautelari, alcune per la detenzione in carcere, altre per obblighi di Pg e per divieti di dimora nei luoghi in cui si sono commessi gli illeciti, ha permesso di contestare una serie di reati anche di natura diversa. Intanto bisogna sottolineare che sono finiti sotto sequestro preventivo beni per circa 15 milioni euro: 9 società, 11 quote societarie, 7 fabbricati destinati a civile abitazione, 8 fabbricati industriali, 7 locali di deposito-magazzino, 37 appezzamenti di terreno, 60 tra autovetture e mezzi pesanti e d'opera aziendali, numerosi rapporti bancari. 
AMPIO SERVIZIO IN EDICOLA CON LATINA OGGI (28 LUGLIO 2017) http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/54640/ad-aprilia-la-cava-dei-velenia-i-retroscena-dellinchiesta-della-dda-sulla-discarica-abusiva

La Redazione

Rifiuti tossici ad Aprilia l'indagine nata da un normale controllo stradale

di Giovanni Del Giaccio
«Buonasera, patente e libretto». Quante volte ce lo siamo sentiti dire dalle pattuglie delle forze dell'ordine, durante i controlli stradali? Una cosa di routine, una verifica come tante. L'indagine che ha portato alle misure di ieri è nata proprio così, da un normale posto di blocco. Quel camion, di sera, che ci faceva in quella strada? Così una pattuglia di servizio lo ha fermato. Ha controllato il veicolo, non c'erano bolle né altro, ma un cattivo odore proveniva dal cassone posteriore. Odore di sterco che ha incuriosito gli agenti. Di sera, come se avesse appena scaricato qualcosa, ma lì non ci sono impianti e quel conducente un po' nervoso non sapeva spiegare molto. Così la pattuglia ha contestato una serie di violazioni e fatto il verbale, ma una volta in caserma ha cominciato ad approfondire. Il dirigente della sezione di Aprilia, Massimiliano Corradini, un passato alla squadra mobile della Questura di Latina, il fiuto da investigatore non l'ha certo perso. Così ha deciso, insieme alla squadra di polizia giudiziaria, che andava fatto un approfondimento. Il mezzo era di una delle società coinvolte nell'operazione scattata ieri, ma altri ne sarebbero passati intorno alla cava dismessa nel corso dell'anno di verifiche, appostamenti, riprese, che gli agenti hanno portato avanti.
Sembravano normali posti di controllo, a volte, lontano dalla zona dove sarebbero andati a scaricare. Sono capitati nel giro anche conducenti con patenti e carte cronotachigrafiche personali - quelle che registrano tutte le attività di un autista - scadute, ritirate o sospese. Per un viaggio erano cento euro garantiti ed esentasse, come emerso dall'inchiesta.
LO SVILUPPO
A un certo punto gli indagati capiscono che qualcosa non quadra, nelle telefonate intercettate si chiede di sbrigarsi a chiudere la cava perché c'era stato un mezzo controllato dalla polizia stradale. Uno di loro riferisce che anche lui aveva subito un controllo della documentazione. Sono più guardinghi ma vanno avanti, mentre gli investigatori mettono insieme una mole di documentazione più che sufficiente per la richiesta e l'ottenimento delle misure cautelari. L'attività del gruppo è andata avanti fino a qualche giorno fa, l'affare era talmente grosso che pur avendo capito che c'erano dei controlli hanno preferito continuare. Quando sono andati a notificargli i provvedimenti hanno capito che dietro a quel «patente e libretto» c'era ben altro. Il giro era stato scoperto.
Venerdì 28 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:11

© RIPRODUZIONE RISERVATA http://www.ilmessaggero.it/latina/rifiuti_tossici_ad_aprilia_l_indagine_nata_da_un_normale_controllo_stradale-2588147.html

Isde Latina CONTRO la costruzione dell'Autostrada a pedaggio A12-Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone.

COMUNICATO STAMPA dell' Associazione Italiana Medici per l'Ambiente - ISDE sezione di Latina, CONTRO la costruzione dell'Autostrada a pedaggio A12-Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone.
Scopo dell' ISDE o Associazione Italiana Medici per l'Ambiente sezione di Latina è quello di salvaguardare l'ambiente per tutelare la salute dei cittadini, per cui, venuta a conoscenza di questa possibile costruzione si dichiara contraria alla sua realizzazione nella nostra provincia, già sede di svariate criticità ambientali negli anni passati e tuttora presenti, ribadendo quello che sancisce la Carta Costituzionale Italiana e cioè il diritto fondamentale alla salute per ogni persona e comunità e quello che stabilisce il recente documento “Salute 2020”, un modello di politica europea a sostegno di un'azione trasversale al governo e alla società a favore della salute e del benessere.
Il tracciato progettato di questa autostrada determinerebbe nuovo inquinamento acustico e atmosferico e andrebbe a sottrarre una grande quantità di terreno alle innumerevoli aziende agricole anche di qualità (biologiche e biodinamiche) del territorio. Bisogna infatti considerare che i terreni da espropriare per la realizzazione del mostro di cemento/asfalto metterebbero in crisi decine di aziende agricole, per cui non si potranno avere più coltivazioni per uso alimentare e coltivazioni agricole di qualità, in particolare verrebbero espropriate almeno 52 aziende agricole d'eccellenza con la disoccupazione di centinaia di contadini a fronte di alcune centinaia di posti di lavoro a tempo determinato.
Dal punto di vista ambientale, l’impatto sarebbe devastante. Lungo gran parte del tracciato si avrebbe una ingente antropizzazione e, per altro verso, si andrebbe a interferire con le riserve naturali di Decima Malafede e del Litorale Romano, sui SIC (Siti di Interesse Comunitario) di Castel di Decima e Castel Porziano e col Monumento Naturale “lago di Giulianello”.
L’alternativa proposta dal Comitato No Corridoio Roma-Latina, che prevede la messa in sicurezza di tutta la Pontina Strada Regionale 148 e la realizzazione di un trenotram, risulta estremamente meno impattante dal punto di vista ambientale, meno inquinante, perché buona parte del traffico verrebbe spostato su rotaia, più efficace e anche meno costosa. Questa posizione è già stata condivisa dai comuni di Roma, Ardea, Pomezia e Cori, che tra l'altro si rifà alle linee guida della Comunità Europea sulla mobilità, che non prevedono nuovi investimenti su autostrade, ma solo adeguamenti e costruzioni eventuali su rotaie (metropolitane, tram e treni).
L' ISDE Latina, coadiuvata in questa opera di sensibilizzazione dall'ISDE di Roma, si augura che anche il Comune di Latina si schieri con risolutezza contro la realizzazione dell’autostrada (a pagamento) in modo da costringere gli enti preposti al ripensamento di un’opera che non è gradita ai cittadini e alle amministrazioni di nessuno dei grandi centri interessati dal tracciato.
Il traffico su gomma contribuisce in ingente misura all'inquinamento dell'aria, con le emissioni di anidride carbonica, principale gas ad effetto serra e al surriscaldamento climatico.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno sono circa 12,6 milioni le morti attribuibili all’inquinamento dell’aria, dell'acqua e all' inquinamento del suolo, alle esposizioni chimiche, ai cambiamenti climatici e alle radiazioni ultraviolette ed è quindi urgente e necessaria una riduzione dell’esposizione a fonti di inquinamento, come la costruzione di nuove autostrade, insieme ad interventi di risanamento, bonifica e tutela dell’ambiente.
Il traffico su gomma è tra le più importanti fonti di inquinamento ambientale e di danno alla salute, pertanto devono essere predisposti interventi, azioni e politiche nazionali e internazionali che ne prevedano una rapida quanto concreta razionalizzazione e riduzione, migliorando lo sviluppo delle metropolitane urbane, dei sistemi ferroviari metropolitani, dei sistemi tranviari elettrici, del trasporto via mare, eliminando il vetusto parco veicolare, sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate e non costruendo nuove autostrade.
L’intero sistema dei trasporti deve quindi essere rivisto quanto prima se si vuole tentare di ridurre il surriscaldamento del pianeta, tutelare la salute, gli ecosistemi, l’ambiente e garantendo così un futuro di vita dignitoso alle esigenze umane attuali e a quelle delle prossime generazioni.
Dott. Pasquale Milo Presidente ISDE di Latina isdelatina@gmail.com - 339 2918827

Latina e i rifiuti, provincia di Casale? cava dei veleni 22 arresti, centinaia di camion sversavano di notte materiale ancora da classificare, sequestrati beni per 15 milioni di euro. Stesso copione della terra dei fuochi, interravano rifiuti tutte le notti nel sito dei Piattella, inchiesta della Dda partita a marzo 2016. Terracina San Felice Circeo si lavorerà di notte per demolire il ponte sul Sisto. Il rapinatore sbagliato. Fondi rischia la vita a causa di un black out. La solita provincia nera: furti, pestaggio, incidenti stradali, indagati e naturalmente il calcio favorito dalla politica


L'immagine può contenere: 1 persona

https://www.facebook.com/latinaoggieditoriale/photos/a.137264413146362.1073741829.136411303231673/770808686458595/?type=3&theater

Francia Macron è come Zidane: prende l’Italia a testate, In Edicola sul Fatto Quotidiano del 28 luglio

Francia
Macron è come Zidane: prende l’Italia a testate
Sorpasso a destra – Continua la strategia dell’Eliseo per mettere piede in Libia: dopo la pace fra Tripoli e Tobruk, l’annuncio degli hotspot da gestire in Nord Africa

di Luana De Micco
Primum Vivendi, deinde philosophari di Marco Travaglio
Flavio Cattaneo non mi è mai stato particolarmente simpatico. L’ho attaccato duramente nel 2004, quand’era Dg della Rai berlusconiana che chiuse Raiot di Sabina Guzzanti (Rai3) dopo una sola puntata dedicata ai conflitti d’interessi di B., anche se poi si scoprì che il programma stava quasi più sulle palle alla sinistra che alla destra (il […]

Carriere
Il procuratore del Nazareno: a Napoli va l’uomo di Orlando
Giovanni Melillo – Fino a poco fa era al ministero: ieri al Csm correnti e partiti di destra e sinistra l’han piazzato alla Procura che ha scoperto il caso Consip

di Antonella Mascali
La reazione
Raggi, l’ennesimo addio. Oggi licenzia il dg di Atac
La prima cittadina decisa a rimuovere il manager, che al Fatto aveva raccontato la crisi della municipalizzata dei trasporti

di Luca De Carolis
Lo scenario
La legione dei desperados: “Ricandidami, ti prego!”
Vergogne bipartisan – Coda di questuanti alla porta di B. e il terrore per le epurazioni tra gli ex cortigiani di Renzi

di Antonello Caporale
COMMENTI

C’è un governo ombra nell’America di Trump
  Caro Colombo, Trump precipita ma non precipita, perché il presidente americano non può avere crisi di governo. Però non riesce a governare, bloccato dalle sue promesse impossibili. Il Congresso è inceppato fra sfiducia reciproca e non fiducia in Trump. Vie d’uscita? Alessandro   Sta nascendo negli Usa un fenomeno grande e nuovo, che non […]

Di Furio Colombo
Rimasugli
La concorrenza è monopolio. Orwell in Parlamento
La citazione, ce ne scusiamo, è quantomai abusata: ci si riferisce al “socing”, che nella “neolingua” descritta da George Orwell nel delirio totalitario del suo 1984, sarebbe il “socialismo inglese”, l’ideologia secondo cui “la guerra è pace, la libertà è schiavitù e l’ignoranza è forza”. Nel “socit” o “soceu” – socialismo italiano o europeo – […]

Di Marco Palombi
Acqua pubblica, la soluzione tradita
La crisi idrica, che in questi giorni sta colpendo il Lazio, e non solo, è figlia diretta del fallimento delle privatizzazioni in Italia degli ultimi venti anni. Proverò, compatibilmente con lo spazio a mia disposizione, a dimostralo. A partire dall’inizio del 2000, l’ideologia del privato bello ed efficiente dilaga nel nostro sistema politico-istituzionale ed economico […]

Di Alberto Lucarelli
POLITICA

Per l’iscrizione al Pd
Il Csm sospende il procedimento a carico di Emiliano
Sospeso il processo disciplinare al governatore della Puglia Michele Emiliano con invio degli atti alla Consulta. È quanto ha deciso la sezione disciplinare del Csm nel procedimento a Emiliano, magistrato in aspettativa sotto accusa per la sua attività politica come dirigente del Pd. La Consulta dovrà verificare la legittimità costituzionale della norma che prevede come […]

di RQuotidiano
Il colloquio
“Ho tenuto aperto lo studio. Ora, prima o poi, dico ciao”
Alessandra Moretti è la decana degli sbalzati di sella. È colei che ha perso di più al tavolo da poker del Pd. È dunque titolata a parlare della genesi della disperazione in politica. “Prima cosa da sapere: se alla politica togli la passione, resta solo l’invidia e la cattiveria. Senza passione divieni più vulnerabile, e […]

di a.cap.
Trattativa
Al Nazareno parte l’iter per la cassa integrazione ai 184 dipendenti Pd
Campagna del sì – Il partito ha 9,5 milioni di buco

di Wanda Marra
ECONOMIA

Crisi & politica
Fmi: redditi sotto i livelli del 1995, 10 anni per recuperare
La ripresa in Italia è in corso, anche se moderata. Ma per gli italiani, soprattutto giovani, la strada è ancora lunga: i redditi sono sotto i livelli del 1995, prima dell’ingresso nell’euro, e torneranno ai livelli pre-crisi solo fra dieci anni. Il Fondo Monetario Internazionale plaude agli sforzi del governo per la crescita e il […]

di RQuotidiano
Cattivo credito
Beffa Pop Vicenza: 80 mila euro solo per vedere gli atti
(ri)Tosati – Mentre il Senato dice sì al “salvataggio” delle venete, depositate milioni di carte dell’inchiesta: ma la copia costa cara

di Davide Vecchi
ITALIA

Aggredita troupe Rai
Vieste, trentenne con vari precedenti ucciso nel suo locale
Un blitz in una bruschetteria a Vieste (Foggia) per uccidere il proprietario. Così ieri alle 14 è morto Omar Trotta, 30enne con alcuni precedenti penali per droga, furti e rapine. L’omicidio è avvenuto nel centro storico della città del Gargano affollata di turisti. Trotta, raggiunto dai colpi di pistola al torace e alla testa, è […]

di RQuotidiano
Università
“Sui baroni Renzi non mi ha mai risposto”
Concorsi truccati – Dopo il caso di Pisa parla la ricercatrice che scrisse all’allora premier

di Fabrizia Caputo
Il capotreno accoltellato si è inventato l’aggressione
Nessun ghanese ha ferito con un coltello il controllore di Trenord Davide Feltri, 45 anni, rilanciando l’allarme per la sicurezza sui treni lombardi. Il ferroviere, che alle 7 e 12 del 19 luglio alla stazione di Santo Stefano Lodigiano era sceso dal convoglio proveniente da Piacenza e diretto a Milano con un coltello conficcato nella […]

di FQ
MONDO

La storia
Al Jazeera e il senso di Bibi per i giornalisti
Gerusalemme – Il premier vuole cacciare l’emittente di Doha: “Incita alla violenza”

di Roberta Zunini
Grecia
Varoufakis e Tsipras: c’eravamo tanto amati
La coppia scoppiata della politica greca, se le dà di santa ragione. Sembravano finiti gli scontri diretti, da quando nel luglio 2015 l’allora ministro delle Finanze Yanis Varoufakis uscì dal governo di Alexis Tsipras dopo la vittoria del No al referendum sul piano di salvataggio. Invece, dopo due anni di punzecchiature del professore di Economia […]

di Andrea Valdambrini
Stati Uniti
La fantasia al potere: “Trump è come Lincoln”
Scaramucci: “Più sessioni per abolire la schiavitù, così sarà per l’Obamacare”

di Giampiero Gramaglia
CULTURA

Masterizzati
Ekat Borg, poesia ed eleganza di una russa moderna
Nata a 6.000 miglia di distanza da Mosca, in Siberia, Ekaterina Borkova inizia a cantare da giovanissima interpretando brani tradizionali dell’oriente russo. La ragazza sa quel che vuole, e sa anche come ottenerlo: ruba qualche soldo a sua madre e salta sulla Transiberiana in direzione San Pietroburgo, e “dopo aver impiegato nove giorni per arrivare […]

di Pasquale Rinaldis
Festival in Italia
È iniziato il lungo week-end del “Siren”, quando il suono è ancora indipendente
Se c’è un gusto – neanche troppo segreto – nell’arrivare sul cucuzzolo di Vasto (Chieti) per il Siren Festival, è quello di sapere che, al fianco dei nomi già conosciuti, anche se rispondenti sempre a un gusto musicale per niente a buon mercato, andrà di nuovo in scena l’armata degli indipendenti. Ognuno avrà il suo […]

di Diletta Parlangeli
Rock senza ritorno
Tutta l’ansia di Mick: il leone ruggisce ancora
Jagger pubblica a sorpresa due brani inediti ispirati dalla consapevolezza di non conoscere il cambiamento politico in corso

di Guido Biondi di  | 28 luglio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/28/in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-28-luglio/3760589/

giovedì 27 luglio 2017

Tap: società, Comune ordina sospensione copertura 42 ulivi 'Pronte controdeduzioni. Misura serve a proteggere da Xylella'

(ANSA) - LECCE, 27 LUG - Tap ha comunicato ieri all'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia e al Servizio Provinciale Agricoltura di Lecce della Regione la sospensione dei lavori per la messa in sicurezza dei 42 ulivi trasferiti alla nursery di Masseria del Capitano lo scorso 4 luglio e non ancora protetti dal tendone (canopy) che già riveste le 168 piante trasferite in precedenza. Il canopy garantisce che la parte aerea delle piante non venga mai a contatto con l'ambiente circostante e con agenti potenzialmente infettanti, tra cui il batterio della Xylella Fastidiosa. Lo spiega Tap in una nota riferendosi alle fasi successive all'espianto degli ulivi nella zona di Melendugno (Lecce) interessata dai lavori di realizzazione del microtunnel del gasdotto che collegherà l'Azerbaijan alla Puglia.

La comunicazione - prosegue Tap - si è resa necessaria dopo la notifica, giunta ieri dall'ufficio tecnico del Comune di Melendugno, di un ordine di sospensione dei lavori in corso per la sistemazione del canopy per i quali TAP aveva presentato regolare Comunicazione di Inizio Lavori (CILA). Il provvedimento del Comune è analogo a quello con cui è stata avviata la procedura per ordinare la rimozione del tendone già realizzato a protezione degli altri 168 ulivi e per il quale TAP ha già provveduto a fornire al Comune di Melendugno le proprie controdeduzioni, ribadendo la piena legittimità dei lavori eseguiti e l'aderenza a quanto disposto dal Decreto di autorizzazione ambientale e dalle autorità fitosanitarie.

Analoghe controdeduzioni - conclude Tap - saranno opposte nelle prossime ore al provvedimento di sospensione dei lavori per la realizzazione del secondo tendone. (ANSA). http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2017/07/27/tap-societa-comune-ordina-sospensione-copertura-42-ulivi_aa151c92-4081-400a-a01f-ce4c39e8df49.html
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Caretta caretta, Palinuro meta delle tartarughe marine Trovate tracce presenza animale su spiaggia del Cilento

SALERNO - La spiaggia "Le Saline" a Palinuro, sulla costa cilentana, si conferma tra le mete predilette in Campania per le tartarughe Caretta caretta.

Nell'ambito della "Campagna Jairo-Mediterraneo" che vede la stretta collaborazione tra gli esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e i volontari della Sea Shepherd Italia onlus, quest'ultimi, hanno trovato due tracce di risalita di una tartaruga marina sulla spiaggia "Le Saline" di Palinuro.

Grazie alla stretta collaborazione tra la Onlus e l'Ente di Ricerca partenopeo, sono stati allertati i biologi del centro ricerche tartarughe marine della SZN per coordinare le attività di conservazione del nido. Gli esperti hanno riscontrato l'effettiva presenza delle uova in prossimità della scogliera posta a protezione di un campo sportivo. 

Il nido, situato a una distanza di oltre 20 metri dalla battigia e ad una profondità di circa 30 cm, è stato immediatamente protetto mediante l'apposizione di una rete sotto sabbia e dotato di sensori che consentiranno il monitoraggio della temperatura. Con il supporto dell'associazione ESO ES Palinuro, che da anni collabora con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, è stato installato un recinto per delimitare l'area e impedire il calpestio accidentale del nido e difenderlo da agenti antropici. Anche la Capitaneria di Porto, il Comune di Centola e il personale del Parco del Cilento si sono attivati per garantire le migliori condizioni di sicurezza al nido fino al momento della schiusa. La nascita delle tartarughe marine dovrebbe essere previsto per la seconda metà di settembre. 
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA 

Ferito da orso: nuova analisi dna per identificarlo Esiti saranno noti a breve. Primi campioni senza risultati certi

(ANSA) - TRENTO, 27 LUG - Il materiale genetico analizzato in un primo momento non è stato sufficiente a individuare con certezza l'orso che sabato scorso a Terlago (Trento) avrebbe ferito un uomo che passeggiava col cane. I tecnici dei laboratori di ricerca trentini della Fondazione Edmund Mach hanno dunque proceduto a una nuova estrazione di reperti dal suo abbigliamento, per una nuova batteria di esami.

L'amministrazione provinciale riferisce che gli esiti saranno noti a breve.

Dopo l'estrazione del dna dai campioni, si procederà al confronto con i genotipi già disponibili, per attività di mappatura genetica svolte in passato, o anche con quello di altri orsi presenti nella zona che nel frattempo fossero stati catturati con le trappole disposte dal corpo forestale.

Nel frattempo oggi è stata posizionata una terza trappola a tubo, dopo le due già installate nella zona, a cui si accompagna anche una trappola a laccio.

Prosegue intanto il monitoraggio della zona, anche in funzione di prevenzione. (ANSA).
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/07/27/ferito-da-orso-nuova-analisi-dna-per-identificarlo_1cd69fb1-1fea-41f5-8769-57f4f2d1776b.html

L'Australia dichiara guerra alle formiche 'di fuoco' Stanziati 400 milioni di dollari per eradicare l'invasore

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Non solo gatti selvatici, conigli e altri animali "alieni", l'Australia dichiara guerra anche a un minuscolo, ma temibile, invasore: le formiche "di fuoco", tra le specie più dannose e invasive al mondo. Le autorità federali e dello Stato del Queensland hanno stanziato oltre 400 milioni di dollari nei prossimi dieci anni per eradicare una volta per tutte questo insetto nel Paese. Lo riporta il sito Abc News.

Secondo il parere degli esperti interpellati dal governo, i danni per l'uomo e per l'ambiente di una proliferazione incontrollata di queste formiche potrebbero essere perfino maggiori di quelli già provocati all'Australia da altre specie "aliene", dai conigli alle volpi, dai rospi delle canne ai gatti selvatici.

Le formiche "di fuoco", o "guerriere", sono originarie del Sud America. La loro puntura è dolorosa per l'uomo e può provocare anche la morte, per reazione allergica. Negli Usa sono almeno 85 i casi di decesso registrati. Si stima che in caso di mancata eradicazione queste formiche in Australia potrebbero causare 3 mila reazioni anafilattiche all'anno. Senza contare i danni per l'agricoltura, visto che questi insetti formano delle maxi colonie in grado di compromettere intere piantagioni (danneggiano le radici delle piante), e per il bestiame.

Le prime formiche di fuoco, riporta il Guardian, sono state individuate in Australia nel 2001, ma probabilmente erano arrivate anni prima. Potenzialmente tutto il territorio australiano è ad altissimo rischio di invasione. Il Dipartimento di agricoltura e pesca del Queensland le definisce una "minaccia sociale". (ANSA).
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/07/27/laustralia-dichiara-guerra-alle-formiche-di-fuoco_3f8a2a59-2b4e-4c62-b04a-3ceeb22be416.html

WWF Balene a rischio nel Mediterraneo

Notizie pubblicate su 25 July 2017

Ma ci sono anche due buone notizie: la legge salva-cetacei entra in vigore in Francia
mentre alcune navi battenti bandiera italiana adottano sistema anticollisione


#GenerAzioneMare

Cetacei a rischio, in particolare le balenottere comuni che nuotano nel Mediterraneo: il WWF lancia l’allarme sull’impatto del traffico marittimo nel mare nostrum per le grandi specie marine. Ogni anno, secondo il WWF la media dei grandi mammiferi marini uccisi dalle collisioni con le navi è di 40 esemplari l’anno*. Le cause della morte di almeno la  metà delle balenottere comuni (Balaenoptera physalus) che vengono ritrovate colpite risalgono alla collisione con le navi: le aree "a rischio" sono quelle in cui si sovrappone un intenso traffico marittimo e la presenza regolare di grandi cetacei. Con un tasso di crescita del 3-4% l'anno, il traffico marittimo nel Mediterraneo è quasi raddoppiato dal 2002 e continuerà ad aumentare. Un impatto non sostenibile che concentra in uno specchio d’acqua,  pari allo 0,32% del volume totale di tutti gli oceani del mondo, il 19% del traffico mondiale e allo stesso tempo ospita il 7,5% di tutte le specie marine del pianeta. Il tasso di crescita del traffico marittimo  fa aumentare il rischio di collisione nel Santuario Pelagos** , la più grande area protetta del Mediterraneo condivisa tra Italia, Principato di Monaco e Francia dove è più abbondante la presenza dei cetacei e l'intensità dei servizi turistici destinati alla Corsica e alla Sardegna.  

Ma a fianco di questo dato preoccupante il WWF segnala due buone notizie: in Francia il WWF ha ottenuto l’installazione obbligatoria di sistemi anti-collisione  su tutte le navi francesi di oltre 24 metri che transitano più di 10 volte l’anno nel Santuario Pelagos. Nel mese di luglio l’obbligo è entrato in vigore in questo paese con una legge ‘salva-cetacei’. Tuttavia, questa misura riguarda solo le navi battenti bandiera francese che sono in numero inferiore rispetto alle navi italiane. Per le aziende che battono bandiera italiana, l'installazione di sistemi anti-collisione sarebbe un atto volontario per proteggere i cetacei.

Ed ecco la seconda buona notizia: una delle compagnie di navigazione ad ‘alta frequenza’ nelle aree più a rischio, la Corsica Ferries, ha recentemente  adottato  un sistema anticollisione (il sistema francese REPCET). Si tratta di un sistema software basato sull'osservazione e la condivisione dei dati tramite satellite ad un server che a sua volta trasferisce  le segnalazioni ad altre navi, che possono così evitare la collisione. La società "Corsica Ferries" è  francese, ma le sue navi battono bandiera italiana e non sarebbero quindi soggette all'obbligo legale.

Corsica Sardinia Ferries, consapevole dell’importanza del mare e della sua salute, supporta da oltre dieci anni Università, Organismi scientifici e Associazioni, in un’intensa attività di ricerca e monitoraggio dell’ambiente marino e delle specie che lo abitano, al fine di contribuire alla raccolta dati, allo studio e alla divulgazione della conoscenza e alla promozione della consapevolezza ambientale. Da quest’anno conferma il suo impegno per la salvaguardia del patrimonio biologico del Mediterraneo con l’installazione a bordo di quattro unità della flotta: Pascal Lota, Mega Express, Mega Express  Four e Mega Andrea del sistema REPCET, collaborando attivamente alla protezione del Santuario Pelagos” afferma Cristina Pizzutti, Responsabile Marketing e Comunicazione di Corsica Sardinia Ferries.

Il WWF chiede  anche alle altre aziende di trasporto marittimo passeggeri e cargo italiane un atto volontario di buona volontà a protezione dei cetacei.

"La competizione per lo spazio tra noi e il mondo animale è destinato ad aumentare in futuro – ha dichiarato Giuseppe Di Carlo, leader della Mediterranean Initiative del WWF -  in particolare nel Mediterraneo. Il WWF saluta favorevolmente l’iniziativa di Corsica Ferries e lancia un appello a tutte le compagnie italiane di trasporto marittimo   passeggeri  e cargo che incrociano nelle acque del Santuario Pelagos perché si dotino volontariamente di un sistema efficace per  evitare la morte di decine di cetacei. Inoltre, poiché  la maggior parte degli habitat dei cetacei nella zone a nord-ovest del Mediterraneo non è compreso nell’area del Santuario Pelagos, il WWF appoggia un'estensione delle forme di protezione di questi animali fino alle acque spagnole al fine di tutelare in maniera più efficace queste specie”.  

Il risultato ottenuto sul sistema salva-cetacei è un altro passo in avanti della Campagna #GenerAzioneMare del WWF Italia, lanciata quest’anno allo scopo di  creare delle comunità consapevoli dell’importanza del valore degli oceani e allo stesso tempo capaci di difenderlo da chi continua a impoverirlo. Habitat e specie marine subiscono infatti una pressione insostenibile a causa di molteplici fattori, tra cui inquinamento da plastiche, pesca eccessiva, trasporti, urbanizzazione selvaggia delle coste, etc. www.wwf.it/news/notizie/?32720/Balene-a-rischio-nel-Mediterraneo

Rifiuti tossici interrati ad Aprilia, tutti i nomi degli arrestati. Sequestrati beni per 15 milioni

Quindi ordinanze di custodia in carcere e sei divieti di dimora nei Comuni di Aprilia, Ardea e Velletri. Sono le misure notificate dalla Polizia di Stato dopo la scoperta di rifiuti tossici gettati in una cava ad Aprilia
  sono state eseguite misure cautelari in carcere nei confronti di:
1.     PIATTELLA Antonino, nato a Roma, 53 anni;
2.     PIATTELLA Riccardo, nato a Velletri, 22 anni
3.     LANARI Roberta, nata ad Aprilia, 51 anni;
4.     BACCI Elio detto" Mauro", nato a Trevi nel Lazio (FR), 64 anni
5.     CARNEVALE Donatella, nata a Velletri (RM), 53 anni
6.     CARNEVALE Catia, nata a Velletri (RM) , 48 anni
7.     BERNACCHIA Giampiero, nato a Frascati (RM), 48 anni;
8.     SESTINI Remo, nato a Roma, 51 anni;
9.     MORESCHINI Stefano, nato a Roma, 59 anni;
10.    LUCIDI Sante, nato a Valle Castellana (TE) , 59 anni;
11.    LUCIDI Dario, nato ad Aprilia (LT) , 32 ani;
12.    COGONI Riccardo, nato ad Aprilia (LT) 28 anni;
13.    MANZINI Alberto, nato ad Aprilia (LT) 59 anni;
14.    MARTINO Antonio, nato a Sant'Agata dè Godi (BN) , 52 anni;
15.    BONCI Paolo, nato ad Albano Laziale (RM) 47 anni;

Notificata l’applicazione delle misure cautelari del divieto di dimora nel comune di Aprilia, Ardea e Velletri e dell'obbligo di presentazione quotidiana alla P.G. nei confronti di:

16. SANTIONI Carlo. nato a Gualdo Tadino (PG) 73 anni;
17. ESANUCristineì detto Cristian" nato in Romania , 51 anni;
18. PUCA Aldo, nato a Tearw (CE), 32 anni
19. TELESCA Patrizio, nato ad Aprilia (LT), 36 anni;
20. PAPI Alessandro, nato in Genzano di Roma (RM), 35 anni;
21.OLTEANU Karly Ninel, nato a Craiova (Romania) 33 anni;

Nell'operazione eseguito anche il sequestro preventivo di 9 società, 11 quote societarie, 7 fabbricati di civile abitazione, 8 fabbricati industriali, 7 locali di deposito, 37 appezzamenti di terreno, 60 tra autovetture e mezzi d’opera aziendali, nonché numerosi rapporti bancari, tutti riconducibili agli indagati ed ai loro familiari e prestanome, per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro
Giovedì 27 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:45

© RIPRODUZIONE RISERVATA http://www.ilmessaggero.it/latina/rifiuti_tossici_interrati_ad_aprilia_tutti_i_nomi_degli_arrestati_sequestrati_beni_per_15_milioni-2586426.html
in teoria, fino alla conclusione dei processi, sarebbero da ritenere innocenti... difficile pensarlo davanti ad una malattia, una delle tante, per inquinamento, di fronte ad una lapide, guardando la sofferenza begli ospedali...http://www.ilmessaggero.it/…/rifiuti_tossici_interrati_ad_a…
Quindi ordinanze di custodia in carcere e sei divieti di dimora nei Comuni di Aprilia, Ardea e Velletri. Sono le misure notificate dalla Polizia di Stato dopo la scoperta di rifiuti tossici g...
Altro...
Quindi ordinanze di custodia in carcere e sei divieti di dimora nei Comuni di Aprilia, Ardea e Velletri. Sono le misure notificate dalla Polizia di Stato dopo la scoperta di…
ILMESSAGGERO.IT

Maxi discarica di rifiuti tossici ad Aprilia: in corso analisi su sorgente d'acqua poco distante. «I residenti la usano abitualmente»

Accertamenti e verifiche sono in corso sulla qualità delle acque di un torrente e di una sorgente di acqua minerale che si trovano a poche centinaia di metri dalla discarica abusiva di rifiuti tossici scoperta dalla Polizia ad Aprilia, in provincia di Latina.

«Il nostro consulente e gli organi amministrativi preposti - ha spiegato poco fa in conferenza stampa il procuratore aggiunto della Dda di Roma Michele Prestipino - hanno avviato degli accertamenti per verificare quali conseguenze possano essersi determinate sulla genuinità delle acque ed evitare così qualsiasi danno alla salute». L'acqua della sorgente minerale, è stato spiegato, non viene imbottigliata ma viene costantemente utilizzata dai cittadini.
Giovedì 27 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:11

© RIPRODUZIONE RISERVATA http://www.ilmessaggero.it/latina/maxi_discarica_di_rifiuti_tossici_ad_aprilia_in_corso_analisi_su_sorgente_d_acqua_poco_distante_i_residenti_la_usano_abitualmente-2586455.html come uccidere la propria madre: Maxi discarica di rifiuti tossici ad Aprilia: in corso analisi su sorgente d'acqua poco distante. «I residenti la usano abitualmente»

Aprilia, maxi discarica di rifiuti tossici nella cava Piattella: il ruolo di padre e figlio

Maxi discarica abusiva di rifiuti tossici, cominciano a delinearsi ruoli e responsabilità. «I servizi di osservazione, effettuati grazie al sistema di videosorveglianza, e le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di delineare, sin dalla fase iniziale delle indagini, che a gestire la discarica abusiva fosse Antonino Piattella» hanno spiegato gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, della Squadra Mobile di Latina e della Polizia Stradale di Latina. L'indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha portato all'arresto di 21 persone.

Era Antonino Piattella dunque il vero «dominus dell’intera filiera illecita», insieme al figlio, Riccardo Piattella, «gestore della cava a tutto tondo» che «oltre a ricevere gli appuntamenti per gli sversamenti dai singoli conferitori», a «manovrare personalmente escavatori e trattori stradali per provvedere allo scarico e all’interramento di enormi quantitativi di rifiuti». Collaborava con i due anche Roberta Lanari, moglie di Antonino, «che provvedeva sovente ad incassare i compensi per gli “scarichi” illeciti» spiegano ancora gli inquirenti.
Le intercettazioni hanno consentito di individuare le aziende di provenienza dei rifiuti, ubicate nelle provincie di Roma e Latina, i mezzi utilizzati nonché le persone che, a vario titolo, partecipavano al traffico illecito di rifiuti. «Ognuno con un ruolo ben determinato». Così è stato possibile «ricostruire la rete di imprenditori coinvolti in qualità di conferitori, molti dei quali operanti proprio nel settore del recupero e dello smaltimento di rifiuti che, in luogo di rivolgersi a canali di smaltimento ufficiali e leciti, si servivano del sito gestito dai Piattella».
Giovedì 27 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:56

© RIPRODUZIONE RISERVATA http://www.ilmessaggero.it/latina/aprilia_maxi_discarica_di_rifiuti_tossici_nella_cava_piattella_il_ruolo_di_padre_e_figlio-2586440.html
i peggiori crimini contro l'umanità, chi sa e non denuncia è responsabile di questo scempio. Aprilia, maxi discarica di rifiuti tossici nella cava Piattella: il ruolo di padre e figlio Maxi discarica abusiva di rifiuti tossici, cominciano a delinearsi ruoli e responsabilità. «I servizi di osservazione, effettuati grazie al sistema di videosorveglianza, e le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di delineare, sin dalla fase iniziale delle indagini, che a g...
Altro...
Maxi discarica abusiva di rifiuti tossici, cominciano a delinearsi ruoli e responsabilità. «I servizi di osservazione, effettuati grazie al sistema di videosorveglianza, e le...
ILMESSAGGERO.IT